Titoli al vaglio aprile 2010

...buon giorno Mat, sono contento per te...sul serio...la linea d'ombra transita oggi per il versante GAIN sulla montagna di xbr che hai accumulato...stai godendo? grandissimo berretto verde!!!!!!
Ed il gas? avrei qualcosina anche là....

:V

gas: mately incrementerà il lev sulla rottura dei 4,37 (futures)
 
matley sto aspettando la piccola risalita per entrare sul opt fib per i titoli lasa perd in media-4

da come la vedo io ieri hanno sbagliato ad annunciare la riunione straordinaria per definire gli aiuti alla grecia per il 10 maggio :eek::eek::eek:
mancano 12 giorni :eek::eek::eek: che quazzo facciamo da qui al 10 maggio:wall::wall:

il rimbalzo comunque ci stà...

nel frettempo aspettiamo il generale U.S.
 
Il fantasma del fallimento di Atene tiene in pugno le Borse: occhi puntati alle 12 a Berlino


MILANO (Finanza.com)
Senza scampo. I mercati europei si sono risvegliati stamattina in preda all'incubo default greco. E il nervosismo a un'ora e mezzo dall'avvio delle contrattazioni è ancora palpabile sulle Borse. Piazza Affari prosegue negativa, anche se a tratti ha tentato di contenere le perdite, soprattutto quelle accusate in avvio dalle banche: l'indice Ftse Mib adesso segna un calo del 2,05% a 21.580 punti, l'Ftse All Share un ribasso del 2,04% a quota 22.142.
I titoli finanziari sono quelli che risentono maggiormente della crisi che ha colpito Atene. Unicredit cede il 3,39% a 1,99 euro, Intesa accusa una flessione del 2,56% a 2,47 euro, Mps perde il 3,55% a 1,06 euro mentre Unipol lascia sul terreno il 3,25% a 0,75 euro. La debacle italiana non è certo isolata. Male anche le altre principali piazze europee. E' in profondo rosso il Portogallo, dove la Borsa di Lisbona perde il 5,89% all'indomani del downgrade da parte di Standard & Poor's. Sotto pressione anche Madrid, che fa segnare la peggiore prestazione tra i listini del Vecchio Continente, con un calo del 2,6%.
Scambiano in negativo anche il Dax (-1,39% a 6.073, 77 punti) e il Cac40 (-1,55% a 3784,97 punti). Tutto questo mentre la Borsa di Atene tenta un lieve recupero dopo il tracollo di ieri (-6%), aiutata dallo stop alle vendite allo scoperto imposto per due mesi dalle autorità di mercato. L'indice Composite sale dello 0,78% e l'Athex 20 dell'1,37%. Una soluzione in tempi brevissimi, è quello che chiedono gli operatori di mercato.
E una flebile speranza c'è. Secondo quanto riporta Bloomberg News, per arginare il panico delle ultime ore il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, sarebbe in volo verso Berlino in missione diplomatica per affrontare il nodo del salvataggio della Grecia. Attorno a mezzogiorno, Trichet e il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn si incontreranno con i leader del parlamento tedesco. In attesa del vertice straordinario della Ue convocato per il 10 maggio. Con l'obiettivo preciso di varare un piano di salvataggio.
Nell'attesa di novità, stamattina non si contano più i "record". Il premio al rischio sui titoli decennali greci rispetto ai Bund tedeschi è arrivato a 764 punti base, da 690 di ieri, massimo dal 1996. Il rendimento dei titoli greci a due anni si attesta al 22,7%, lo spread sul bund è a 2.190 punti. Si è allargato ulteriormente anche lo spread tra Italia e Germania sui timori di un effetto contagio legato alla crisi greca.
Al momento lo spread BTp/Bund sulla scadenza benchmark di settembre 2020 per il BTp italiano oscilla intorno ai 118 punti base rispetto ai 108 punti base di ieri. L'Italia - osservano alcuni operatori - sta perdendo posizioni anche sul breve termine, dove gli spread si allargano di circa 10/15 punti base. Molto scarsa, se non assente, la liquidità: in avvio di giornata gli scambi sul BTp benchmark decennale, che domani sarà riaperto in asta dal Tesoro per massimi 3,5 miliardi di euro, hanno raggiunto i 10 milioni di euro a fronte dei circa 100 milioni solitamente scambiati.
Secondo gli analisti di Cheuvreux l'Italia è comunque al sicuro dal fantasma default, che sta inghiottendo nelle ultime ore sempre più paesi periferici. Questo perché - spiegano gli esperti della banca francese - "è uno dei paesi meno esposti alla Grecia, con un'esposizione che si limita al 3% su scala europea". Pertanto, a loro avviso, il possibile rischio contagio è una mina difficile da trovare all'ombra del Colosseo: "il rischio su debito sovrano dell'Italia è il più basso dei Paesi periferici a fronte di un rapporto deficit/Pil al 5,3% contro oltre l'11% degli altri Paesi".
 
