Analisi Intermarket ....quelli che.... Investire&tradare - Cap. 1

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dog, convertiti al kuro, dacci un segno! vieni a fare la mezza martatona di torino con noi! :lol::lol::lol:

no non posso Eddie...finisco la mia stagione ciclistica sulle Dolomiti a settembre con i soliti 10k annuali...poi inizierò a correre insieme a Silvia...ma per preparare una mezza mi vogliono almeno 4 mesi solo di corsa...alla prox:up:
 
La scelta

«Basta, adesso vendo tutto e metto i soldi sotto al materasso». Al termine di sedute disastrose per i mercati azionari come quella di ieri capita spesso di sentire frasi simili. Servono nella maggior parte dei casi all'investitore per dar sfogo alla rabbia o alla frustrazione e difficilmente vengono seguite dai fatti: agire dando retta all'emotività del momento, si sa, è uno degli errori peggiori che si possa commettere e viene marchiato con la matita rossa su ogni buon manuale di investimento.
Può capitare però che qualcuno decida effettivamente di vendere le proprie partecipazioni in società di Borsa, i titoli obbligazionari o i fondi proprio in questi giorni. magari non proprio per nasconderli nel materasso, ma per parcheggiarli in uno dei tanti strumenti di liquidità in attesa di tempi migliori. E allora è forse opportuno fare un punto della situazione, in modo da conoscere meglio la strada che si lascia e quella che si sta per intraprendere.
Vendere in un momento in cui i listini azionari (almeno Piazza Affari) sono vicini ai minimi degli ultimi due anni e mezzo significa giocoforza subire una decurtazione significativa sul capitale investito. Intendiamoci, la perdita è già effettiva anche se si tiene duro e non si cambia il portafogli, ma vendere sarebbe come metterci una pietra sopra, rinunciare a un eventuale (ma tutt'altro che certo) rimbalzo e contabilizzare una volta per tutte la debacle.
Certo, il mercato, così come il settore su cui si è puntato, fa la sua bella differenza, e pure il momento in cui si è investito. Tanto per fare qualche esempio (vedi il grafico a fianco), chi avesse puntato diecimila euro a inizio anno su un titolo bancario italiano si troverebbe adesso in mano circa 6.900 euro, risultato di una perdita che, a livello di settore e purtroppo al netto del crollo di ieri, raggiunge il 31%. Lo stesso ammontare dirottato su una delle utility di Piazza Affari avrebbe permesso invece di conservare, si fa per dire, oltre 9mila euro. E più protezione la si sarebbe trovata anche investendo in Europa (8.638, -13,6%).
Logico che anche i fondi comuni azionari abbiano dato performance simili: sempre da inizio anno, l'indice Fideuram dei prodotti di categoria italiani segna un calo del 14,6%, che avrebbe ridotto il capitale iniziale fino a poco più di 8.500 euro. Per i fondi obbligazionari il discorso è invece più articolato, così come lo è ovviamente per chi ha investito in titoli di Stato italiani, perché in questo caso il timing diventa fondamentale.
Chi avesse puntato a inizio anno sui bond conserverebbe al giorno d'oggi (tenuto conto del prezzo dei titoli e delle cedole incassate) un margine di profitto, non esaltante visto che si tratta di cifre attorno a un centinaio di euro, ma pur sempre un guadagno: vendere sarebbe dunque meno doloroso. Lo stesso investimento effettuato a fine giugno (e cioè poco prima che le tensioni sui mercati si facessero significative) dà però risultati diversi, sia per i fondi obbligazionari (-0,26), sia per BTp (-0,33%) e soprattutto per i più volatili CcT (-2,2%): in questo caso il calo dei prezzi (che non subirebbe chi decide di portare a scadenza i titoli) non è sufficiente a compensare le cedole distribuite. Soltanto i BoT si salverebbero, ma per poco.
 
