più di 10 miliardi di euro è l'esposizione in derivati

tontolina

Forumer storico
Derivati/Intesa, Unicredit+Capitalia, Italease+Bpvn, Mps. Ecco le banche più esposte. In totale 12 mld
Venerdí 19.10.2007 17:26

Tex Column/ Draghi, è ora di pretendere chiarezza dalle banche italiane in materia di derivati
Unicredit, Italease, Intesa, Capitalia, Bpvn, Mps.
Ecco le banche italiane più esposte sul fronte derivati. Un’esposizione fra i 10-12 miliardi di euro e perdite fra i 3-4 miliardi di euro. A tanto dovrebbe ammontare la cifra dei derivati in circolazione contratti dalle banche con il sistema economico. Dati ufficiali non ce ne sono, in Banca d’Italia non esistono statitische al riguardo, eccetto che qualche rilevazione fatta nell’ambito della finanza locale. Solo la Vigilanza archivia le statistiche fornite dalle banche tramite la centrale Rischi (CeRi). Ma sono rilevazioni interne, diffuse nel sistema e senza singole posizioni per banca o azienda.
Per non parlare dell’Abi, completamente abbottonata sul punto, che non ha voluto nenanche rilasciare un no comment, per ovvi motivi di poca trasparenza.

Ma secondo quanto risulta ad Affari la cifra globale dei prodotti finanziari strutturati rientrante nella lista dei derivati sulla base del Testo unico della finanza, ammonta a più di 10 miliardi di euro. Esattamente 10,5 mld.
quelli più o meno contratti dal sistema e forse anche qualcosa in più considerando che le segnalazioni di solito nella Centrale Rischi, vengono fatte per importi dai 75 mila euro in su.

Sommando le risultanze anche della Centrale rischi associativa (Cra), di altre banche dati (tipo Crif ed Experian), si dovrebbero superare i 12 miliardi.
Con in testa Unicredit che ha dichiarato la sua esposizione per 1 miliardo di euro e Banca Italease che ad oggi vanta un’esposizione per circa 700 milioni di euro.
Ed anche Intesa Sanpaolo, Capitalia, Banco Popolare Verona Novara, Montepaschi qualche operazione l’hanno fatta.

Difficile quantificare la quota di derivati contratti dagli enti pubblici, ma dovrebbe essere più della metà, poiché gli amministratori locali incassando a breve e ribaltando sulle future giunte l’onere del debito erano i clienti più abbordabili per il sistema.

Tanto che non era difficile ascoltare qualche rampante direttore di un’importante banca italiana invitare i propri sviluppatori ad inserire nei prodotti per imprese ed enti pubblici un bel derivato. Ove invece la controparte era già impegnata, radiobanca sottolineava come lo stesso direttore consigliava di “… scappare più in fretta possibile, essendoci una bomba pronta ad esplodere”.

Ora anche il governo e la banca centrale, grazie alla trasmissione Report della Rai, si sono accorti del fenomeno.
Arriverà una regolamentazione sull'uso da parte degli enti locali degli strumenti finanziari a servizio del debito.
Sull'argomento ci sono emendamenti del relatore alla Finanziaria Giovanni Legnini (Ulivo) e al decreto della senatrice Cinzia Bonfrisco. Proposte che potrebbero confluire in un unico testo bipartisan.


Ma la frittata è stata fatta e quel buco qualcuno lo dovrà pur pagare.
 
tontolina ha scritto:
èsize=18]Derivati/Intesa, Unicredit+Capitalia, Italease+Bpvn, Mps. Ecco le banche più esposte. In totale 12 mld[/size]
Venerdí 19.10.2007 17:26

Tex Column/ Draghi, è ora di pretendere chiarezza dalle banche italiane in materia di d

Difficile quantificare la quota di derivati contratti dagli enti pubblici, ma dovrebbe essere più della metà, poiché gli amministratori locali incassando a breve e ribaltando sulle future giunte l’onere del debito erano i clienti più abbordabili per il sistema.

