La sola "canzone" di una trovatrice che ci sia giunta completa di musica (sempre della stessa autrice: Comtessa de Dia)
A chantar m’er de so qu’ieu non volria
A chantar m’er de so qu’ieu non volria
Tant me rancur de lui cui sui amia,
Car ieu l’am mais que nuilla ren que sia;
Vas lui no.m val merces ni cortesia
Ni ma beltatz ni mos pretz ni mos sens,
C’atressi.m sui enganad’e trah ̈ıa
Com degr’esser, s’ieu fos desavinens.
Meravill me com vostre cors s’orguoilla
Amics, vas me, per qu’ai razon qu’ieu.m duoilla
Non es ges dreitz c’autr’amors vos mi tuoilla
Per nuilla ren qe.us diga ni acuoilla;
E membre vos cals fo.l comenssamens
De nostr’amor! ja Dompnedieus non vuoilla
Qu’en ma colpa sia.l departimens.
Valer mi deu mos pretz e mos paratges
E ma beltatz e plus mos fis coratges,
Per qu’ieu vos man lai on es vostr’estatges
Esta chansson que me sia messatges:
Ieu vuoill saber, lo mieus bels amics gens,
Per que vos m’etz tant fers ni tant salvatges,
Non sai, si s’es orguoills o maltalens.
Mas aitan plus voill qe.us diga.l messatges
Qu’en trop d’orguoill ant gran dan maintas
gens.
Contiene alcuni dei versi più belli della lingua provenzale densi di pathos, che possono sgorgare soltanto dal cuore di una donna ferita nell’amore.
DEVO CANTARE DI CIO' CHE NON VORREI
Devo cantare di ciò che non vorrei,
tanto mi amareggia colui di cui sono l'amore,
poichè l'amo più di ogni altra cosa;
con lui grazia e cortesia non mi giovano,
nè la mia bellezza, merito o intelletto,
perchè sono ingrata, tradita
quanto sarebbe giusto se fossi colpevole.
Amico, confortami in questo: non ti ho mai ingannato
con alcun mio comportamento;
invece ti amo più di quanto Seguis amasse Valensa,
e mi piace averti vinto in amore,
amico mio, poichè tu sei il migliore.
A me tu mostri arroganza di parole e atteggiamenti,
e sei ben disposto verso chiunque altro.
Mi stupisce che ti volga orgogliosamente
Verso di me, amico; per questo motivo di dolermi:
non è bello che un altro amore ti porti via da me,
comunque possa rivolgersi a te o accoglierti;
e ricorda com'era all'inizio
del nostro amore... Dio non voglia
che la separazione sia per causa mia!
Il grande merito della tua persona,
e il ricco premio che tu hai, mi inquietano:
dato che non c'è donna, lontana o vicina,
che se volessi non soggiogheresti;
ma tu, amico mio, hai bastante giudizio
per sapere chi è la più fedele.
E ricorda la nostra intesa.
La mia dignità e la mia nobiltà parleranno per me,
e la mia bellezza, ed ancor più il mio cuore fedele,
e dunque ti mando, laddove sei,
questa canzone, che sarà il mio messaggero;
e voglio sapere, amico mio bello e gentile,
perchè sei così duro ed estraneo con me:
non so se sia orgoglio o persino disprezzo.
Ma voglio anche che tu gli dica, messaggero,
che molti molto perdono per troppo orgoglio.
In questa canzone le parole della poetessa fremono per l’incertezza la paura di essere abbandonata dall’amato che si mostra arrogante e duro con lei sola e così lo redarguisce ricordando che “molti perdono per troppo orgoglio”.