FED con il dollaro e BCE con l'EURO

Le banche cenatali sono un asset in rapido deprezzamento.
Lo SWIFT è un asset in rapido deprezzamento.
Tutto della società analogica che conosciamo si sposterà su digitale. Tether sarà “l'incubatore”, mentre Bitcoin sarà il collaterale così come oro e argento. E ovviamente anche i titoli del Tesoro americani, dato che USDT è stato il veicolo che nel corso dell'ultimo anno soprattutto ne ha messi a bilancio a frotte. In questo modo il dollaro e i titoli di stato americani, oltre a essere collateralizzati, possono raggiungere gli angoli più remoti del mondo.
Il wallet di Tether è la nuova versione, decentralizzata, di sistema bancario centrale. Il compito di Powell era drenare liquidità dal sistema dollaro; il suo compito, inoltre, era quello di supervisionare l'implementazione del SOFR, che toglie l'impostazione del costo dei dollari lontano dalla City di Londra e lo riporta nelle mani statunitensi (mercati monetari + mercati pronti contro termine). In questo modo il mercato interbancario americano può impostare il “prezzo” dei dollari e il prezzo dei prestiti.
La FED esiste ancora perché imposta i termini delle aste per i titoli a breve scadenza. Questo sistema andrà avanti ancora un po' perché è necessario spiegare PERCHE' la FED è il problema, visto che la maggior parte delle persone non ha la minima idea di cosa sia, men che meno ha idea di cosa sia il denaro. Il compito di Trump, Bessent e Powell è quello di portare all'attenzione pubblica questa “creatura” e dare una motivazione CONCRETA del motivo per cui le sue operazioni debbano essere smantellate. Quindi c'è bisogno di distruggere (retorica caotica di Trump) e allo stesso tempo costruire (retorica ordinata di Powell), in modo da non innervosire i mercati dei capitali dato che la prima cosa che venderebbero sarebbe il back-end della curva dei titoli di stato americani.
 
La Presidente della BCE, Christine Lagarde, ha avvertito la Federal Reserve di non perdere la propria indipendenza a favore della politica. Una manovra trasparente, considerando che la BCE si è da tempo fusa con Bruxelles, diventando un'entità politica.

In un'intervista alla stazione radio francese Classique, la Lagarde ha messo in guardia dal fatto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta tentando di prendere il controllo della Federal Reserve:
Se la politica monetaria degli Stati Uniti non fosse più indipendente e dipendesse invece dai dettami di questa o quella persona, allora credo che l'effetto sull'equilibrio dell'economia americana potrebbe essere molto preoccupante, a causa delle conseguenze che ciò avrebbe in tutto il mondo.
Investimenti e risparmio
Infatti Trump (questa o quella persona) sta esercitando una pressione enorme sulla FED: il suo tentativo di sfruttare lo scandalo interno che circonda la governatrice Lisa Cook per rimuoverla tramite ordine esecutivo e sostituirla con un alleato.
La Cook è accusata di aver fornito false informazioni nelle transazioni relative ai mutui, dichiarando un condominio di Atlanta come sua residenza principale mentre in precedenza rivendicava la sua casa nel Michigan, sollevando lo spettro di una frode ipotecaria.

Indipendentemente dall'esito, questo segna l'ultimo picco nella battaglia tra Trump e il presidente della FED, Jerome Powell, che Trump accusa di sabotaggio riguardo i tassi d'interesse. Powell ha contrastato l'impennata dell'inflazione causata dalle iniezioni di liquidità durante i lockdown con rapidi aumenti dei tassi e da allora li ha mantenuti ben al di sopra di quelli delle altre banche centrali. Trump, al contrario, chiede drastici tagli degli stessi per liberare il mercato immobiliare congelato e alleggerire gli oneri statali.

Non è ancora chiaro in che misura questa disputa pubblica tra Trump e Powell segua un copione politico. Seguendo la dinamica del “poliziotto buono, poliziotto cattivo”, entrambi sono riusciti ad attrarre investimenti negli Stati Uniti attraverso politiche commerciali e tassi elevati, svalutando contemporaneamente il dollaro rispetto alle altre valute fiat. Missione compiuta, per ora: la bilancia commerciale fortemente negativa si sta lentamente invertendo, le entrate dei dazi stanno aumentando e l'industria statunitense sta recuperando terreno.

