Azioni Italia Spazio di prova

insomma, quasi...
Oggi velocissimo perchè ho le due donne ricoverate in ospedale per analisi (la piccola) e devo scappare...ciao

rieccomi...il 3D principale ha detto parecchio ieri sera, il 3D satellite prova a sintetizzare con la propria testina due ipotesi (le chiameremo...A e B...:D:D:D)

A con max da farsi in giugno e poi baratro
B con sh già dall'inizio prox sett. ma con meno profondità discendente...

Naturalmente se ho capito male, correggetemi...
 

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Se non ti dispiace Luca...lo rimetto questo articolo....è più che mai di moda (secondo me...) :) Badate...è stato scritto a dicembre 2009, molto lo abbiamo visto, molto resterà da verificare...

2010?… Anno di mafia e d’anarchia!


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Insomma, prima di lasciarci, forse è bene che noi si dica qualcosa in più sul “buon” Don Vito Cascio Ferro. “Buon”… beh, forse si potrebbe dir tutto di lui, ma “buono”, nel caso, parrebbe proprio aggettivo azzardato. Paragone simbolico coi mercati?…

Del 2010 si potrebbe dir tutto, ma “buono” parrebbe proprio un azzardo!

E pensar che tutti, invece, in questo periodo, si sprecano in “buon anno” gratuiti e a iosa: sapessero di Don Vito, forse ci andrebbero più cauti… Stiamo scherzando, suvvia: Don Vito è morto da un pezzo e non può più far del male a nessuno. Salvo non credere a certi fantasmi che s’aggirano ancora per il mondo: quelli sì che fanno davvero paura. Don Vito, no… Don Vito neanche s’aggirava per l’Europa (come avrebbe fatto piacere a qualcuno, prima di conoscerlo meglio): s’aggirava per la Sicilia, la Tunisia, Marsiglia, …gli Stati Uniti. S’aggirava?… Meglio: scappava, fuggiva per mare… Da chi lo inseguiva, ovvio. D’altra parte Don Vito, anche quando era solo Vito (Cascio Ferro), non è mai stato del tutto nella legge: la norma, per lui, era esser fuori delle “norme”. Sempre e comunque. Quasi a prescindere. Paragone simbolico?…

Non aspettatevi, sui mercati finanziari, un 2010 nella “norma”. Anche perché: quale potrebbe esser considerata, ormai, la norma sui mercati?…
Vito Cascio Ferro era nato in quel di Bisacquino, oggi provincia di Palermo, il 22 gennaio del 1862 (mentre i Piemontesi facevan l’Unità d’Italia a dispetto dei Siciliani). All’epoca il paese si chiamava “Busacchino” (in siciliano, perché quella era la “lingua ufficiale”) e metteva insieme quasi diecimila anime che non eran certo poche (oggi se ne contano cinquemila scarse e… forse anche perse). Non poche, ma soprattutto ribelli e tra quelle il più ribelle di tutti era proprio lui: Vito Cascio Ferro, anarchico militante nonché Presidente dei Fasci di Busacchino. Ora qualcuno, poco addentro alle cose, penserà che noi si crede a Mago Merlino, perché forse si può anche credere alla storia di un “anarchico mafioso” (o di un “mafioso anarchico”… che, forse, appare già più credibile), ma ad un “anarchico fascista” o ad un “anarco-fascista”, suvvia è invero troppo… Figlioli miei, ma se non studiate la storia per benino è facile cadere in simili trappole: siamo nel 1892, il buon Vito ha solo trent’anni ed il fascismo non c’è ancora.

I Fasci Siciliani, infatti, erano un movimento d’ispirazione genericamente “socialista” che metteva insieme tutti coloro che non ne potevano proprio più: proletari, contadini, minatori. Denominatore comune: sudati e arrabbiati! Paragone simbolico?…

Preparatevi: il 2010 sarà probabilmente disseminato di trappole. E giacché “sudati ed arrabbiati” s’è soprattutto d’estate, s’annuncia forse un agosto di quelli…
Il nostro Vito era stato uno dei capi della rivolta e la rivolta fu repressa nel sangue, come del resto spesso avveniva all’epoca. D’altronde “sudati ed arrabbiati” potevano ben poco contro “piemontesi e mafiosi… uniti nella lotta”. E così il nostro Vito, colui che più avanti diventerà “Don Vito”, figura di spicco della mafia del primo novecento, si distinse inizialmente come il “nemico della mafia”. Ambigua la cosa?… Certo, ma l’ambiguità è proprio uno dei tratti salienti di Vito Cascio Ferro. Paragone simbolico?

