Tempi non proprio rosei per Meta Platforms, ex Facebook: le vendite che si sono abbattute sul titolo sia prima che dopo la pubblicazione della trimestrale diffusa la settimana scorsa hanno portato la capitalizzazione del gruppo a chiudere la sessione di ieri sotto la soglia di 600 miliardi di dollari, per la prima volta dal maggio del 2020.
Il titolo ha chiuso in calo del 2,1%, portando il valore di mercato del colosso di Mark Zuckerberg a $599,32 miliardi, appena al di sotto della soglia psicologica, che quindi potrà essere facilmente riagguantata.
Un articolo della Cnbc sottolinea tuttavia che per Meta potrebbe essere vantaggioso rimanere sotto i $600 miliardi.
La soglia è infatti proprio quella che deputati della Camera dei Rappresentanti Usa hanno preso come riferimento per stilare un pacchetto di riforme antitrust, volto a intaccare lo strapotere delle Big Tech.
Praticamente, se la capitalizzazione di Meta rimanesse inferiore ai $600 miliardi, il colosso dei social network potrebbe riuscire a evitare una serie di ostacoli che invece le altre Big Tech come Amazon, Alphabet, Apple e Microsoft dovrebbero probabilmente fronteggiare.
Fermo restando che ci vorrà ancora del tempo prima che la proposta diventi legge, una disposizione che potrebbe avere un impatto notevole su Meta è "la Platform Competition and Opportunity Act".
La proposta, inizialmente presentata dai democratici Hakeem Jeffries e Amy Klobuchar, renderebbe più difficile per le società intese come "covered platform" (le piattaforme caratterizzate da un valore di mercato superiore ai $600 miliardi - ma c'è qualcuno che ha proposto che la soglia sia pari ai $550 miliardi) - riuscire a rilevare nuove potenziali rivali.