Buondi' ragazzi... Se parte debole sono compratore di levmib
a dopo

ciao nove!
ho un regalino per te... ricordi la provocazione che ti ho fatto ieri? quella dei 18500? bene, per sfizio, ma più che altro per non rimanere nelle tenebre dell'ignoranza sono andato a guardare la situazione del 2009, ipotesi di movimento da cui siamo partiti per tutto il nostro ragionamento.
44sedute per scendere e 42 per risalire... io non c'ero e stavolta mi sto c.c.ndo addosso, ma vorrei sapere quanti a 12k di indice pensavano che in meno di due mesi avrebbero rivisto i 20k...
questo solo per dire, magari a carmine, che ogni tanto vedo un po' giù, che nulla è perduto...
anche io se partiamo in gdown sono compratore di lev.... se rimbalziamo valuto il da farsi, e non escludo, davvero, di shortare. ora cruciale direi l'open per le nostre scadenze, poi le 13 per le scadenze del dax e le 15,30 per scadenze usa...
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Da qui in poi dovremmo spararci circa 2000 pt di rialzo;)

anche 5 o 6 mila non farebbero male!!!:D

no non posso Eddie...finisco la mia stagione ciclistica sulle Dolomiti a settembre con i soliti 10k annuali...poi inizierò a correre insieme a Silvia...ma per preparare una mezza mi vogliono almeno 4 mesi solo di corsa...alla prox:up:
ciclista? bruuuuutta razza... sport troppo faticoso per la mia forza di volontà...:wall:
 
Ciao eddie, penso che a breve si rimbalzi ma che nn si inverta.
Circa 2000 pt di rimbalzo x poi rivedere una grossa discesa.
Lo vedo circa a 16500 17000 x fine mese.
E poi ancora giu' a rivedere le cantine:)

quindi io se apre debole qualche cosa compro
 
A Voi.

Compratore come ieri se lo fa.

A dopo.

PS: Forse dopo 20 anni a il Giappone si risveglierà.
 
MILANO (MF-DJ)--Un nuovo terremoto ha scosso ieri le borse europee. E ancora una volta Piazza Affari si e' dimostrata la peggiore di tutte con un ribasso del 6,1%, bruciando 20,9 miliardi di euro di capitalizzazione. L'indice Stoxx Europe 600, che fotografa l'andamento dei titoli principali di 18 Paesi Ue, e' arretrato del 4,8%, un calo che vale, in termini di capitalizzazione, quasi 298,6 miliardi in meno rispetto al giorno precedente. Giornata da dimenticare anche per Wall Street, si legge in un articolo di MF. La corsa verso un rifugio sicuro ha spinto il rendimento del T-bond Usa decennali per la prima volta nella storia sotto il 2%, fino all'1,978% (cosa che non era successa nemmeno ai tempi della Grande Depressione). Mentre lo spread dell'Italia e' risalito fino a 290 punti base per poi ridiscendere a 275, probabilmente grazie a nuovi acquisti di Btp da parte della Bce. L'oro ha poi toccato un nuovo record, a 1.829,40 dollari l'oncia. Detonatore della caduta e' stato l'allarme lanciato dal report di Morgan Stanley, secondo cui Stati Uniti ed Eurolandia sono "pericolosamente vicini alla recessione". Ma gia' al loro arrivo nelle sale operative, i trader avevano potuto leggere sulla prima pagina del Wall Street Journal che la Federal Reserve di New York sta intensificando i controlli sulle filiali statunitensi delle piu' grandi banche europee per accertarsi che queste abbiano la capacita' di finanziarsi in caso di una nuova crisi. Questi due fattori hanno contribuito a rendere ancora piu' cupo un clima reso tale dalla delusione per le prese di posizione adottate martedi' scorso da Merkozy, ovvero il duo franco-tedesco Angela Merkel-Nicolas Sarkozy. La delusione dei mercati per il no deciso di Merkozy agli eurobond (ma ambienti vicini al ministero del Tesoro italiano hanno assicurato che insisteranno per l'adozione di questa soluzione) e all'aumento del Fondo salva-Stati (Efsf), la cui dotazione di 440 miliardi di euro e' chiaramente insufficiente a difendere dagli attacchi speculativi l'Italia e la Spagna, unito alla proposta di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie, ha trovato un autorevole avallo nelle parole di uno dei padri nobili dell'Europa unita, l'ex presidente della Commissione Ue Jacques Delors. "Apriamo gli occhi: l'euro e l'Europa sono sull'orlo del baratro", ha ammonito il politico francese, sottolineando che le proposte di Merkozy "non servono a niente". Avrebbe potuto aggiungere che sono dannose. Cosa che ha lasciato intendere Morgan Stanley, sostenendo che sulla crescita pesano "l'insufficiente" risposta politica dell'Europa alla crisi del debito sovrano e le misure di austerita' aggiuntive annunciate da diversi Paesi come l'Italia e fortemente volute da Merkozy. A peggiorare la situazione, infine, sono arrivati i rialzi dei tassi d'interesse decisi dalla Bce. red/alb
 
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