TFR:visti gli esiti, vogliamo continuare con le ingiustizie?

matabo ha scritto:
L'ultimo quote non esiste!

grazie per i riferimenti.

mai saputa una cosa simile. davvero singolare. con tutto quello che arriva ai sindacati con caf, e servizi vari in affidamento ......

ciao :)
 
Grazie anche da parte mia :)
Ho già iniziato a suonare la campana d'allarme tra i colleghi.
Sono tutti caduti dalle nuvole!
Davvero assurdo!
 
Preciso anche un'altra cosa. Da alcuni riferimenti che ho postato, sembrerebbe che questa "cosa" esista solo dall'ultimo rinnovo del contratto nazionale nel 2006 e che si debba presentare un apposito modulo dove si possa indicare "li voglio dare", "non li voglio dare".

Non e' cosi'.

Da noi (parlo di metalmeccanici), da prima del 2000, l'azienda fa girare l'informativa in occasione dei rinnovi del CCNL.

Tale informativa prevede un vero e proprio silenzio assenso, cioe' non e' che tu indichi "li voglio dare" o "non li voglio dare". Se "non li vuoi dare", devi per forza presentare il modulo apposito.

Siccome dubito che l'azienda si inventi queste genialate, ritengo si tratta di normativa da contratto nazionale, non molto nota fra i lavoratori.
 
Ugo ha scritto:
Vi ricordo che siamo nel paese che circa 10 anni fa, credo con un governo di centro-sinistra, un bel giorno ha deciso di prelevare 20mila lire per ogni milione depositato sul conto corrente.

E ancora oggi, i responsabili di quell'estorsione (Amato & Ciampi) passano per geni, esperti e benemeriti della nazione.

Nessuno che racconti che la trasformazione di ENI, EFIM e compagnia bella da enti pubblici economici in societa' per azioni comportava la risoluzione dei "loans agreement" stipulati con le banche estere e l'immediato rimborso dei prestiti contratti con esse. Cosa che ci porto' sull'orlo del default

Ma ai due geni di cui sopra, il "piccolo particolare" era sfuggito.

E' un degno inizio per le privatizzazioni all'italiana.
 
Re: TFR:visti gli esiti, vogliamo continuare con le ingiusti

giuseppe.d'orta ha scritto:
I lavoratori che non vogliono affidare il proprio TFR ai gestori si vedono discriminati rispetto ai loro colleghi che fanno lo stesso lavoro e che possono usufruire di una componente (per quanto modesta) della retribuzione aggiuntiva per il solo fatto di aver fatto una scelta diversa.

Francamente, crediamo che questo meccanismo sia ingiusto e che vada eliminato quanto prima!
I lavoratori che hanno scelto di mantenere il TFR in azienda (che fra l'altro sono la maggioranza) devono avere gli stessi diritti e la stessa retribuzione dei lavoratori che hanno scelto i fondi pensione.


In tutti e tre i casi, se il lavoratore decide di destinare al Conto Individuale Pensionistico un proprio contributo volontario deve ricevere il contributo del datore di lavoro a prescindere dalla scelta di investimento effettuata.


... di che vi lamentate, ma quale discriminazione,...quella misera %..(che a quanto ho capito e variabile in funzione di quale contratto di categoria si appartenga) non servirà nemmeno a coprire i costi che caricheranno sui versamenti effettuati ai fondi.

....se chiamate quella discriminazione (che è si una disparità di trattamento...ma susseguente a scelta di destinazione diversa).......

...cosa ne dite del contributo che verrebbe versato ai dipendenti Alitalia pari al 7% (dico sette) e non 1,2 o 1,9%

questa è disparità di trattamento fra persone della stessa categoria (dipendenti)...e che effettuano la stessa scelta!!!

Ulteriore aggravante: sono "dipendenti" che già percepiscono stipendi ben + elevati della maggior parte delle persone...che di conseguenza andranno in pensione comunque con + soldi....e che continuano a lavorare (ops..ultimamente a scioperare)..per un'azienda FALLITA che tutti noi continuamo a mantenere
 

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