Ritorno al denaro privato
Al di là della controversia sulla FED, negli Stati Uniti si sta verificando una piccola rivoluzione monetaria: il ritorno parziale a un sistema monetario basato su banche private. Con il GENIUS Act e l'ascesa delle stablecoin in dollari, l'amministrazione Trump ha definito il quadro giuridico per la creazione di monete private.
Le banche private potranno emettere le proprie stablecoin, ciascuna coperta da garanzie come titoli del Tesoro americani, oro, o Bitcoin.
Gli Stati Uniti si stanno muovendo verso un sistema monetario più stabile e competitivo, che riduce il rischio della leva finanziaria e rafforza il settore bancario rispetto alla controparte europea.

La Lagarde non ha tutti i torti quando afferma che il potere della FED potrebbe essere limitato in futuro, ma a differenza del sistema statalista dell'Eurozona, il settore bancario statunitense acquisirà un'influenza significativa a spese della FED.
La Lagarde ha senso dell'umorismo
È quasi tragicomico che il presidente della BCE metta in guardia contro una perdita di autonomia della FED
. Dalla crisi del debito sovrano di quindici anni fa, la BCE è stata completamente fusa con Bruxelles. L'autonomia nella politica monetaria dell'Eurozona è inesistente.

Durante la crisi del debito, la BCE è intervenuta massicciamente: i tassi di interesse nominali sono scesi da oltre il 4% nel 2008 a un minimo di -0,5%, rimanendo in territorio negativo per anni; gli acquisti di obbligazioni e le operazioni di rifinanziamento a lungo termine sono aumentati vertiginosamente fino a circa €3.000 miliardi, una liquidità che ha parzialmente sostituito il credito privato. Questo è uno dei motivi per cui l'economia dell'Eurozona ha fatto affidamento sulla domanda pubblica finanziata dal credito per rimanere a galla.

Grazie ai suoi strumenti anti-frammentazione, la BCE ha fornito copertura alle obbligazioni della periferia dell'UE indipendentemente dalla disciplina fiscale.

Crisi mai risolta
I risultati di questa manipolazione del mercato sono evidenti: l'Eurozona ha continuato ad aumentare i deficit nazionali. L'effetto disciplinare delle penalizzazioni sui tassi di interesse è svanito: la BCE è diventata una macchina per stampare moneta, con il controllo politico che ha soppiantato la disciplina di mercato.
L'operazione di salvataggio ha raggiunto l'apice con il leggendario “whatever it takes” di Mario Draghi, il quale segnalava che la BCE avrebbe garantito la solvibilità di quegli stati membri fortemente indebitati.
Da allora la BCE ha svolto il ruolo di “puntellatore”, prestatore di ultima istanza per tutti i Paesi dell'Eurozona, molti dei quali hanno abbandonato la responsabilità fiscale. La decisione di Draghi ha privato il mercato obbligazionario della sua integrità, minando il suo ruolo di meccanismo di controllo.

Assurdità “fatte in casa dalla BCE”
Bruxelles ha trasformato la BCE in una pompa di denaro per la sua campagna ideologica contro il libero mercato e la sovranità nazionale.
Dal finanziamento di assurdi progetti climatici alla costruzione di un'economia di guerra europea, la BCE monetizza il debito crescente, con il contributo della Commissione europea: il prossimo bilancio di Bruxelles ammonta a circa €2.000 miliardi, gran parte dei quali finanziati tramite l'emissione di eurobond, contando sull'intervento della BCE in caso di esitazione del mercato.
La BCE è tutt'altro che indipendente. Poche banche centrali si sono sottomesse alla politica in modo così completo. L'eredità della Bundesbank tedesca, conservatrice e focalizzata sulla stabilità, è ormai svanita.



Cortine fumogene e manipolazione mediatica
La politicizzazione monetaria europea ha permesso all'ecologismo socialista di Bruxelles di radicarsi nonostante le ricadute economiche. Tassi di interesse manipolati e garanzie statali hanno prodotto la più grande economia zombi del mondo, fatta eccezione per il settore immobiliare cinese. Le risorse scarse vengono dirottate verso progetti improduttivi, congelando l'Eurozona nella stagnazione.

Gli avvertimenti della Lagarde nei confronti della FED sono solo distrazioni. L'Europa si trova ad affrontare crescenti pressioni sul debito sovrano, con la Francia sull'orlo della crisi. Gli strumenti della BCE devono essere pronti, poiché nessuno sa quando il mercato tirerà fuori il cartellino rosso.

Mentre gli Stati Uniti proseguono la riforma monetaria, deregolamentano l'economia e riducono le tasse, l'Europa rimane in una paralisi normativa. La BCE perpetua la spirale del debito socialista con iniezioni di liquidità sempre nuove. Stiamo assistendo a un crollo al rallentatore, mentre i politici europei non riescono a sfuggire alla trappola ideologica che si sono creati da soli.
 