Tanto che non era difficile ascoltare qualche rampante direttore di un’importante banca italiana invitare i propri sviluppatori ad inserire nei prodotti per imprese ed enti pubblici un bel derivato. Ove invece la controparte era già impegnata, radiobanca sottolineava come lo stesso direttore consigliava di “… scappare più in fretta possibile, essendoci una bomba pronta ad esplodere”.

Ora anche il governo e la banca centrale, grazie alla trasmissione Report della Rai, si sono accorti del fenomeno.
Arriverà una regolamentazione sull'uso da parte degli enti locali degli strumenti finanziari a servizio del debito.
Sull'argomento ci sono emendamenti del relatore alla Finanziaria Giovanni Legnini (Ulivo) e al decreto della senatrice Cinzia Bonfrisco. Proposte che potrebbero confluire in un unico testo bipartisan.


Ma la frittata è stata fatta e quel buco qualcuno lo dovrà pur pagare.

IO LO SO CHI PAGHERA' IL CONTO.
 
tontolina ha scritto:
èsize=18]Derivati/Intesa, Unicredit+Capitalia, Italease+Bpvn, Mps. Ecco le banche più esposte. In totale 12 mld[/size]
Venerdí 19.10.2007 17:26

Tex Column/ Draghi, è ora di pretendere chiarezza dalle banche italiane in materia di derivati
Unicredit, Italease, Intesa, Capitalia, Bpvn, Mps.
Ecco le banche italiane più esposte sul fronte derivati. Un’esposizione fra i 10-12 miliardi di euro e perdite fra i 3-4 miliardi di euro. A tanto dovrebbe ammontare la cifra dei derivati in circolazione contratti dalle banche con il sistema economico. Dati ufficiali non ce ne sono, in Banca d’Italia non esistono statitische al riguardo, eccetto che qualche rilevazione fatta nell’ambito della finanza locale. Solo la Vigilanza archivia le statistiche fornite dalle banche tramite la centrale Rischi (CeRi). Ma sono rilevazioni interne, diffuse nel sistema e senza singole posizioni per banca o azienda.
Per non parlare dell’Abi, completamente abbottonata sul punto, che non ha voluto nenanche rilasciare un no comment, per ovvi motivi di poca trasparenza.

Ma secondo quanto risulta ad Affari la cifra globale dei prodotti finanziari strutturati rientrante nella lista dei derivati sulla base del Testo unico della finanza, ammonta a più di 10 miliardi di euro. Esattamente 10,5 mld.
quelli più o meno contratti dal sistema e forse anche qualcosa in più considerando che le segnalazioni di solito nella Centrale Rischi, vengono fatte per importi dai 75 mila euro in su.

Sommando le risultanze anche della Centrale rischi associativa (Cra), di altre banche dati (tipo Crif ed Experian), si dovrebbero superare i 12 miliardi.
Con in testa Unicredit che ha dichiarato la sua esposizione per 1 miliardo di euro e Banca Italease che ad oggi vanta un’esposizione per circa 700 milioni di euro.
Ed anche Intesa Sanpaolo, Capitalia, Banco Popolare Verona Novara, Montepaschi qualche operazione l’hanno fatta.

Difficile quantificare la quota di derivati contratti dagli enti pubblici, ma dovrebbe essere più della metà, poiché gli amministratori locali incassando a breve e ribaltando sulle future giunte l’onere del debito erano i clienti più abbordabili per il sistema.

Tanto che non era difficile ascoltare qualche rampante direttore di un’importante banca italiana invitare i propri sviluppatori ad inserire nei prodotti per imprese ed enti pubblici un bel derivato. Ove invece la controparte era già impegnata, radiobanca sottolineava come lo stesso direttore consigliava di “… scappare più in fretta possibile, essendoci una bomba pronta ad esplodere”.

Ora anche il governo e la banca centrale, grazie alla trasmissione Report della Rai, si sono accorti del fenomeno.
Arriverà una regolamentazione sull'uso da parte degli enti locali degli strumenti finanziari a servizio del debito.
Sull'argomento ci sono emendamenti del relatore alla Finanziaria Giovanni Legnini (Ulivo) e al decreto della senatrice Cinzia Bonfrisco. Proposte che potrebbero confluire in un unico testo bipartisan.


