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PUNTO 1-Banche, costi fallimento su azionisti, creditori- Draghi
Reuters - 02/05/2011 14:00:39 (Aggiunge dichiarazioni Draghi e contesto)
BRUXELLES, 2 maggio (Reuters) - Il nuovo quadro regolamentare europeo sui mercati finanziari dovrebbe includere clausole che facciano ricadere su creditori e azionisti le perdite in caso di fallimento bancario, il cosiddetto "bail-in".
Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial stability board, Mario Draghi, partecipando a Bruxelles a una conferenza sul rafforzamento dei mercati finanziari.
Il candidato più gettonato a sostituire Jean-Claude Trichet come presidente della Banca centrale europea dice di appoggiare l'idea "che i costi dei fallimenti siano sostenuti da azionisti e creditori piuttosto che dal contribuente o dal più generale sistema finanziario". E aggiunge che l'Fsb "sta esplorando opzioni sia contrattuali sia statutarie" per introdurre il bail-in, uno degli aspetti più controversi della imminente riforma bancaria europea.
Il bail-in, infatti, rientra nel più ampio dibattito europeo sull'opportunità di ristrutturare i debiti sovrani in caso di crisi, ipotesi di stretta attualità per la Grecia. Il tema divide banchieri centrali e politici per il potenziale panico che potrebbe scatenare sui mercati un taglio nel valore nominale delle obbligazioni o un allungamento delle loro scadenze.
Draghi affronta anche il nodo del sistema finanziario ombra, l'universo degli intermediari finanziari (hedge fund, banche d'affari e veicoli fuori bilancio) che sfuggono alle regole di vigilanza e, in caso di crisi, possono trasmettere le loro perdite alle banche meglio regolamentate e con maggiori requisiti di capitale.
"La pressione crescente sulle banche ci ha portato a livello nazionale a porre l'attenzione sugli intermediari non regolamentati, il sistema finanziario ombra", dice Draghi, notando però che tra Unione europea e Stati Uniti ci sono differenze su come aumentare la vigilanza verso questi intermediari.
"Il problema di che tipo di hedge fund dovrebbero essere ritenuti banche ombra è visto in un modo qui e in modo differente dall'altra parte dell'oceano", ammette il presidente del Financial stability board.
Draghi chiede maggiore coordinamento ai politici dei diversi paesi perché "la coerenza è centrale" nello sforzo di riformare i mercati finanziari.