FINANZA

Il terrore di Wall Street ha un nome: Kevin Hassett alla FED (e la fine dei tassi alti)​

Wall Street in allarme: pressioni sul Tesoro USA per fermare la nomina di Kevin Hassett alla FED. Il timore? Che tagli i tassi per favorire la crescita di Trump, svalutando debito e dollaro.

Se c’è una cosa che i mercati finanziari detestano più delle tasse, è l’incertezza. Ma se c’è una cosa che detestano ancora di più, è perdere il controllo sulla politica monetaria. Le grandi banche d’affari e i giganti del risparmio gestito hanno alzato la cornetta e chiamato il Tesoro USA con un messaggio chiaro: “Non nominate Kevin Hassett alla guida della Federal Reserve”.

La notizia, riportata dal Financial Times, svela un retroscena che ha del gustoso per chi osserva le dinamiche di potere tra Washington e New York. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent, nel suo giro di consultazioni con i “padroni dell’universo” obbligazionario (i cosiddetti bond vigilantes), si è sentito rispondere picche. Il motivo? Il timore che Hassett sia troppo fedele a Donald Trump e troppo propenso a tagliare i tassi di interesse “indiscriminatamente”.

La paura della “Svalutazione Reale”​

Perché tanta acrimonia verso un economista che ha già servito come consigliere economico della Casa Bianca? La risposta va cercata non nei manuali di economia, ma nei portafogli dei grandi investitori.

Wall Street teme che Hassett possa diventare l’esecutore materiale di quella strategia, spesso associata al nuovo corso e a figure come il governatore Miran, che mira a:
  • Tagliare decisamente i tassi per rilanciare il mercato immobiliare e i consumi.
  • Spingere la crescita nominale del PIL.
  • Svalutare in termini reali l’enorme debito pubblico USA.
Per la finanza, questo è fumo negli occhi. Un taglio aggressivo dei tassi con un’inflazione ancora sopra il 2% (il dato preferito dalla FED era al 2,7% in agosto) rischierebbe di indebolire il dollaro. E un dollaro debole, unito all’inflazione, erode i rendimenti reali di chi detiene trilioni di debito americano.
Ecco quindi che i banchieri evocano lo spettro di Liz Truss, l’ex premier britannica che nel 2022 mandò in tilt i mercati con i suoi tagli fiscali non coperti. “Nessuno vuole fare la fine della Truss”, ha sussurrato un partecipante agli incontri. Un paragone forse esagerato, ma utile per spaventare il Tesoro.

Chi è Kevin Hassett?​

Hassett non è un trader, ma un economista di carriera esperto di politica fiscale. Ha lavorato per McCain, Bush e Romney prima di approdare alla corte di Trump.
  • Il difetto imperdonabile: Durante un incontro con il comitato consultivo del Tesoro (TBAC), invece di parlare di spread e curve dei rendimenti, Hassett ha discusso delle priorità della Casa Bianca, inclusi i cartelli della droga messicani.
  • La percezione: Per Wall Street, è un “loyalist”, uno yes-man che politicizzerebbe la FED, minandone quella sacra indipendenza che – tradotto – significa spesso seguire i desiderata dei mercati finanziari anziché quelli dell’economia reale.

L’alternativa “Ortodossa”​

Chi vorrebbe invece Wall Street? Nomi rassicuranti, “indipendenti”, ovvero allineati al dogma della stabilità monetaria a tutti i costi:
  • Rick Rieder di BlackRock (uno di casa).
  • Christopher Waller, attuale governatore della FED.
Gente che non farebbe mai scendere il dollaro per aiutare l’export o il mutuatario medio americano, se questo significasse far storcere il naso ai detentori di Treasury. Due puristi monetari che non si sporcherebbero con la politica, anzi la metterebbero in difficoltà mantenendo tassi alti e dollaro forte, il contrario di quello che vuole il Presidente.

Conclusioni: La battaglia per il 2026​

Il mandato di Jay Powell scade nel maggio 2026, ma la guerra di posizionamento è già iniziata. Trump ha segnalato che annuncerà la sua scelta “presto”, e la sola menzione di Hassett ha fatto scivolare il dollaro.
La partita è chiara: da un lato la Finanza, che vuole proteggere il valore del credito e il dollaro forte; dall’altro la Politica (Trump/Miran), che cerca una via d’uscita dal debito monstre attraverso la crescita e una moderata inflazione, anche a costo di sacrificare il biglietto verde.

