Run the Park
Forumer storico
22 aprile 2006
Autostrade e Abertis verso le nozze
di Simone Filippetti
Un matrimonio tra le holding, per ora riservatissimo, da 45 miliardi di euro che potrebbe portare alla nascita del più grosso concessionario autostradale europeo, quotato a Madrid e a Milano. Secondo quanto trapelato da indiscrezioni finanziarie non confermate, la concessionaria della famiglia Benetton e il gruppo spagnolo di infrastrutture ( caselli e aeroporti) e trasporti avrebbero allo studio una possibile fusione alla pari carta contro carta. Così, a poco più di tre anni dall'Opa con cui i Benetton hanno preso il controllo di Autostrade, un nuovo riassetto si profilerebbe per il gruppo, proiettandolo in una dimensione internazionale con notevoli prospettive industriali e di efficienze. L'operazione non è nuova perché già un anno fa erano circolati rumors sulla possibilità di una fusione tra i due gruppi, che tra l'altro godono di ottimi rapporti. Abertis, quotata alla Borsa di Madrid e controllata da La Caixa di Barcellona col 23% e da Acs col 24%, è già azionista, col 13,3%, di Schema28, la holding dei Benetton che custodisce il 50,1% di Autostrade. La stessa Autostrade aveva una partecipazione del 4,9% in Abertis, poi ceduta nel 2004. A tirare le fila del mega merger, secondo le medesime indiscrezioni di mercato, tre banche d'affari: Merrill Lynch, nel ruolo di consulente per la parte italiana, Mediobanca, istituto da sempre vicino ai Benetton nelle operazioni più delicate, e Ubm, la divisione di merchant bank di UniCredit
( azionista di Autostrade tramite Schema28). Sul fronte legale sarebbe invece operando lo Studio Bonelli Erede Pappalardo con il partner Roberto Cera, consulente del gruppo e consigliere Autostrade. Dopo la perdita della partita su Parigi, con la mancata aggiudicazione delle autostrade francesi, le aspirazioni estere del gruppo romano non si sono fermate e, conclusa l'acquisizione di Costanera Norte ( la concessionaria delle autostrade del Cile), il presidente Gian Maria Gros Pietro e l'a. d. Vito Gamberale hanno trovato il partner industriale, con cui fare il salto dimensionale, in casa. Le indiscrezioni filtrate sui dettagli dell'operazione prevedono che Abertis, il principale gestore di caselli in Spagna, incorporerà Autostrade con uno scambio carta contro carta, facilitata anche dalle dimensioni dei due gruppi. Entrambi, infatti, capitalizzano circa 12 miliardi di euro ( 12 per Abertis e 12,8 la società italiana), rendendo così più agevole una fusione: ai soci di Abertis verrà riconosciuta un'azione Autostrade ogni titolo del gruppo spagnolo. A livello di redditività i due operatori viaggiano , rendendo industrialmente sensata un'unione: Abertis fattura 1,9 miliardi e fa utili per 515 milioni, il gruppo guidato da Gamberale ha ricavi per 2,9 miliardi e profitti per 791 milioni. L'enterprise value della nuova entità, secondo i primi calcoli degli analisti, si aggirerebbe intorno ai 45 miliardi, compresi i debiti. Per poter inglobare Autostrade, gli spagnoli dovranno fare un aumento di capitale, la cui entità al momento non è nota.
Dopo la fusione nel nuovo assetto azionario, che è ancora uno dei punti da definire, Schema28 potrebbe avere una quota di circa il 25% della nuova " Auto Abertis", secondo azionista Caixa col 13% e terzo Acs con il 14%: gli italiani risulterebbero i primi azionisti singoli, ma i due soci spagnoli, assieme avrebbero il pacchetto di maggioranza relativa. Forse proprio per questo, riferiscono ulteriori rumors non confermati, la sede del gruppo potrebbe essere in Spagna. Il matrimonio, comunque, interesserebbe solo le due holding di controllo e non le società operative sottostanti, quelle che detengono le concessioni autostradali, che continueranno a vivere e a operare in moto autonomo. Anche il consiglio di amministrazione dovrebbe probabilmente rispecchierà l'equilibrio paritetico dei due concessionari: metà consiglieri in quota Autostrade e metà in quota ad Abertis con un amministratore delegato di garanzia gradito a entrambi.
Uno dei nodi sul tappeto potrebbe essere rappresentato, invece, proprio dal pacchetto di Abertis in Schema28. Vista la prospettiva di una fusione alla pari, i Benetton rischiano di diluirsi troppo post merger a favore degli spagnoli: così sarebbe allo studio anche un possibile collocamento del 13% di Schema28 in mano ad Abertis. Tra i possibili candidati all'acquisto, proseguono i rumors, Mediobanca e le Assicurazioni Generali ( si veda articolo a fianco). I tempi per la nascita del gigante italo spagnolo delle autostrade saranno, a quanto si apprende, brevi. Per i prossimi giorni sarebbe stato convocato un cda di Abertis, mentre lo stesso dovrebbe fare Autostrade. Entro la fine di giugno sarebbe prevista l'assemblea dei due gruppi, mentre il perfezionamento del merger è atteso per l'autunno. L'annuncio al mercato potrebbe arrivare lunedì.