L’ambiguità degli eventi (l’impossibilità, cioè, d’averne chiara la misura ed il senso) sarà probabilmente uno dei tratti salienti dei mercati finanziari nel corso del 2010.
Da quell’esperienza, il nostro Vito uscì da… “vinto” e prese a far la sola cosa che poteva in quel momento, per non uscir del tutto sconfitto: fuggire. Fuggire?… Paragone simbolico?… Suvvia, stiamo scherzando: non dovete ancor fuggire da nulla!

Come
tutti gli anarchici, però, Vito Cascio Ferro non riuscì a dimenticare: gli anarchici, d’altra parte, sono un po’ come i mercati: “non dimenticano” mai. E covano dentro…

E la vendetta di Vito fu quanto di più “contrarian” si sarebbe potuto immaginare: non potendolo fare da “sudato ed arrabbiato” scelse di vendicarsi da persona “di rispetto”. Lentamente, ma inesorabilmente, il nostro Vito cambiò mestiere, e da nemico del potere (come anarchico) quale sempre era stato, si trasformò in “nemico dei potenti” (come mafioso… contro altri mafiosi). Da Vito a Don Vito, insomma, ma sempre sovversivo delle regole altrui. D’altra parte, la promiscuità tra anarchia ed illegalità è stata spesso una costante inevitabile per molti. Il “pizzo”, ad esempio, fu una sua invenzione, ma non lo chiedeva mica ai poveri, giusto?… Chissà, forse lo considerava una sorta di “esproprio libertario”. Paragone simbolico?…

Se non volete uscir del tutto sconfitti dal 2010, comportatevi sui mercati da veri sovversivi: non rispettate le regole “altrui”. Puntate piuttosto al “pizzo” e non dimenticate, soprattutto, quanto v’è accaduto negli anni più recenti.
Don Vito, un giorno, salì in groppa ad un somaro e fece quel che un tempo nessuno avrebbe mai immaginato che si potesse fare: entrare al “Circolo dei Civili”, il Salotto Buono di “Busacchino”, sulla schiena di un animale in uso ai contadini. Fu il suo modo, “analogico”, per far capire ai potenti dell’epoca che le cose stavano cambiando. Lo sfregio del simbolo altrui attraverso “il” simbolo proprio. Dicono fosse analfabeta, Don Vito, ma sposò una maestra (ve l’abbiamo detto: l’ambiguità è il tratto saliente di questa storia). Dicono fosse un bifolco, ma vestiva abiti di straordinaria eleganza. Dicono fosse un mafioso, ma a temerlo furono solo i potenti (molti contadini lo sentivano ancor come uno di loro e per questo, si dice, lo adoravano). Dicono fosse un assassino, ma arrestato 69 volte fu scarcerato ben… 68. L’ultima, però, fu quella fatale. Arrestato dal Prefetto di Ferro, Cesare Mori, durante il Fascismo (proprio lui che per uno strano gioco analogico di nomi era stato uno dei Presidenti dei… Fasci Siciliani), fu condannato all’ergastolo per un delitto che non fu mai provato. Morì nel 1943, all’Ucciardone, allora “Vicaria”, sotto un bombardamento americano (proprio lui che i primi passi da mafioso li aveva mossi in America). In realtà, il carcere era stato evacuato, ma le autorità se lo “dimenticarono” lì (un autentico sfregio per un anarchico… se è vero che gli anarchici non dimenticano mai). Don Vito morì in cella di fame e di sete, come ancor oggi accade in molte parti del mondo dimenticate da Dio e dagli uomini, proprio quella fame e quella sete che l’aveva accompagnato spesso da “arrabbiato e sudato”. Prima di morire, però, scrisse la propria epigrafe su quel muro che gli aveva tenuto “compagnia” per quasi quindici anni: “Vicaria, malatia i nicissitati: si vidi lu cori di l’amicu…”. Per un anarchico qual era lui stato… Paragone simbolico?… Meglio lasciar perdere, su… Speriamo solo di non far la stessa fine.
 
rieccomi...il 3D principale ha detto parecchio ieri sera, il 3D satellite prova a sintetizzare con la propria testina due ipotesi (le chiameremo...A e B...:D:D:D)
A con max da farsi in giugno e poi baratro
B con sh già dall'inizio prox sett. ma con meno profondità discendente...
Naturalmente se ho capito male, correggetemi...