Sarà interessante vedere se Bessent, uomo di mercato prestato alla politica, ascolterà i suoi ex colleghi o il suo Presidente.


Domande e Risposte​

Perché gli investitori obbligazionari temono Kevin Hassett? Gli investitori temono che Hassett, se nominato capo della FED, possa tagliare i tassi di interesse troppo aggressivamente per compiacere Trump. Questo potrebbe riaccendere l’inflazione e indebolire il dollaro, riducendo il valore reale dei rendimenti obbligazionari che le grandi banche e i fondi detengono. Vedono in lui una minaccia alla stabilità monetaria ortodossa.

Qual è la strategia economica che Wall Street cerca di ostacolare? La finanza cerca di bloccare una strategia (attribuibile all’area Trump/Miran) che punta a svalutare il debito pubblico reale attraverso tassi bassi e crescita nominale elevata. Questa politica favorirebbe il mercato immobiliare e i debitori, ma danneggerebbe i creditori e il valore del dollaro, spostando ricchezza dalla rendita finanziaria all’economia reale.

Chi sono i candidati preferiti da Wall Street? Wall Street spinge per figure considerate più “indipendenti” dalla politica e più vicine alle logiche di mercato, come Rick Rieder di BlackRock o l’attuale governatore Christopher Waller. Questi candidati sono visti come garanti della lotta all’inflazione e della difesa del dollaro forte, a differenza di Hassett che è percepito come un “fedelissimo” di Trump.
 

Una "crisi esistenziale" che si concluderà nel 2025​

GIOVEDÌ 11 DICEMBRE 2025 - 16:25
Di Michael Every di Rabobank

La Fed ha mantenuto le attese: un taglio dei tassi di 25 punti base al 3,75% e una profonda divisione pubblica sull'opportunità di tagliare ulteriormente a causa dell'indebolimento del mercato del lavoro o di mantenere una politica restrittiva a causa dell'inflazione troppo elevata.
La Fed acquisterà anche 40 miliardi di dollari di buoni del Tesoro subito dopo aver interrotto il QT, ma questo non deve essere visto come un QE, né come un impatto sulla politica monetaria – e il QE è stato uno "scambio di asset" neutrale, non un'espansione del bilancio che ha fatto impennare i prezzi degli asset. Qui si può leggere l'opinione del nostro stratega statunitense Philip Marey, il quale conclude che, con l'avvicinarsi del potere di Trump sulla Fed, è probabile che i tassi scendano più di quanto alcuni si aspettino.

Lagarde della BCE ha parlato di " crisi esistenziale dell'Europa " e non ha ritenuto che il livello dei tassi della BCE potesse fare qualcosa al riguardo. Ha sottolineato che, secondo le stime, le barriere commerciali interne dovute alle normative nazionali, che si aggiungono a quelle dell'UE, equivalgono a una tariffa effettiva del 110% sui servizi e del 60% sui beni scambiati tra gli Stati membri. "Tutti vogliono indorare la pillola, abbellire e fare un po' di più", eppure, per quanto riguarda le riforme, "ci saranno resistenze da più parti... da parte di persone che dicono: 'Siamo molto felici nel nostro angolo d'Europa, lasciateci in pace'". (Come " Teresa Ribera non è interessata alla concorrenza ", lamenta la bolla di Bruxelles abbandonata - ma ciò non ha impedito all'UE di attaccare il Temu cinese per un'accusa di sussidi esteri ). Lagarde ha sottolineato la necessità di un'unione dei mercati dei capitali trasformativa e di Eurobond congiunti per il finanziamento della difesa, vedendo in ciò un'opportunità.

La Banca del Canada ha lasciato i tassi invariati al 2,25% e sembra pensare di averla fatta finita, ma ha ammesso che è difficile "valutare la dinamica di fondo dell'economia", dato l'impatto dei dazi statunitensi nel tempo. Per ulteriori informazioni, vedere qui Molly Schwartz.

La RBA, che martedì si è mostrata aggressiva, scatenando le voci di un aumento dei tassi nel 2026 , esaminerà oggi i dati sull'occupazione (-21.300 contro i +20.000 previsti) e forse ci ripensi. Ma che dire dei prezzi degli asset, come osserva l'AFR: " Perché questa mamma ha comprato una casa a schiera al figlio di 11 anni ?". Solo una ? Tsk!