Autostrade e Abertis verso le nozze
di Simone Filippetti
Un matrimonio tra le holding, per ora riservatissimo, da 45 miliardi di euro che potrebbe portare alla nascita del più grosso concessionario autostradale europeo, quotato a Madrid e a Milano. Secondo quanto trapelato da indiscrezioni finanziarie non confermate, la concessionaria della famiglia Benetton e il gruppo spagnolo di infrastrutture ( caselli e aeroporti) e trasporti avrebbero allo studio una possibile fusione alla pari carta contro carta. Così, a poco più di tre anni dall'Opa con cui i Benetton hanno preso il controllo di Autostrade, un nuovo riassetto si profilerebbe per il gruppo, proiettandolo in una dimensione internazionale con notevoli prospettive industriali e di efficienze. L'operazione non è nuova perché già un anno fa erano circolati rumors sulla possibilità di una fusione tra i due gruppi, che tra l'altro godono di ottimi rapporti. Abertis, quotata alla Borsa di Madrid e controllata da La Caixa di Barcellona col 23% e da Acs col 24%, è già azionista, col 13,3%, di Schema28, la holding dei Benetton che custodisce il 50,1% di Autostrade. La stessa Autostrade aveva una partecipazione del 4,9% in Abertis, poi ceduta nel 2004. A tirare le fila del mega merger, secondo le medesime indiscrezioni di mercato, tre banche d'affari: Merrill Lynch, nel ruolo di consulente per la parte italiana, Mediobanca, istituto da sempre vicino ai Benetton nelle operazioni più delicate, e Ubm, la divisione di merchant bank di UniCredit
( azionista di Autostrade tramite Schema28). Sul fronte legale sarebbe invece operando lo Studio Bonelli Erede Pappalardo con il partner Roberto Cera, consulente del gruppo e consigliere Autostrade. Dopo la perdita della partita su Parigi, con la mancata aggiudicazione delle autostrade francesi, le aspirazioni estere del gruppo romano non si sono fermate e, conclusa l'acquisizione di Costanera Norte ( la concessionaria delle autostrade del Cile), il presidente Gian Maria Gros Pietro e l'a. d. Vito Gamberale hanno trovato il partner industriale, con cui fare il salto dimensionale, in casa. Le indiscrezioni filtrate sui dettagli dell'operazione prevedono che Abertis, il principale gestore di caselli in Spagna, incorporerà Autostrade con uno scambio carta contro carta, facilitata anche dalle dimensioni dei due gruppi. Entrambi, infatti, capitalizzano circa 12 miliardi di euro ( 12 per Abertis e 12,8 la società italiana), rendendo così più agevole una fusione: ai soci di Abertis verrà riconosciuta un'azione Autostrade ogni titolo del gruppo spagnolo. A livello di redditività i due operatori viaggiano , rendendo industrialmente sensata un'unione: Abertis fattura 1,9 miliardi e fa utili per 515 milioni, il gruppo guidato da Gamberale ha ricavi per 2,9 miliardi e profitti per 791 milioni. L'enterprise value della nuova entità, secondo i primi calcoli degli analisti, si aggirerebbe intorno ai 45 miliardi, compresi i debiti. Per poter inglobare Autostrade, gli spagnoli dovranno fare un aumento di capitale, la cui entità al momento non è nota.
Dopo la fusione nel nuovo assetto azionario, che è ancora uno dei punti da definire, Schema28 potrebbe avere una quota di circa il 25% della nuova " Auto Abertis", secondo azionista Caixa col 13% e terzo Acs con il 14%: gli italiani risulterebbero i primi azionisti singoli, ma i due soci spagnoli, assieme avrebbero il pacchetto di maggioranza relativa. Forse proprio per questo, riferiscono ulteriori rumors non confermati, la sede del gruppo potrebbe essere in Spagna. Il matrimonio, comunque, interesserebbe solo le due holding di controllo e non le società operative sottostanti, quelle che detengono le concessioni autostradali, che continueranno a vivere e a operare in moto autonomo. Anche il consiglio di amministrazione dovrebbe probabilmente rispecchierà l'equilibrio paritetico dei due concessionari: metà consiglieri in quota Autostrade e metà in quota ad Abertis con un amministratore delegato di garanzia gradito a entrambi.
Uno dei nodi sul tappeto potrebbe essere rappresentato, invece, proprio dal pacchetto di Abertis in Schema28. Vista la prospettiva di una fusione alla pari, i Benetton rischiano di diluirsi troppo post merger a favore degli spagnoli: così sarebbe allo studio anche un possibile collocamento del 13% di Schema28 in mano ad Abertis. Tra i possibili candidati all'acquisto, proseguono i rumors, Mediobanca e le Assicurazioni Generali ( si veda articolo a fianco). I tempi per la nascita del gigante italo spagnolo delle autostrade saranno, a quanto si apprende, brevi. Per i prossimi giorni sarebbe stato convocato un cda di Abertis, mentre lo stesso dovrebbe fare Autostrade. Entro la fine di giugno sarebbe prevista l'assemblea dei due gruppi, mentre il perfezionamento del merger è atteso per l'autunno. L'annuncio al mercato potrebbe arrivare lunedì.