Milano - Prosegue al ribasso la sessione caotica di Piazza Affari, che a metà giornata, dopo aver guadagnato più dell'1% in mattinata, ha azzerato tutti i guadagni e ha virato in territorio negativo, arrivando a perdere fino all'1,7%. Tornato poi il recupero, alla fine l'indice è tornato di nuovo negativo, prima lievemente, poi incrementando le flessioni fino a tornare a perdere ora di nuovo l'1,70%. Al momento, alle 16.23, arretra dell'1,40%.
All'indomani della nota di Moody's, che ha messo sotto osservazione
16 banche italiane, pesano sull'indice Ftse Mib soprattutto i crolli delle azioni del settore, con Unicredit che è arrivata a perdere fino al 9% dopo essere stata sospesa, insieme a tutti gli altri titoli del settore, dalle contrattazioni.
Diversi rumor in atto, nessuno confermato: si parla di un imminente taglio del rating sul debito sovrano italiano nel weekend, ma anche dell'impossibilità di qualche banca italiana di superare gli stress test. Ultima indiscrezione: che alle 12 siano scadute alcune opzioni. Ma i gestori affermano: se così è stato, non è avvenuto nei mercati regolamentati. E si parla infine di un errore tecnico nell'emissione degli ordini.
Di certo i problemi del debito Italia non aiutano, con lo spread Btp/Bund che oggi è salito di nuovo, testando i
211 punti base. I BTP, inoltre, secondo il canale Class Cnbc, sono sotto pressione.
In generale, il comparto bancario in Italia e' stato sotto pressione negli ultimi tempi, anche se poi guardando alla tabella delle prove annuali degli istituti finanziari, Intesa e Unicredit hanno perso molto di meno rispetto delle banche Usa (-5% da inizio anno). "La fotografia del 2011 non e' cosi' negativa, considerando aumenti di capitale e dividendi", aveva detto in mattinata a Class CNBC il broker Alessandro Frigerio, di RMJ Sgr. Ma è vero che la media del core tier one in Europa e' del 10%, mentre per le italiane il livello si attesta intorno al 7-9%, quindi sono ancora meno capitalizzato della media.
Le altre piazze finanziarie europee proseguono invece il trend rialzista (anche se ora cede anche Madrid con un -0,76%), dopo le forti perdite segnate nella giornata di ieri. Rimangono invece positive Parigi (+0,44%), Francoforte (+0,66%) e Londra (+0,64%), che però riducono notevolmente i rialzi della mattinata.
Sul fronte dell'azionario globale si guarda oggi, nell'ultimo giorno di quest'ottava, all'accordo raggiunto ieri a Bruxelles a favore degli aiuti alla Grecia. Il nuovo ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, nonostante i
tanti problemi e' riuscito a strappare di fatto un accordo con Ue e Fmi sulle misure di austerita' quinquennali.
La Grecia si impegna a tagli della spesa e aumenti delle tasse per coprire 3,8 miliardi di euro di buco di bilancio. Il portavoce del governo, Elias Mossialos, che accompagna il premier George Papandreou al vertice dei leader europei di Bruxelles, conferma che l'intesa e' stata conclusa. Secondo quanto riferiscono le fonti, Venizelos avrebbe incluso tra le nuove misure una tassa straordinaria sul reddito tra l'1% e il 5%, un abbassamento a 8 mila euro del livello minimo da redditi a partire dal quale si pagheranno le imposte e un incremento della tassa sul gasolio da riscaldamento.
Un'altra buona notizia oggi è rappresentata dalle dichiarazioni del premier cinese Wen Jiabao che ha scritto sul Financial Times che gli sforzi della Cina volti a contenere l'inflazione stanno funzionando e che per questo il ritmo di crescita dei prezzi allenterà il passo. A tal proposito, buona la
performance in Asia, con la borsa cinese che ha chiuso in rialzo del 3% la settimana, la migliore cinque giorni da novembre.
Ieri i listini del Vecchio Continente erano scesi ai minimi di tre mesi dopo che i dati sulle richieste di sussidio di disoccupazione in Usa hanno aumentato l'incertezza sulla solidita' della ripresa economica. Oggi si terra' d'occhio anche il fronte macro. Grande osservato speciale sara' il Pil Usa dopo il taglio delle stime della Fed. Bernanke ha parlato di una ripresa "ancora frustrante" nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla riunione di due giorni di politica monetaria della banca centrale americana.
Per quanto riguarda il target del rapporto del 3% tra deficit e Pil in Europa(soglia ideale) il presidente della Commissione Ue Barroso ha dichiarato che l'Europa e' molto lontana da tutti gli obiettivi che si era fissata per il 2020. Secondo gli analisti anche quelli per 2008 e 2014 non sono realistacamente raggiungibili.
Sugli altri mercati o
futures sul petrolio rimbalzano dopo le forti perdite di ieri, legate alla decisione dell'Aie di rilasciare 60 milioni di barili di riserve strategiche. Il Wti quotato sul Nymex è in rialzo dello 0,55% a quota $91,52. L'oro invece perde $2,3 a $1.518,2 l'oncia e i futures sull'argento sono in calo di 12,7 cents a $34,87.
L'
euro invece non festeggia l'accordo in Grecia e non prende parte al rally, attestandosi a $1,4207, dopo essere sceso ieri a un minimo di 14125 dollari. L'euro oggi ha toccato anche il minimo storico contro il franco svizzero. Ora il cambio è in flessione a 1,1873.
Intanto, tornando a Piazza Affari, i sell sui titoli bancari riammessi alle contrattazioni proseguono e ricominciano, dopo essersi ridotti nel primo pomeriggio. Unicredit, dopo essere crollata fino al 9%, perde ora quasi il 5%%; Intesa SanPaolo, dopo il -7,5%, cede il 3,73%. Male poi Banca Popolare di Milano (-2,92%), Mps (-3,20%), Banco Popolare (-2,43%) e Ubi Banca (-1,05%). Male tra gli altri titoli anche Impregilo (-4,25%). Tra i titoli in rialzo, invece molto bene Tod's (+4,07%), Pirelli (+2,87%) e Prysmian (+2,80%).