Oggi, il governatore della BoE Bailey testimonierà all'inchiesta parlamentare sul Covid. Ci saranno domande sulla risposta della Banca, ad esempio perché non ha utilizzato misure macroprudenziali sui prestiti ipotecari contemporaneamente a tagli drastici dei tassi e a un massiccio QE? Ci sono lezioni chiave da imparare per quando arriverà la prossima, inevitabile crisi "che nessuno si aspettava": le banche centrali avranno un'idea più chiara di cosa *servono* entro quella data?

Nel frattempo, come spesso ribadito qui, il contesto in cui tutte le banche centrali fingono di sapere cosa stanno facendo sta diventando sempre più imprevedibile.

In geoeconomia, il Messico ha imposto dazi del 50% alla Cina e ad altre economie asiatiche – esattamente il piano Trump che avevamo previsto: il prossimo, il Canada (?). In questo contesto, l'USTR ha dichiarato di volere un ripristino "costruttivo" degli scambi commerciali con la Cina, che ha lanciato una super fabbrica di satelliti per rivaleggiare con Starlink e ha aggiunto per la prima volta chip di intelligenza artificiale nazionali alla sua lista ufficiale di approvvigionamento.
Tuttavia, i fornitori Ford hanno ricevuto le nuove licenze semplificate per le terre rare dalla Cina, ma le case automobilistiche tedesche sono state finora escluse in modo significativo .
L'Indonesia sta resistendo alle richieste commerciali degli Stati Uniti su minerali ed energia critici che ritiene possano mettere a rischio le sue relazioni con Cina e Russia.
D'altra parte, l'India avrebbe offerto agli Stati Uniti il suo "miglior accordo di sempre", mentre Washington spinge per l'accesso alle aziende agricole nei negoziati commerciali, mentre il presidente dell'associazione statunitense della soia ha nel frattempo affermato che il piano di aiuti agricoli di Trump per loro è "un cerotto su una ferita aperta".
Il Primo Ministro del Regno Unito ha anche detto al Parlamento che un ritorno all'unione doganale dell'UE "disfarebbe" i nuovi accordi commerciali del Regno Unito: sì, alcune cose sono a somma zero. Il commercio può essere uno di questi.

In geopolitica, il deputato statunitense Massie ha presentato un disegno di legge per ritirare l'America dalla NATO, che parla dei tempi, se non della sua probabilità di approvazione. Si è tuttavia notato che i recenti attacchi verbali di Trump all'Europa la costringeranno ad accelerare i piani di difesa post-America , con il tardivo riconoscimento che l'era della "garanzia di sicurezza" americana per l'Europa è finita. Sembra che l'Europa dovrà pagare molto di più di quanto abbia stanziato per le forze armate entro il 2035, e molto prima. Questo mentre un rapporto suggeriva una parallela strategia di sicurezza nazionale statunitense per dividere l'UE e istituire un nuovo "C5" globale composto da Stati Uniti, Cina, Russia, India e Giappone , escludendo l'Europa dal circuito del potere.

Il cancelliere tedesco Merz ha comunque sottolineato di voler ancora gli Stati Uniti come partner e che se Trump "non riesce a dare un senso a questa istituzione o alla struttura dell'UE", gli Stati Uniti possono comunque collaborare con gli stati membri e "la Germania è, ovviamente, prima di tutto uno di loro". Divide et impera.

In ogni caso, l'UE sta insistendo con maggiore insistenza per l'approvazione del suo programma di prestiti all'Ucraina da 210 miliardi di euro, che secondo Lagarde è ora il "più vicino" alla legalità finora : è qualcosa che i responsabili della conformità gradiscono sentire? Ha aggiunto che la nuova versione dovrebbe rassicurare gli investitori sul fatto che "non equivale a una confisca", ma poiché questo denaro non verrà chiaramente restituito alla Russia, non è chiaro come. In effetti, il Belgio chiede un cuscinetto di liquidità aggiuntivo come guidrigildo contro le attese ritorsioni russe contro di esso ed Euroclear. E questo presupponendo che le ritorsioni rimangano in quella dimensione: il FT riporta i timori di una più ampia campagna russa di sabotaggio alle infrastrutture e alle imprese, che potenzialmente avrà i suoi costi in termini di minore crescita e maggiore inflazione.

A complicare ulteriormente le cose per l'UE in termini di volontà di aderire alle istituzioni globali , la Corte Internazionale di Giustizia ha accolto la domanda riconvenzionale della Russia in un caso di genocidio contro Kiev . La potenziale implicazione, secondo alcuni, è che qualsiasi guerra può essere considerata un genocidio se coinvolgono civili. Altrove, gli Stati Uniti hanno minacciato di sanzionare la Corte Penale Internazionale a meno che non prometta di non perseguire il Presidente Trump.