Ma la frittata è stata fatta e quel buco qualcuno lo dovrà pur pagare.



ovvio che il conto lo paghiamo noi correntisti...
ma qui non può continuare ancora sto sfacelo...
delinquenti..
 
si è saputo che stanno ispezionando 4 banche per accertare l'esposizione sui derivati dei clienti
Bankitalia e consob non hanno fatto i nomi
voci di corridorio hanno selezionato alcune banche:
UNIdebito
BNL
Intesa San Paolo
...?... MPS...? Italease? Banco..? la quarta è una scommessa

scommessa che penalizza tutte le banche....


vorrei segnalare un commento interessante della concorrenza
http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?t=849347
Pentitevi ! Il 15 Novembre Sara' Il Giorno Del Giudizio !
...per le banche ( soprattutto USA ).

Vi siete chiesti perchè alcuni scheletri che alcune grandi banche (americane, ma non solo...) tenevano accuratamente nascosti negli armadi sigillati delle loro cantine, stanno cominciando ad emergere proprio adesso, tra miasmi e sospetti?
Che succederà il 15 novembre?

Ebbene, il 15 novembre uno speciale angelo ( vendicatore ? ) proclamerà il giorno del giudizio...si badi, giudizio scritto con la g minuscola, non Giudizio con la g maiuscola, per il quale ultimo temo si dovrà attendere l'intervento di qualche Autorità Suprema, di rango ben superiore alla SEC, Consob e via dicendo.....
Questo speciale angelo avrà un nome, apparentemente ostico e misterico, ma dall'effetto pratico micidiale, ai fini della trasparenza e dell'informazione finanziaria: SFAS 157 ( e 159 ).

Lo SFAS 157, con la sua spada (grimaldello ) fiammeggiante, aprirà ogni armadio bancario segreto, liberando ogni scheletro di bilancio imprigionato, che dal 15 novembre sarà finalmente disponibile agli occhi, colmi di orrore e sgomento, di clienti e investitori... ()

Lo SFAS 157 ( e 159 ) è una regola contabile ( formalizzata dalla FASB, Financial Accounting Standards Board ) che obbligherà ogni istituzione finanziaria americana ( e non americana ma operante in USA ) a rendere finalmente noti, e divulgare, tutti gli assets di mercato finora ricompresi nel famoso "TERZO LIVELLO"...
il terzo livello non è una particolare gerarchia di una cupola (para-)mafiosa, per quanto finora effettivamente un certo alone (para-)mafioso ne abbia avvolto il contenuto...semplicemente, dal 15 novembre ogni assets finanziario dovrà essere riclassificato, e divulgato, secondo 3 livelli valutativi: il primo livello applicherà valutazioni in accordo coi prezzi di mercato; il terzo livello ricomprenderà ogni asset illiquido o comunque privo di market price ( il secondo livello è una via intermedia tra i due ).

Si noti che in Europa un simile criterio valutativo è già in vigore dal 1 gennaio, col nome di IAS 39 e IFRS7, cosa che non ha certo obbligato le due banche tedesche esplose in estate ( IKB Deutsche Industriebank e Sachsen Bank ) a rivelare i loro ABS scheletri, con la opportuna complice elasticità degli auditors in causa ( rispettivamente, KPMG e PwC )...

Il terzo livello è quello che preoccupa i clienti e gli investitori delle istituzioni finanziarie: ricomprende per esempio i tristemente noti assets "mortgage-related", e anche complessi prodotti derivati, come i CDO, CLO, "credit card receivables", prodotti finanziatori di prestiti per leveraged buyout, "asset backed commercial paper", etc etc.

