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Approvato a Montecitorio il D.lgs. 958/2013 che la Commissione Consultiva dell’Integrazione ha richiesto per la ”salvaguardia delle popolazioni nomadi”, le quali sono rappresentate dal 1971 dall’Unione Rom Internazionale.
La massima del Decreto entrato in vigore con l’ultima Gazzetta Ufficiale cita testualmente:
“L’individuo che dimostri con la buona fede di appartenere ad un gruppo Rom (etnico e nomade) non sarà passibile di nessuna pena relativa al reato di furto (art.624 c.p.) se il valore economico del bene o denaro sottratto è inferiore a € 200, in quanto l’unico sostentamento di determinate strutture sociali deriva esclusivamente e da generazioni da tali azioni. Il soggetto dovrà altresì dimostrare sul momento di non avere regolare residenza o fissa dimora in Italia. Il presente non vale per chi possiede la cittadinanza italiana da almeno 10 anni”.
In poche parole: se uno zingaro ruba oggetti o denaro del valore inferiore a 200 Euro, non potrà essere denunciato per furto in quanto la sua azione è legata da secoli di usi e costumi del suo gruppo di appartenenza,se tale azione viene fatta da un italiano c’è un serio rischio di reclusione.
5 milioni di italiani in povertà assoluta e alcuni non hanno i soldi neppure per togliersi un dente con ascesso
"In Italia, una famiglia su quattro versa in condizioni di disagio sociale. Nel 2011 sei famiglie su dieci hanno vissuto con uno stipendio inferiore ai 2.500 euro mensili. Nel 2012 una famiglia su quattro ha presentato almeno tre delle difficoltà che si contemplano nell’indice sintetico di deprivazione. Il 2,4% delle famiglie non si può permettere l’acquisto di una tv, di un telefono o di un’auto, il 50,5% afferma di non riuscire a permettersi una settima di vacanza lontano da casa, il 17,5% non si può permettere un pasto adeguato almeno ogni due giorni e il 22% non riesce a scaldare adeguatamente la propria abitazione. Sono in condizioni di povertà assoluta il 6,8% dei nuclei familiari: di più di 4,8 milioni di persone." CGIA Mestre
Un cittadino svizzero scrive a barroso: ''le lancio una sfida: Faccia lo stesso referendum nella ue, e vediamo come va!''
Egregio signor Barroso,
il risultato della votazione in oggetto le è noto scaturito forse anche delle minacce che abbiamo ricevuto da piú parti. Anche da suoi collaboratori.
Per noi la democrazia e la libertà sono beni che vanno difesi tutti i giorni, purtroppo benché si dia lavoro a 60’000 frontalieri veniamo offesi tutti i giorni come: svizzeri di *****. Le ditte italiane che si sono qui installate anche con l’acquisto di fabbriche licenziano gli svizzeri per assumere frontalieri. Oltre ai frontalieri abbiamo quasi 30’000 padroncini e lavoratori a tempo.
Dopo la votazione molti si credono in diritto di criticarci, insultarci e minacciarci, anche favoriti da quinte colonne che si annidano fra di noi.
Signor Barroso, le lancio una sfida organizzi una votazione negli stati UE avente come oggetto la libera circolazione. Poi vediamo.