In America Latina, gli Stati Uniti hanno sequestrato una petroliera iraniana al largo delle coste del Venezuela dopo aver fatto uscire clandestinamente dal Paese la vincitrice del premio Nobel per la pace Machado: quest'ultima ha invitato le democrazie a "combattere per la libertà", il che potrebbe non essere metaforico. In Brasile, un disegno di legge che potrebbe ridurre la pena detentiva dell'ex presidente Bolsonaro è avanzato al Congresso. In Bolivia, l'ex presidente di sinistra Arce è stato appena arrestato per corruzione un mese dopo aver lasciato l'incarico. E la Cina ha promesso aiuti esteri alla regione senza "condizioni politiche": sembra che l'emisfero occidentale possa essere ideologicamente, se non fisicamente, contestato.

Nell'Indo-Pacifico, la Cina afferma di voler raggiungere un "ordine marittimo giusto ed equo" nel Mar Cinese Meridionale, cosa che sostiene; l'attuale conflitto tra Giappone e Cina è considerato senza via d'uscita; un rapporto del Telegraph afferma che i missili ipersonici della Cina distruggerebbero la Marina statunitense in uno scontro su Taiwan, mentre il Segretario della Marina statunitense ha chiesto un "piede di guerra" nella produzione di armi statunitense ; e i combattimenti al confine tra Thailandia e Cambogia infuriano mentre Trump segnala che potrebbe tentare di intervenire.

In Medio Oriente, si segnala un aumento dei jet militari statunitensi diretti verso il Medio Oriente, mentre altri sostengono che l'Iran abbia ripreso la produzione di massa di missili balistici . Trump rimanderà inoltre la presentazione dei membri del suo Consiglio per la Pace di Gaza fino al 2026, e si dice che gli Stati Uniti stiano valutando l'ipotesi di colpire l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNWRA) con sanzioni legate al terrorismo.

Se pensate che siano troppe informazioni da inserire in un Global Daily, provate a scriverle (!). Inoltre, considerate che questo è solo un giorno, una settimana, un mese, in quello che è stato un anno ininterrotto di titoli di cronaca. Il 2026 non sembra destinato a diventare più facile. Anzi, tutt'altro.

Forse non lo considererete come una crisi esistenziale, ma solo come uno "scenario di trading volatile", ma cercare di tenere il passo con questa parte per i lettori può sicuramente suscitarne una per coloro che ci provano!
 

Jerome Powell indagato, l'accusa di Donald Trump sulla ristrutturazione da 2,5 miliardi della sede della Fed​

Il presidente della Fed Jerome Powell indagato dalla procura federale definisce l'inchiesta un "pretesto" di Donald Trump per attaccare la banca centrale​

Pubblicato: 12-01-2026 13:41

TERREMOTO a Washington: Jerome Powell INDAGATO !!!​


Futures in rosso, Powell indagato: Kospi, oro e argento da record | Morning Finance​

 
Ultima modifica:

le banche europee sono nel panico?

Negli ultimi anni la Shadow Banking sono cresciute in modo mostruoso e in Europa valgono il 350% del PIL dell'eurozona [private credit eccessivo?]


I 3 Strati della CRISI: Shadow Banks Europee, Powell Indagato​

 

Lagarde e l'euro: perché la BCE non fornirà mai una valuta di riserva globale​

di Thomas Kolbe
(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/lagarde-e-leuro-perche-la-bce-non)

La Presidente della BCE, Christine Lagarde, ha nuovamente invocato un ruolo di leadership per l'euro nell'economia mondiale. Secondo la sua valutazione, l'Eurozona è oggi un osservatore passivo, costretto a subire gli shock provenienti da Washington e da altri centri finanziari. Diamo uno sguardo al mondo oscuro dei funzionari della BCE, che si considerano delle vittime.

Si presentano come i padroni del denaro: i banchieri centrali. La loro influenza sulla politica e sugli sviluppi economici del mondo reale non deve essere sottovalutata, soprattutto in tempi di debito pubblico in forte espansione. Sono il baluardo della politica, sono loro che, attraverso massicci interventi sui mercati monetari e obbligazionari, cercano di mantenere a galla i bilanci pubblici, a lungo sprofondati nella palude del debito. E sono sempre più in competizione tra loro adesso.

