Analisi Intermarket ....quelli che.... Investire&tradare - Cap. 1

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
Han chiuso i mercati europei e si son scatenate le agenzie........

Bà, sembran squali.
 
Han chiuso i mercati europei e si son scatenate le agenzie........

Bà, sembran squali.

«L'Italia probabilmente è già in recessione». Lo scrive l'agenzia Fitch che oggi ha abbassato i rating di lungo termine e di vitalità di otto banche italiane di medie dimensioni, con outlook negativo. Si tratta di Banca Popolare di Sondrio, Credito Emiliano, Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Banca Popolare di Milano, Credito Valtellinese, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza and Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio.

La decisione - spiega una nota - è stata presa a fronte della sfida strutturale che deriva dall'operare in un contesto mutato in cui la redditività operativa è diminuita a causa dei bassi tassi di interesse e dei maggiori costi di provvista. Fitch si aspetta inoltre che gli oneri per sofferenze restino elevati. L'outlook negativo riflette il rischio di un possibile ulteriore peggioramento del contesto di mercato.
 
Non mollano ancora....




Weidmann: Won't Support ECB Bond Buys Even If German Yields Top 6% -Report


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Nov 25, 2011 (Dow Jones Commodities News via Comtex) -- (MORE TO FOLLOW) Dow Jones Newswires
11-25-11 1600ET
 
Diminuisce M1 e aumenta M2 anche se meno.. ma questo per l'economia USA è positivo...

NEW YORK, Nov 25, 2011 (Dow Jones Commodities News Select via Comtex) -- The Federal Reserve's latest weekly money supply report Friday shows seasonally adjusted M1 fell by $9.9 billion to $2.145 trillion, while M2 rose $4.8 billion to $9.654 trillion.
The figures are preliminary estimates for the week extending through Nov. 14 and are subject to revisions.
More details on the report, along with weekly information on the Fed's custody holdings, repurchase agreements, Treasury portfolio and free reserves, can be found on the Internet at http://www.federalreserve.gov/releases/.
-By Danny Chin, Dow Jones Newswires; (212) 416-2246 (END) Dow Jones Newswires
 
Il gioco dei mercati è scoperto e assai crudele: far salire l'acqua fino a sommergere i Paesi in crisi, come Italia, Spagna e Belgio. A quel punto, o le autorità monetarie e politiche si decideranno a lanciare un salvagente oppure quei Paesi soccomberanno e con essi l'intera costruzione dell'euro. Il disegno dei mercati, o il ricatto se si preferisce, è lucidamente espresso in un report del Credit Suisse. Alla possibilità che vengano emessi eurobond si dà poco credito, alla trasformazione del fondo di stabilità in banca, con accesso ai fondi della Bce, si attribuiscono probabilità del 15%; un po' più probabile (30%) è l'intervento del Fmi (sempre con finanziamenti della Bce); mentre sono scarse le speranze che la banca centrale agisca presto e aggressivamente per decisione propria.
Lo scenario più probabile (70%) è che la Bce «diventi aggressiva», solo in presenza di una crisi ancor più grave. Dove deve arrivare l'acqua? A giudicare dai titoli italiani, i cui rendimenti di breve sono volati ieri al 10%, l'acqua è già alla gola, ma per il Credit Suisse ci vuole dell'altro: che si decida il cammino verso una unione fiscale degli stati membri; che il rendimento dei bond francesi voli al 5% (ieri era 'appena' al 3,7%); che si contragga la massa monetaria; che aumenti il costo dei finanziamenti anche in Germania. Solo a quel punto la banca centrale europea sarà costretta a intervenire, ossia a comprare titoli di Stato, secondo il modello del quantitative easing caro alla Fed. Ecco il 'bazooka' che s'aspettano gli operatori: mica il fioretto sfoderato finora.
Può darsi che il ricatto funzioni, sebbene viene voglia di sorridere nel vedere che il mercato considera i Bund più rischiosi dei Gilt inglesi; e pure dei Treasury Usa che siedono su un debito superiore al 100% del Pil e avviato a superare quello italiano fra 3 anni. Ma è un ricatto pericoloso, perché mina l'indipendenza della banca centrale nel piegarla ai voleri della politica. La pretesa di trasformare la Bce in prestatore di ultima istanza per gli Stati è per Franco Bruni, docente di politica monetaria alla Bocconi, una aberrazione ideologica che nessun economista può accettare (si veda l'articolo a pagina 47). Non a caso lo stesso Nicolas Sarkozy, che per lungo tempo ha invocato maggior flessibilità dalla Bce, ha l'altro ieri ribadito l'indipendenza della banca centrale. Forse Mario Draghi aspetta solo questo: che si riconosca l'autonomia della Banca per poter intervenire con misure del tutto eccezionali. Ma, a questo punto, deve fare presto.
 
ormai anche i telgiornali parlano di crollo dell'euro come prima notizia...secondo me entro massimo 2-3 mesi tirano fuori il coniglio dal cilindro e parte un bullish di quelli memorabili
 
Io rimango Dell idea che ci sarà il qe europeo.
Non succederà ? L euro salterà , e noi torneremo alla lira.
buon we

...spero di no..e sono con te quando dici che a breve la bce farà qualcosa, potrebbe anche tagliare i tassi di 1 punto lasciando tutti sorpresi...il crollo dell'euro avrebbe conseguenze inimmaginabili secondo me e non solo finanziarie:down:
 
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