giuseppe.d'orta
Forumer storico
L'ultima trovata del gran genio incompreso di Tremonti (che ancora non accettato il fatto che per fare cassa non si possano vendere il Colosseo ed il Duomo di Milano...) per eliminare dal bilancio un po' di numeri contabili e rientrare nei parametri europei, lasciando però tutte le cose come stanno.
Si crea una holding dove lo Stato apporta tutte le sue partecipazioni in:
-Eni
-Enel
-Finmeccanica
-Poste
-Cassa Depositi e Prestiti
-Rai
-Sace (assicurazione dei crediti vantati dalle aziende italiane verso soggetti stranieri)
Una società con lo Stato sotto il 50%, quindi dove non è ben chiaro chi comanda (ma alla fine sappiamo chi comanda nelle aziende dove c'è di mezzo lo Stato) e dove è certamente chiaro che i soci di minoranza non avrebbero certo la possibilità di dire la loro.
Una società che al suo interno contiene delle aziende monopoliste di Stato assieme a società in perdita, ed in particolare una Cassa Depositi e Prestiti che è già stata fatta diventare una nuova società di partecipazioni statali.
Al genio incompreso non importa che nessuno comprerebbe mai azioni di una simile società se non (sempre da vedere) a prezzi da saldo. Tanto, se la sua idea dovesse passare troverebbe il modo per ammollarcele lo stesso, magari passando per qualche accordo con le Società di Gestione che comprerebbero titoli in qualche modo provenienti dalla super-holding di Stato (anzi no, Stato non si può dire perché lo Stato sarebbe sotto il 50%...) coi soldi dei clienti di fondi e polizze.
Tutto per poter muovere un po' i numeri del bilancio pubblico e dire di aver rispettato i parametri europei.
Finanza creativa, insomma...l'unica cosa da sempre immutabile è che il conto lo pagano i poco creativi cittadini.
(foto Lapresse)
Si crea una holding dove lo Stato apporta tutte le sue partecipazioni in:
-Eni
-Enel
-Finmeccanica
-Poste
-Cassa Depositi e Prestiti
-Rai
-Sace (assicurazione dei crediti vantati dalle aziende italiane verso soggetti stranieri)
Una società con lo Stato sotto il 50%, quindi dove non è ben chiaro chi comanda (ma alla fine sappiamo chi comanda nelle aziende dove c'è di mezzo lo Stato) e dove è certamente chiaro che i soci di minoranza non avrebbero certo la possibilità di dire la loro.
Una società che al suo interno contiene delle aziende monopoliste di Stato assieme a società in perdita, ed in particolare una Cassa Depositi e Prestiti che è già stata fatta diventare una nuova società di partecipazioni statali.
Al genio incompreso non importa che nessuno comprerebbe mai azioni di una simile società se non (sempre da vedere) a prezzi da saldo. Tanto, se la sua idea dovesse passare troverebbe il modo per ammollarcele lo stesso, magari passando per qualche accordo con le Società di Gestione che comprerebbero titoli in qualche modo provenienti dalla super-holding di Stato (anzi no, Stato non si può dire perché lo Stato sarebbe sotto il 50%...) coi soldi dei clienti di fondi e polizze.
Tutto per poter muovere un po' i numeri del bilancio pubblico e dire di aver rispettato i parametri europei.
Finanza creativa, insomma...l'unica cosa da sempre immutabile è che il conto lo pagano i poco creativi cittadini.
(foto Lapresse)
