L’impatto dei downgardes è stato limitato e, nel pomeriggio di ieri, c’è stato un generale restringimento degli spread contro Germania. L’Italia è partita male ma, grazie anche all’intervento della BCE, ha recuperato terreno del corso della giornata. La Francia ha emesso Bills senza problemi e a questo punto è lecito attendersi un impatto limitato dei downgrades anche sulle banche.
L’eccezione è stata il Portogallo: lo status di “junk bond” ha obbligato alcuni asset manager e banche a liquidazioni forzate e i titoli saranno rimossi da molti indici obbligazionari. A poco serve ricordare che nulla cambia in quanto a “consegnabilità” in BCE. La conseguenza è stato un widening estremo (fino a 350bp sul 3/5y, nonostante gli acquisti da parte delle Banche Centrali) e un’inversione della curva.
L’EFSF perde la AAA (ora è AA+), mentre la EIB (supportata da Paesi non appartenente all’area Euro, ad esempio UK) mantiene il giudizio massimo. Ora i mercati guarderanno con attenzione alle decisioni di Moody’s, soprattutto per quanto riguarda il rating Francese.
Ci sono notizie positive, soprattutto a livello macro. La crescita cinese del Q4 è stata superiore alle attese (anche se 8.9% è la performance più debole in 2 anni e mezzo) e quindi è sempre più probabile lo scenario più benevolo, il cosiddetto “soft landing”. Le nostre stime sono per una crescita di 8.1% nel 2012.
Lo Zew tedesco dovrebbe rimbalzare per il secondo mese consecutivo (a far migliorare le aspettative hanno contribuito sicuramente le decisioni recenti della BCE e le buone aste), l’inflazione europea dovrebbe attestarsi al 2.8% YoY a Dicembre e anche l’US Empire Manufacturing dovrebbe mostrare segnali di miglioramento. Intanto Monti chiede “more German aid for the Euro”. In sostanza, gli sforzi necessari sono stati fatti, ora serve il riconoscimento di tassi più bassi sul nostro debito.
Da monitorare, oltre alla solita Grecia, anche l’Ungheria: la Commissione Europea potrebbe prendere provvedimenti su materie quali l’indipendenza della Banca Centrale.
Oggi ci saranno MRO e 1M LTRO della BCE, che forniranno ulteriori indizi sulle condizioni a cui le banche fanno funding a brevissimo termine. In ogni caso, anche una discesa sostanziale nei fondi presi, difficilmente darà vita a un aumento dei tassi Eonia: questi, vista l’enorme liquidità in eccesso nel sistema (circa EUR400bn) sono destinati a restare bassi per molto tempo.
In questo contesto il Bund tecnicamente fa un po’ fatica a stare sopra il livello dei 140, mentre particolarmente penalizzati sono i linkers italiani (i breakevens nell’area 5Y sono scesi di circa 35 bps; il BTPei1 -47.4 bps), con eccezione del 30Y che continua a trovare domanda.
Per finire con le aste, oggi ci saranno emissioni a breve di Spagna (EUR4-5bn a 12M e 18M), Grecia (EUR1.25bn a 3M) e Belgio (EUR3bn a 3M e 12M). non dovrebbero esserci problemi nell’assorbire questi titoli ma sarà interessante monitorare la qualità dei bid.