USA contro UE

Da quando gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, hanno chiarito inequivocabilmente che la politica di “baci e abbracci” transatlantici appartiene al passato – alla luce della censura europea, dell'ampio interventismo statale e della trasformazione verde – la politica monetaria della BCE è stata sottoposta a un esame più approfondito da parte dei mercati.

La presidente della BCE, Christine Lagarde, è intervenuta a un evento organizzato da Business France a Parigi, pronunciando un discorso che ha suscitato scalpore a livello internazionale.
In un momento in cui la credibilità politica è sempre più oggetto di negoziazione sui mercati dei capitali, tali apparizioni inviano segnali che vanno ben oltre la sala conferenze.

Nel suo discorso Christine Lagarde ha dipinto un quadro generale insolito, una narrazione che si inserisce chiaramente nella guerra monetaria in corso contro gli Stati Uniti. Tra le righe, ha ipotizzato una generale perdita di fiducia nel dollaro, senza nominare esplicitamente il presunto colpevole. Ha insinuato che l'abbandono della politica climatica e la deregolamentazione dell'economia statunitense da parte di Donald Trump siano stati irregolari, minando la fiducia degli investitori nel mercato dei capitali americano.

Gli Stati Uniti stanno guadagnando terreno
Niente di tutto ciò potrebbe essere più lontano dalla realtà, però. L'economia statunitense sta attualmente crescendo di quasi il 4%, con investimenti di circa il 14% superiori alla media di lungo termine.
Una potenza economica definita da stabilità e fiducia.
E tutto questo è una spina nel fianco per gli osservatori monetari nella Torre d'avorio della BCE e per i pianificatori centrali della Commissione europea a Bruxelles. Mentre il dinamismo alimentato dai mercati sta tornando negli Stati Uniti dopo gli anni soffocanti dell'amministrazione Biden, il modello europeo – guidato dalla pianificazione centralizzata e dal dogma della CO₂ – rimane profondamente impantanato nelle distorsioni economiche. Il divario transatlantico è evidente.

È davvero bizzarro quando Christine Lagarde parla di essere un'“osservatrice impotente” delle decisioni politiche prese altrove, soprattutto a Washington. La sua istituzione, la Banca Centrale Europea, che da tempo si è fusa con l'architettura di potere di Bruxelles in un'unità politica, svolge un ruolo centrale nel sostenere l'agenda eco-socialista di Bruxelles attraverso massicci interventi sul mercato obbligazionario.
La BCE non è stata una spettatrice, ma un'attiva artefice di questo corso di eventi.
Mentre oggi la Lagarde finge il ruolo di osservatrice impotente, la sua banca è in realtà uno degli attori chiave che mantengono in vita questo fragile sistema, ora in rovina sotto i suoi occhi.



L'UE fa la vittima
L'Unione europea e la BCE amano impersonare il ruolo delle vittime. Gli stessi attori che riversano sui cittadini europei misure pesanti come il monitoraggio delle chat private, o leggi sulla censura come il Digital Services Act e il Digital Markets Act, proteggendo il loro potere dalle critiche, si presentano come vittime.

Ciò che Christine Lagarde chiede non è altro che un ulteriore radicamento dell'unione monetaria, il prossimo passo verso un'unione bancaria completa. Questa è la preparazione per ciò che Bruxelles ha già pianificato in sordina: il graduale consolidamento dei debiti nazionali sotto la supervisione della Commissione europea, mantenuti liquidi dalla stampante monetaria della BCE – un progetto di potere a cui Bruxelles e Francoforte si sono impegnati da tempo, a scapito del controllo democratico e della sovranità nazionale.

L'euro come valuta di riserva globale
Christine Lagarde vede l'euro come destinato a diventare una nuova valuta di riserva globale – una valuta, però, che ha perso il suo principale acquirente, la Russia, dopo la cessazione delle importazioni di gas russo e da allora l'euro ha gradualmente perso importanza a livello globale. Questo impulso è previsto, tra le altre cose, attraverso l'introduzione di stablecoin in euro, eurobond e riforme strutturali nell'economia dell'Eurozona.
La Lagarde lascia senza risposta la questione di chi effettivamente attuerà queste riforme strutturali. Probabilmente ha fatto riferimento al pacchetto di investimenti da €800 miliardi presentato dal suo predecessore Mario Draghi come una panacea universale per i problemi dell'Europa.
A Bruxelles, il consiglio di Draghi viene seguito, sprofondando a capofitto nell'indebitamento: il bilancio settennale previsto dalla Commissione europea ammonta a €2.000 miliardi, di cui €750 miliardi per l'economia climatica e €130 miliardi per il complesso militare-industriale della nuova economia clientelare.
Alla BCE nessuno nota la contraddizione: come può l'euro diventare una valuta di riserva globale affidabile in mezzo a queste montagne di debiti? Rappresentano niente meno che una massiccia espansione dell'offerta di moneta, esercitando una crescente pressione sul deprezzamento della valuta.
Chi deterrebbe volontariamente una valuta i cui debiti non sono garantiti né da garanzie reali, né da fonti energetiche, ma sostenuti esclusivamente da un contribuente europeo economicamente esausto e dalla stampa di moneta della sua banca centrale?


