Alla cortese attenzione di Tashtego

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Giovanni Bellini (Venezia, 1428/1438-1516) perseguì con determinazione l’ideale umanistico della fusione tra uomo e natura. Egli tradusse in pittura una visione trascendentale dell’umanità, divinizzata e posta in una sfera ideale, al di sopra della comprensione intellettiva; le sue sacre conversazioni sono composte da santi tangibili ed aderenti alla realtà, che tuttavia non si accostano allo spettatore, anzi, creando una barriera invalicabile tra l’evento sovrannaturale e il pubblico dei fedeli, sottolineano l’irraggiungibilità del mistero. In egual misura, i suoi ritratti tesero a cogliere il carattere intellettuale ed eroico degli effigiati, posti in una dimensione senza tempo, eterne idealizzazioni di un attimo fuggente, che strapparono a Pietro Bembo, suo amico, cantore e committente, i versi “O immagine mia celeste et pura; / Che splendi più che ‘l sol agli occhi miei, / Et mi assembli il volto di colei, / Che scolpita ho nel cor con maggior cura; / Credo che ‘l mio Bellin con la figura/ T’habbia dato il costume ancho di lei: / Che m’ardi, s’io ti miro: et per te sei/ Freddo smalto, cui giunse alla ventura” (Rime, XV, 1530). Tuttavia scorrendo la sterminata letteratura critica si cozza, quasi per caso, in un carme di Bartolomeo Leonico Tomeo, steso ai primi del Cinquecento, i cui primissimi versi narrano che “Quid tibi sors potuit, Belline, parare / Conveniens arti conspicuumque tuae? / Cum puero toto formoso nocte quescis / Qualem non aetas protulit ulla prius / [...]” (Ad Ioannem Bellinum, c. 45; un abbozzo di traduzione potrebbe essere: “Caro Bellini, che cosa di più grande e ragguardevole e adatto alla tua arte avrebbe potuto prepararti il destino? Te ne stai a letto tutta la notte con un bel ragazzo, di quelli che finora nessuna generazione ha prodotto [...]”).
 
1 – Alcool
Rilassando la valvola che collega stomaco ed esofago, l’alcool non permette al corpo di trattenere il cibo dove invece dovrebbe rimanere. In altre parole, è come se il reflusso lo chiamassimo noi stessi.








 
Ultima modifica:
Bevande gasate
Non esiste nulla di più acido e i danni che provoca sulla valvola di cui sopra sono ingenti, senza contare la pressione sullo stomaco causata dai gas
 
Frutta secca
Con il reflusso, non esistono grassi buoni, nemmeno quelli insaturi, che abbondano invece nella frutta secca. Facendo una sorta di classifica, da evitare assolutamente anacardi, noci, nocciole ed arachidi, mentre pistacchi e mandorle non sono poi così male.
 
Formaggio
Come tutti i cibi grassi, andrebbe evitato. Ma se proprio si cede alla tentazione, meglio preferire formaggi a pasta dura come parmigiano o emmenthal, che influiscono meno sul reflusso rispetto a feta o mozzarella (va da sé, quindi, che anche la pizza non sia da prendere in considerazione come snack notturno)
 
Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l'immondezza mestruale.
20 Non peccherai con la moglie del tuo prossimo per contaminarti con lei.
21 Non lascerai passare alcuno dei tuoi figli a Moloch e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
22 Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio. 23 Non ti abbrutirai con alcuna bestia per contaminarti con essa; la donna non si abbrutirà con una bestia; è una perversione.
24 Non vi contaminate con nessuna di tali nefandezze; poiché con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. 25 Il paese ne è stato contaminato; per questo ho punito la sua iniquità e il paese ha vomitato i suoi abitanti. 26 Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni e non commetterete nessuna di queste pratiche abominevoli: né colui che è nativo del paese, né il forestiero in mezzo a voi. 27 Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che vi era prima di voi e il paese ne è stato contaminato. 28 Badate che, contaminandolo, il paese non vomiti anche voi, come ha vomitato la gente che vi abitava prima di voi. 29 Perché quanti commetteranno qualcuna di queste pratiche abominevoli saranno eliminati dal loro popolo. 30 Osserverete dunque i miei ordini e non imiterete nessuno di quei costumi abominevoli che sono stati praticati prima di voi, né vi contaminerete con essi. Io sono il Signore, il Dio vostro.
 

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