Analisi Intermarket ....quelli che.... Investire&tradare - Cap. 1

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
Standard and Poor's abbassa rating Usa. Il Tesoro: Grave errore

L'agenzia: Accordo su piano consolidamento no basta per stabilizzazione, anche istituzioni indebolite


602-408-20110806_070724_0C3DFA96.jpg


New York, 6 ago. (TMNews) - L'accordo sull'innalzamento del tetto del debito americano non è stato sufficiente a evitare quello che fino a qualche mese fa sembrava possibile solo in un incubo. Gli Stati Uniti hanno perso la "Aaa", il rating più alto, quello che hanno avuto per tutta la loro storia finanziaria. La decisione shock dell'agenzia Standard & Poor's, che ha rivisto ad "Aa+" la valutazione per la prima volta in 70 anni, è arrivata a mercati chiusi, nella tarda serata americana: Washington non ha fatto abbastanza per allontanare preoccupazioni di lungo termine e il debito americano non è più considerato tra gli investimenti più sicuri del mondo. Ora gli Stati Uniti sono al di sotto del Lichtenstein, allo stesso livello di Belgio e Nuova Zelanda.

La spiegazione si è impressa a fuoco direttamente sui libri di storia economica: "il downgrade riflette l'opinione che il piano di consolidamento fiscale su cui Congresso e amministrazione hanno trovato un accordo non fa abbastanza per quello che, secondo noi, sarebbe neccessario per stabilizzare le dinamiche del governo sul debito nel medio termine". Peggio ancora: "in un momento in cui i problemi sono in aumento, l'efficacia, la stabilità e la prevedibilità delle istituzioni americane sono indebolite".

"Un giudizio macchiato da un errore di 2.000 miliardi di dollari parla da solo", è stato il primo commento alla stampa - tramite un portavoce - del Tesoro americano.

Così anche l'incubo peggiore di Barack Obama si è materializzato: da ora in poi è il primo presidente americano durante il cui mandato gli Stati Uniti hanno perso la valutazione massima e, con essa, parte della loro credibilità davanti al resto del mondo. La prima potenza mondiale non è abbastanza affidabile, un argomento su cui i suoi avversari politici non mancheranno di fare leva da qui alle presidenziali del 2012. Una macchia indelebile, impossibile da cancellare, anche se secondo gli osservatori se la decisione arriva da una sola agenzia, l'impatto non è catastrofico. E l'unica consolazione della notte nera del presidente americano è che Moody's e Fitch non hanno intenzione di seguire S&P e sembrano orientate a dare al Governo il tempo che serve per fare i necessari progressi sulla riduzione del deficit.

Per qualcuno la scelta è giunta inaspettata, soprattutto per una questione di tempi. S&P e le altre maggiori agenzie di rating avevano minacciato di rivedere al ribasso la valutazione degli Stati Uniti in caso di default del Paese e, dopo l'accordo di martedì scorso, il pericolo sembrava rientrato: Fitch Ratings aveva confermato la "Aaa", mentre la stessa Standard & Poor's si era limitata ad abbassare l'outlook a "negativo". Poi c'è stato il crollo dei mercati globali, il timore che il danno fosse già stato fatto e che il braccio di ferro tra Casa Bianca e Congresso sul debito avesse fiaccato un'economia ancora lontana da una piena ripresa.
 
Standard and Poor's abbassa rating Usa. Il Tesoro: Grave errore

L'agenzia: Accordo su piano consolidamento no basta per stabilizzazione, anche istituzioni indebolite


602-408-20110806_070724_0C3DFA96.jpg


New York, 6 ago. (TMNews) - L'accordo sull'innalzamento del tetto del debito americano non è stato sufficiente a evitare quello che fino a qualche mese fa sembrava possibile solo in un incubo. Gli Stati Uniti hanno perso la "Aaa", il rating più alto, quello che hanno avuto per tutta la loro storia finanziaria. La decisione shock dell'agenzia Standard & Poor's, che ha rivisto ad "Aa+" la valutazione per la prima volta in 70 anni, è arrivata a mercati chiusi, nella tarda serata americana: Washington non ha fatto abbastanza per allontanare preoccupazioni di lungo termine e il debito americano non è più considerato tra gli investimenti più sicuri del mondo. Ora gli Stati Uniti sono al di sotto del Lichtenstein, allo stesso livello di Belgio e Nuova Zelanda.

La spiegazione si è impressa a fuoco direttamente sui libri di storia economica: "il downgrade riflette l'opinione che il piano di consolidamento fiscale su cui Congresso e amministrazione hanno trovato un accordo non fa abbastanza per quello che, secondo noi, sarebbe neccessario per stabilizzare le dinamiche del governo sul debito nel medio termine". Peggio ancora: "in un momento in cui i problemi sono in aumento, l'efficacia, la stabilità e la prevedibilità delle istituzioni americane sono indebolite".

"Un giudizio macchiato da un errore di 2.000 miliardi di dollari parla da solo", è stato il primo commento alla stampa - tramite un portavoce - del Tesoro americano.