L'eredità velenosa di Draghi
Christine Lagarde e i suoi colleghi hanno ereditato il lascito velenoso del principio “Whatever it takes” di Draghi: il sostegno illimitato del debito statale tramite la stampa di moneta è diventato il fondamento della politica monetaria e fiscale europea. Mentre la Federal Reserve dimostra la stabilità dell'economia statunitense con tassi di interesse reali positivi, la BCE rimane l'indispensabile sostegno all'economia europea in contrazione e agli stati fortemente indebitati, un garante per il finanziamento di numerosi programmi socialisti nell'agenda delle varie capitali europee e di Bruxelles.

La BCE non è solo la custode dell'euro; è la rete di sicurezza e l'ancora di salvezza di un sistema che sarebbe crollato senza un sostegno monetario permanente. E i mercati, questo, lo sanno.

Di conseguenza quando la Lagarde parla di affrontare i problemi economici interni attraverso riforme appropriate, il mondo lo sa: la pompa di denaro verrà attivata per inondare i canali di sussidi prosciugati dall'economia clientelare verde. Capitale perso, fiducia persa. Con questo modus operandi, l'euro non diventerà mai una valuta di riserva globale.

I numeri lo confermano: circa l'84% del commercio globale è ancora fatturato in dollari e l'euro rappresenta circa il 7%, ben lungi dal competere con il biglietto verde.

Sebbene le riserve monetarie globali mostrino un quadro leggermente diverso – il 58% in dollari e il 20% in euro – ciò non cambia il verdetto: l'euro non è un vero concorrente del dollaro.



L'euro digitale è l'ultima speranza di sopravvivenza per la Commissione europea

La frattura ideologica tra Stati Uniti e UE diventa pienamente visibile una volta che la BCE introdurrà l'euro digitale. Dietro la facciata tecnocratica non si nasconde un mero passo di modernizzazione, ma un tentativo di ottenere il pieno controllo sui trasferimenti transfrontalieri, impedire la fuga di capitali e affermare la moneta unica europea come strumento politico di disciplina.

Il piano è chiaro: coloro che si oppongono politicamente – che si tratti del dogma climatico di Bruxelles, della guerra in Ucraina, o della crescente centralizzazione del potere – perderanno l'accesso al proprio wallet digitale, completamente controllabile in qualsiasi momento dall'alto. Un piano diabolico che mina la sovranità individuale, ormai prossimo al completamento.

Proprio come la censura, il monitoraggio delle chat e la mania di regolamentazione eco-socialista, ciò porterà inevitabilmente a un fiasco socio-politico.

Il Parlamento europeo ancora discute sull'introduzione del monitoraggio delle chat, o, in altre parole, la fine della privacy così come la conosciamo. Tutte le fazioni metteranno le carte in tavola e vedremo chi sta veramente dalla parte dei cittadini, chi difende i valori di una civiltà libera e chi sostiene i fondamenti della libertà civica. Molto probabilmente non saranno gli eurocrati.





[*] traduzione di Francesco Simoncelli: Francesco Simoncelli's Freedonia
 
La Fed ha appena aggiunto altri 105 miliardi di dollari al suo bilancio, una massa di liquidità la più grande dalla crisi bancaria del 2023.
💰

Questo aumento della liquidità potrebbe portare a condizioni finanziarie più facili e a una maggiore assunzione di rischi sui mercati? Oppure vi è in corso un inasprimentobdelle condizioni di credito che porta molte banche commerciali ad iniziare a non scambiarsi denaro per paura sul mercato a breve termine ??
Lo stesso problema che ha sollevato la Banca Centrale Cinese immettere sul mercato del credito circa 1,02 trilioni di Yuan tramite operazioni di Reverse Repo a 7 gg in una sola settimana.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo 6.85T Federal Reserve Balance Sheet 6.80T Codon 6.75T Seas MIsm 6.70T 6.65T foo 6.60T 6.55T 2025-01 2025-03 2025-05 2025-07 Date 2025-09 2025-11 2026-01

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