

















UNICREDIT ''Ancora più forte nell'Est Europa''
Websim - 04/05/2011 16:30:18 Unicredit scommette sull'Europa centro-orientale. Lo ha detto ieri l'ad Federico Ghizzoni parlando di consolidamento nell'area. Gli fa eco Gianni Franco Papa, suo successore alla guida della divisione Cee (Central East Europe) e vice amministratore delegato di Bank of Austria.
Intervistato da Websim.it, Papa dichiara: "In quell'area cresceremo a ritmi pari o superiori al mercato". Per i Paesi dell'Europa dell'Est gli economisti prevedono un aumento del Pil nel 2011 del 4%, più del doppio rispetto all'Europa occidentale trainata dalla locomotiva tedesca (che dovrebbe crescere dell'1,8%). Una gallina dalle uova d'oro cui difficilmente Unicredit potrà rinunciare: nel bilancio 2010 l'area Cee - 19 Paesi con 3.900 filiali - ha realizzato il 25% dei ricavi del gruppo Unicredit e superava il 50% degli utili operativi. Una cifra "monstre" che riflette una maggiore marginalità delle attività di banca tradizionale.
A cosa è dovuto questo risultato?
"Nell'Europa centro-orientale i margini sono più elevati perché il costo del rischio è più alto, pari a 270 punti base, in calo rispetto alla fine del 2009. Con l'eccezione del Kazakistan e dei Balcani, dove abbiamo registrato delle perdite e avviato misure di ristrutturazione, la divisione Cee è sempre stata profittevole anche nei momenti più acuti della recente crisi economica".
L'ad Federico Ghizzoni ha parlato di consolidamento nel Centro-Est. A fine 2010, in occasione dell'ultimo piano industriale, aveva dichiarato di volervi concentrare sui Paesi in cui Unicredit è leader di mercato...
"L'intenzione del gruppo è incrementare la nostra presenza concentrando gli investimenti in quei Paesi in cui abbiamo posizioni leader o ci sono forti opportunità di crescita. E' il caso, per esempio, della Russia, dove siamo la prima banca straniera con una quota di mercato del 2,3%. Nell'Europa del Centro-est siamo tra i primi cinque player in 12 Paesi e nel piano strategico prevediamo l'apertura di 900 nuove filiali, di cui 300 in Turchia e 300 in Romania. Quanto ai ritmi di crescita, li prevediamo in linea o leggermente superiori all'andamento economico".
L'Europa centro-orientale sta diventando la nuova Eldorado per molte imprese italiane, qual è il ruolo di Unicredit in questo processo di delocalizzazione data la vostra presenza nell'area?
"Uno dei progetti strategici del gruppo è quello di sostenere l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Il nostro obiettivo è diventare tra le prime tre banche corporate in Europa nei processi di cross-boarding".
Quali sono i Paesi maggiormente interessati?
"C'è molto interesse in Serbia, dove abbiamo assistito Fiat per il finanziamento della rete dei concessionari locali, in Turchia, un Paese cresciuto dell'8% e in Repubblica Ceca. In Bulgaria stiamo assistendo un'azienda italiana per lo sviluppo in un impianto fotovoltaico".
www.websim.it