btp37
Forumer storico
Libia, Frattini:mandato arresto Gheddafi chiude spazi mediazione
Reuters - 17/05/2011 15:44:55
ROMA, 17 maggio (Reuters) - La richiesta del procuratore Onu di un mandato d'arresto per Muammar Gheddafi e la defezione del ministro del Petrolio libico rendono vano qualsiasi tentativo dei figli del leader libico di negoziare con i ribelli la transizione politica in Libia. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri, Franco Frattini.
"E' importante mantenere la pressione internazionale sul regime. Oggi abbiamo avuto la defezione di (Shokri) Ghanem, che era una personalità nota del regime", ha detto Frattini in una conferenza stampa congiunta con l'omologo egiziano Nabil El Arabi.
Ghanen, presidente della National Oil Corporation, secondo i ribelli ha lasciato Tripoli e una fonte della sicurezza tunisina ha detto oggi che è diretto a Tunisi, mentre un altra fonte lo dava già arrivato nell'isola di Djerba, sempre in Tunisia.
Alla domanda se fosse a conoscenza di contatti tra il figlio di Gheddafi, Said al Islam, e i ribelli per negoziare l'uscita di scena del leader libico, Frattini ha detto di ritenere questa ipotesi ormai irrealistica.
"Il Consiglio nazionale transitorio ci ha detto che non vuole avere contatti né con Gheddafi né con i suoi figli. Mi sembra assai improbabile che Saif possa negoziare una soluzione per la successione del padre, soprattutto dopo che il procuratore della Corte penale internazionale ha chiesto un mandato di arresto per lui, il padre e Abdullah al- Senussi", ha detto il ministro.
"Aspettiamo che la Corte decida sulla richiesta del procuratore, ma il solo fatto che la richiesta sia stata avanzata rende ancor meno probabile l'idea di negoziati segreti".
Frattini ha detto poi di non sapere dove si trovi ora Gheddafi. "Abbiamo sentito che avrebbe lasciato Tripoli e trovato rifugio in un'altra città, ma non c'è nessuna conferma. Non sappiamo dove si trovi, questa è la verità".
"E' importante mantenere la pressione internazionale sul regime. Oggi abbiamo avuto la defezione di (Shokri) Ghanem, che era una personalità nota del regime", ha detto Frattini in una conferenza stampa congiunta con l'omologo egiziano Nabil El Arabi.
Ghanen, presidente della National Oil Corporation, secondo i ribelli ha lasciato Tripoli e una fonte della sicurezza tunisina ha detto oggi che è diretto a Tunisi, mentre un altra fonte lo dava già arrivato nell'isola di Djerba, sempre in Tunisia.
Alla domanda se fosse a conoscenza di contatti tra il figlio di Gheddafi, Said al Islam, e i ribelli per negoziare l'uscita di scena del leader libico, Frattini ha detto di ritenere questa ipotesi ormai irrealistica.
"Il Consiglio nazionale transitorio ci ha detto che non vuole avere contatti né con Gheddafi né con i suoi figli. Mi sembra assai improbabile che Saif possa negoziare una soluzione per la successione del padre, soprattutto dopo che il procuratore della Corte penale internazionale ha chiesto un mandato di arresto per lui, il padre e Abdullah al- Senussi", ha detto il ministro.
"Aspettiamo che la Corte decida sulla richiesta del procuratore, ma il solo fatto che la richiesta sia stata avanzata rende ancor meno probabile l'idea di negoziati segreti".
Frattini ha detto poi di non sapere dove si trovi ora Gheddafi. "Abbiamo sentito che avrebbe lasciato Tripoli e trovato rifugio in un'altra città, ma non c'è nessuna conferma. Non sappiamo dove si trovi, questa è la verità".