Gli hedge riducono le posizioni sull’azionario

MILANO (Finanza.com)
Vendono azioni, si mantengono corti sull’euro e puntano sul rialzo delle materie prime energetiche ad eccezione del gas naturale. E’ questo il profilo degli operatori guida del mercato, gli hedge fund, secondo una rilevazione effettuata da Bank of America Merrill Lynch.
In un report pubblicato ieri e raccolto da Finanza.com, la banca d’affari statunitense traccia le linee seguite dai gestori hedge all’ultimo rilevamento disponibile, quello per la settimana conclusasi il 21 aprile scorso.
La banca, che elabora anche il BofA ML Hedge Fund Generals Index, fornisce quindi la visione in assoluto più aggiornata sulle strategie dei fondi hedge, operatori usualmente caratterizzati da un bassissimo grado di apertura nei confronti del mercato e spesso indicati come anticipatori dei trend.
In quest’ottica i segnali che emergono con riferimento alle prospettive dei mercati azionari non sono positivi. I fondi long/short equity, che investono quindi in azioni sia al rialzo che al ribasso, mantengono un saldo netto tra le posizioni lunghe e corte a favore delle prime, ma hanno ridotto la loro esposizione complessiva al mercato a circa il 25 per cento, una soglia nettamente inferiore rispetto alla media storica, che oscilla tra il 35 e il 40 per cento. Gli analisti di BofA Merrill Lynch stimano inoltre che i fondi macro, orientati prevalentemente all’investimento per classi di attivi sulla base di un approccio macroeconomico, abbiano continuato a ridurre la loro esposizione all’azionario Usa per spostarsi sui mercati emergenti. Altre indicazioni sono ricavate dai dati sulle operazioni poste in essere dai grandi operatori speculativi pubblicati dalla Commodity Futures Trading Commission, la commissione statunitense che regola gli scambi sui mercati delle materie prime. Gli hedge, spiegano gli analisti, hanno continuato a vendere future sul Nasdaq 100 e hanno incrementato le posizioni corte in future sull’S&P500 e sull’indice Russell 2000.
Tra le commodity, i gestori hedge hanno aumentato le posizioni lunghe sul crude oil, mentre hanno ulteriormente incrementato le già ampie posizioni al ribasso sul gas naturale. Moderatamente ridotte anche le posizioni rialziste sull’oro, mentre flussi di vendita sono segnalati su argento e platino.
Per finire, lo studio evidenzia che sul mercato valutario i gestori di fondi speculativi hanno ripreso a incrementare le già forti posizioni al ribasso sull’Euro, ma hanno contestualmente anche ridimensionato, seppur di poco, le posizioni lunghe sul dollaro.


maestoso non ti sembra di averla già letta questa?
è solo un'impressione.... probabilmente sbagliata
 
mib

non è un grafico mensile...
è di oggi :eek:
 

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