Alla cortese attenzione di Tashtego

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Un premio che le è costato la vita. Catherine Cando, studentessa 19enne, era una reginetta di bellezza. Aveva vinto un concorso locale, in Ecuador, che l'aveva incoronata la più bella del reame. Fra i premi anche un trattamento di chirurgia estetica. Cathrine non voleva sottoporsi a nessun intervento, nonostante i giudici durante il defilée le avessero consigliato di perdere peso. Sentiva di non aver bisogno di modificare il proprio corpo.

Tuttavia, stando a quanto dichiarato dal fratello ai media locali, pare che pressioni esterne l'abbiano convinta: "Prima di sottoporsi all'intervento chirurgico, ha ricevuto un sacco di chiamate dal chirurgo, ma lei continuava a dire no. Stava pensando di lasciare che qualcun altro usufruisse dell'omaggio, ma alla fine ha accettato". Ma le conseguenze sono state tragiche. Perché Catherine è morta. "Mi è stato detto che è morta di edema cerebrale", ha detto Carlos Reyes Izquierdo, legale della famiglia. "Ma il personale della clinica ha detto ai suoi genitori che è morta di arresto cardiaco".
 
Macerata agli inizi del 1600 aveva 10000
abitanti e 12 meretrici.
Nel 1616 il vescovo Centini ottenne da Paolo V l'indulgenza dei sette altari per le varie cappelle del duomo di Macerata, (indulgenza che si lucrava allora soltanto in san Pietro in Vaticano) poi con la scusa che la chiesa di san Giorgio era esposta all'aria troppo rigida soppresse la congregazione degli oratoriani, incamerandone i beni.
Il vescovo Centini di famiglia poverissima arricchì rapidamente:
alla morte l'inventario dei suoi beni comprendeva un palazzo ad Ascoli, grandissima quantità di terre e case a Polesio, Castel di Lama e Spinetoli, arazzi, infiniti quadri, grandi casse d'argenti e cuoi impressi.
Aveva soltanto una sorella, massaia rurale, fece assumere al cognato il nome di Centini.
In quegli anni l'accrescersi delle devozioni fu incentivato dalle calamità che si verificarono a Macerata: nel 1622 una grave epidemia influenzale, nel 1625
una forte scossa di terremoto, nel 1627 una grandinata i cui chicchi secondo un cronista pesavano due chili, nel 1630 la peste.
Il nipote Giacomo sperava ardentemente che lo zio salisse al trono papale e avendo interrogato un negromante che gli aveva predetto il pontificato per Centini alla morte di Urbano VIII, si ritirò nella villa di Spinetoli, inziando una serie di pratiche magiche per ottenere la morte del papa, valendosi anche della collaborazione di tre frati,
tali magie si protrassero per due anni
finchè tutto fu scoperto dal Sant'Uffizio:
Giacomo fu decapitato e i frati impiccati.
Nel frattempo Ottavio Costa, Pompeo Compagnoni, Francesco Ricci e Cesare Firmani membri del consiglio comunale maceratese frequentavano con troppa assiduità il monastero di santa Caterina, per questo Centini fu costretto a porre a guardia dei monasteri femminili degli sbirri vescovili, fresco era il ricordo dello scandalo accaduto a Roma dove la maceratese suor Fabia Alaleona nel monastero di Montecitorio aveva nascosto dentro un cassone il suo amante, morto così soffocato.
Centini portava sempre indosso un'immagine della Madonna, inoltre fece sì che il canto nelle funzioni religiose fosse eseguito unicamente dai mansionari, esentando i canonici da un compito che pareva poco decoroso, dopo aver visitato il monastero delle suore di san Vincenzo, sorto grazie a una ricca donazione, ordinò la chiusura dei finestroni del vicino campanile per evitare introspezioni, codificò la leggenda di San Giuliano ospitaliere, sostituendo tale qualifica a quella di martire per poter spostare la celebrazione della festa patronale dal 13 gennaio, giorno della morte del santo, al 31 agosto, più opportuno giorno della nascita.
Pur possedendo un cannocchiale, firmò per primo quale inquisitore più anziano la sentenza di condanna dei principi galileiani poi invitò a Macerata san Lorenzo da Brindisi per liberare due indemoniati...
 
Ha evirato il marito a causa di un tradimento: il fatto già in sé sarebbe abbastanza raccapricciante ma la protagonista non si è fermata qui. Non contenta lo ha seguito in ospedale dove era stato ricoverato per essere sottoposto a un’operazione per riattaccare il membro ed ha concesso il bis evirandolo una seconda volta e gettando il martoriato pene dalla finestra dell’ospedale. Stavolta dell’appendice dell’uomo si è persa ogni traccia.E’ accaduto in Cina. Un portavoce della struttura ha spiegato la scena choc: Probabilmente il membro è stato preso da un cane o da un gatto randagio A scatenare l’ira della donna, la scoperta di una relazione clandestina dell’uomo.
 

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