Così anche l'incubo peggiore di Barack Obama si è materializzato: da ora in poi è il primo presidente americano durante il cui mandato gli Stati Uniti hanno perso la valutazione massima e, con essa, parte della loro credibilità davanti al resto del mondo. La prima potenza mondiale non è abbastanza affidabile, un argomento su cui i suoi avversari politici non mancheranno di fare leva da qui alle presidenziali del 2012. Una macchia indelebile, impossibile da cancellare, anche se secondo gli osservatori se la decisione arriva da una sola agenzia, l'impatto non è catastrofico. E l'unica consolazione della notte nera del presidente americano è che Moody's e Fitch non hanno intenzione di seguire S&P e sembrano orientate a dare al Governo il tempo che serve per fare i necessari progressi sulla riduzione del deficit.

Per qualcuno la scelta è giunta inaspettata, soprattutto per una questione di tempi. S&P e le altre maggiori agenzie di rating avevano minacciato di rivedere al ribasso la valutazione degli Stati Uniti in caso di default del Paese e, dopo l'accordo di martedì scorso, il pericolo sembrava rientrato: Fitch Ratings aveva confermato la "Aaa", mentre la stessa Standard & Poor's si era limitata ad abbassare l'outlook a "negativo". Poi c'è stato il crollo dei mercati globali, il timore che il danno fosse già stato fatto e che il braccio di ferro tra Casa Bianca e Congresso sul debito avesse fiaccato un'economia ancora lontana da una piena ripresa.

Rating Usa, repubblicani severi


"Declassamento giusto, Obama sbaglia"


C_2_articolo_1017830_imagepp.jpg

foto Ap/Lapresse


06:47 - La decisione di Standard & Poor's di declassare il ratin g Usa "è la risposta alle spese alte di Washington che hanno creato incertezza e rischia di avere un impatto distruttivo sui mercati. Lo afferma lo speaker della camera, il repubblicano John Boehner. "Rimaniamo impegnati ad assicurare che gli Stati Uniti adempiano ai loro obblighi. "Continueremo a premere sui democratici per tenere sotto controllo il debito o il deficit".
 
considerazione

Questa che segue ,e' una mia considerazione tratta da uno scambio di mp con un amico del forum, che , riporto anche qui e che cmq avevo gia' accennato nn piu' tardi di un mese fa su questo stesso 3D.

l'America ho paura che torni in recessione , mentre noi , dal mio punto di vista nn ne siamo mai usciti.
Se poi ci aggiungiamo che la politica nel nostro paese e' a livello delirante, e' inevitabile che l'economia continui a soffrire ed avere contrazione.
La stessa BCE , inizia ad essere in seria difficolta', e potrebbe essere incapace ad affrontare il problema Italia e Spagna .
Nelle parole che ha detto l'altro giorno Trichet ho colto un velo di stizza e di poca chiarezza , anzi tra le sue mezze parole ha fatto capire che l'Italia potrebbe nn essere in grado di riuscire a salvarla da ulteriori attacchi speculativi.
Le emissioni di debito dei titoli di stato del nostro paese a confronto di quelle Elleniche, irlandesi e portoghesi sono paurosamente superiori, che metterebbero in difficolta' la stessa Bce NEL MOMENTO DELLA SOTTOSCRIZIONE.( il mot e' uno dei piu' grandi mercati di titoli di stato al mondo)
I tassi di intersse che ieri hanno superatro in mattinata il 6% diverrebbe insostenibile nel medio lungo, e come ho detto nel forum se i rendimenti dovessero arrivare al 7%, scatterebbe comunque la prima tranche di aiuti.

Se osserviamo poi un grafico del FTSEMIB ( qui nn ho bloomberg x grafare) , FACENDOLO PARTIRE DAI MINIMI DI MARZO 2009 fino a oggi ,dopo la grossa reazione primavera estate dello stesso anno, ci accorgergiamo, che il movimento, abbia creato una lunga distribuzione, tendente all' indebolimento, e se nn vi dovesse essere una svolta improvvisa , ho la sensazione che l'indice andra' a rivedere i minimi del 2009.
Mi attendo cmq , dopo questa settimana, paurosamente negativa un bear market rally ( che spero nn venga vanificato dall'abbassamento del rating USA).

Detto questo , auguro di potermi sbagliare...
 
Ultima modifica:
Durissima nota da Pechino: "Siamo il più grande creditore, esigiamo la soluzione dei problemi strutturali e la sicurezza dei nostri investimenti"
 
Ciao Belli... stacco due giorni da news e schermo.. ci leggiamo lunedì mattina!
non scrivete troppo, che poi fatico a rimettermi in pari...
 
Questa che segue ,e' una mia considerazione tratta da uno scambio di mp con un amico del forum, che , riporto anche qui e che cmq avevo gia' accennato nn piu' tardi di un mese fa su questop
I tassi di intersse che ieri hanno superatro in mattinata il 6% diverrebbe insostenibile nel medio lungo, e come ho detto nel forum se i rendimenti dovessero arrivare al 7%, scatterebbe comunque la prima
Mi attendo cmq , dopo questa settimana, paurosamente negativa un bear market rally ( che spero nn venga vanificato dall'abbassamento del rating USA).

Detto questo , auguro di potermi sbagliare...

Scusa 99 ti attendi un bear o bull m. Rally?
 
Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.

Users who are viewing this thread

Back
Alto