A quanto ammonta questo "terzo livello" sul patrimonio netto? a titolo di esempio, leggete quanto scritto da "The Businness" :Bear Stearns' $20 billion is 50% more than its shareholders' equity. For Goldman Sachs it's nearly twice its equity.In Europe, Swiss bank UBS's Level 3 assets at Q3 stood at 6% of its total assets. That's $129 billion. Even if 10% of that is written off, the post-tax result is still equal to 10% of UBS' current market capitalization.

altri consigliano la lettura di articoli in ostrogoto che non conosco
http://ftalphaville.ft.com/blog/2007/11/05/8626/as-clear-as-alphabet-soup-banks-cdo-exposures/
http://www.bloggingstocks.com/2007/...-threaten-ceos-at-goldman-sachs-and-morgan-s/
http://www.politicalfriendster.com/showConnection.php?id1=6217&id2=308

i complimenti sono mal indirizzati....
Da tempo certa stampa specialistica anglosassone, quella più sottratta ai condizionamenti di Mammona, e in contatto con alcuni ambienti accademici americani ( visti con sospetto dall'establishment, per la loro incorreggibile aura "liberal"...) lanciava allarmi su allarmi sui bilanci "nascosti" delle più grandi istituzioni finanziarie mondiali... seguivo da tempo questa "sotterranea" discussione, di cui si faceva eco dalle nostre parti A. Mazzalai, un blogger che conduce una solitaria "navigazione", per puro spirito di conoscenza ( variante dell'impegno etico), e da cui ho tratto molti spunti...
Roubini è uno dei capofila di questo "carotaggio" nel mistero, e la sua tabellina ( vedi qualche post addietro), ammesso e non concesso che sia realistica, ha implicazioni esplosive...
Sono tuttavia molto scettico sulle conseguenze pratiche di tutto questo, perchè:
a) negli ultimi mesi, queste grandi istituzioni finanziarie hanno avuto tutto il tempo per correre ai ripari, gettando badilate di maquillage e studiando meccanismi correttivi opachi o vere e proprie cortine fumogene ( tramite per es. hedge, o fondi avvoltoio, etc etc )
b) in europa, IAS 39 e IFRS7 non hanno impedito finora "l'occultamento del cadavere", non si capisce bene se con il contributo colposo, o doloso ,dei revisori...

il 15 novembre non sarà il Giorno del Giudizio...semplicemente, potrà forse essere, alla buon'ora, un punto di partenza per il giorno di un (veritiero) giudizio contabile, con la g minuscola...


il terzo livello
dal blog di Nouriel Roubini ( New York University): il terzo livello raggiunge e supera il 100% dell'"equity base" !

Level three to equity ratios

Citigroup
Equity base: $128bn
Level three assets: $134.8bn
Level 3 to equity ratio: 105 per cent

Goldman Sachs
Equity base: $39bn
Level three assets: $72bn
Level 3 to equity ratio: 185 per cent

Morgan Stanley
Equity base: $35bn
Level three assets: $88bn
Level 3 to equity ratio: 251 per cent

Bear Stearns
Equity base: $13bn
Level three assets: $20bn
Level 3 to equity ratio: 154 per cent

Lehman Brothers
Equity base: $22bn
Level three assets: $35bn
Level 3 to equity ratio: 159 per cent

Merrill Lynch
Equity base: $42bn
Level three assets: $16bn
Level 3 to equity ratio: 38 per cent
 
l'articolo pubblicato da http://ftalphaville.ft.com/blog/2007/11/05/8626/as-clear-as-alphabet-soup-banks-cdo-exposures/
mette in evidenza che
Merrill lynch ha annotatonel bilancio il debito in ABX a 0,63$ , anche se gli analisti della stessa banca valutino soltanto 0,40$.
UBS, nel frattempo, presuppone lo stesso debito per valere 0,90$ e questo implica una svalutazione supplementare di $8bn [ sulle relative azioni di $15.4bn ] come si evince dalla valutazione degli analisti di Merrill sul debito ABX di UBS

certo che ste' banche cominciano a farsi le pulci reciprocamente


chissà cosaltro nascondono
 
di tutta sta vicenda ho qualche perplessità Lina

gli inculati sono gli Enti Locali o le banche che vendono loro prodotti strutturati?

lo sai come va con i derivati
 

Users who are viewing this thread

Back
Alto