Si fa strada l'ipotesi C con max appena sotto la metà tra A e B.
Immesso ultimo ordine su noto ETF a 35,xxx non me lo prenderà mai la prox settimana, ma tant'è...
ah, appena ho deciso di mollare le UCG (anche in pari, troppa grazia sant'antonio) vedrete che piombo da lunedì, son sicuro...
 
Riflettiamo


ANTEFATTO
TREVISO - Niente inno di Mameli nella città baluardo della Lega. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, arrivato all'inaugurazione di una nuova scuola primaria di Fanzolo di Vedelago (Treviso), ha preteso di sostituire l'esecuzione dell'inno nazionale con Va pensiero. Un cambio di programma che, riporta oggi La Tribuna 1, avrebbe fatto infuriare la direttrice dell'ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo, che si sarebbe riservata di denunciare l'accaduto all'assessore regionale, Elena Donazzan. "Un fatto grave" commenta il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Ancora più duro il suo collega alle Politiche comunitarie Andrea Ronchi che parla di "oltraggio alla nazione". Ma il governatore del Piemonte difende il collega leghista: "Vicenda già chiarita".
FATTO
14/06/2010 - C’è la foto di Bossi quando fece la prima comunione, o quasi, c’è il simbolo della Lega e le frequenze sulle quali i “padani doc” possono sintonizzarsi al Nord. E c’è anche l’esultanza vergognosa al gol del Paraguay. Accade sul sito internet di Radio Padania, secondo la quale i cittadini del Nord tifano soltanto per la nazionale Padana e magari per grandi squadre italiane. “Ma di certo non per la Nazionale italiana”. Così, quando l'Italia prende un gol nella sua prima partita ai Mondiali del Sudafrica, a Radio Padania Libera scoppia la gioia dei conduttori. "Abbiamo fatto gol", "Grazie a Cannavaro", ha detto il conduttore Roberto Ortelli - che si è fatto sovrastare dal centravanti paraguayano". Per fortuna Radio Padania non è il Nord, non rappresenta la maggioranza dei cittadini che invece hanno esultato al gol di De Rossi.
RISPOSTA
(IL FATTO QUOTIDIANO)-Discute e fa discutere. Il protagonista della partita contro il Paraguay, che ha salvato la nazionale dal primo scivolone mondiale, continua a tirare bordate, e non solo in porta. Daniele De Rossi, ieri, non c’ha pensato due volte ad attaccare Radio Padania e tutti quelli che lunedì hanno tifato contro la squadra di Marcello Lippi: “E vabbé – ha detto De Rossi – noi abbiamo tanti milioni di tifosi a favore, ci sta che una piccola emittente tifi contro, non è preoccupante. Ognuno fa quel che vuole. Vuol dire che quando la Padania farà il Mondiale noi tiferemo contro…”. Il giocatore della Roma, che non è nuovo a divagazioni extracalcistiche, aveva innescato un braccio di ferro alla vigilia dei mondiali proprio col ministro leghista Roberto Maroni, sull’annosa questione della tessera del tifoso. In quel caso De Rossi si era schierato contro l’iniziativa del titolare dell’Interno dicendo che sarebbe servita, piuttosto, la tessera del poliziotto. In quel caso il ministro inveì contro di lui e contro i politici che l’avevano difeso.
COMMENTO
Finalmente! Era ora che qualcuno si svegliasse...
se questi con il fazzolettino verde pisello non si sentono italiani traggano le conseguenze, se hanno un minimo di cervellino...
ANDATEVENE VIA
ci sono mille posti che possono accogliervi...
soprattutto non occupate le poltrone del Governo Italiano con i vs ministri ricevendo per questo decine di migliaia di euros al mese (soldi ITALIANI dunque anche miei...)

Scusatemi, ma quando è troppo è troppo...
 
...Mi hai fatto venire in mente questo, Luca....che mi era capitato di vedere tempo fa in rete.
Metto il link per farvi fare qualche risata.
L'alternativa sarebbe piangere...ma contando quanto contano questi personaggi vi dico...rideteci su;).

Il filmato contiene parole scurrili e insulti vari....chi è suscettibile non lo ascolti:D:D

[ame="http://www.youtube.com/watch?v=-Kr8T3np-5U"]YouTube - The best of Borghezio[/ame]
 

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