Alla cortese attenzione di Tashtego

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Sono solo quattro gli italiani che quest'anno siederanno al tavolo dei superpotenti, due in meno rispetto all'anno scorso. E tra questi anche il direttore di RaiNews24 Monica Maggioni. All'incontro annuale del Gruppo Bilderberg, che si terrà a Copenaghen in Danimarca dal 29 maggio all'1 giugno, ci saranno l'ex presidente del Consiglio Mario Monti e l'ex ad e presidente di Telecom Italia Franco Bernabé. Oltre alla Maggioni, c'è anche il presidente della Fiat John Elkann in qualità di new entry (assente l'anno scorso ma non agli appuntamenti precedenti). Mancano all'appello la giornalista Lilli Gruber, i manager Alberto Nagel e Enrico Tommaso Cucchiani e l'imprenditore Gianfelice Rocca, che stavolta non prenderanno parte all'esclusiva conferenza.
 
Soru, al via il processo per evasione fiscale dopo la vittoria a Bruxelles

Prima udienza a Cagliari, con rinvio al 6 novembre, del processo sui 10 milioni di euro che secondo l'accusa sono stati sottratti all'erario in una transazione internazionale tra due società del gruppo Tiscali. Il neo eurodeputato Pd eletto con 182mila preferenze ha accettato di pagare 7 milioni all'Agenzia delle entrate, ma rivendica la propria buona fede


di Monia Melis | 28 maggio 2014Commenti (2)

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Più informazioni su: Elezioni Europee 2014, Evasione Fiscale, PD, Renato Soru, Tiscali.

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Il neo eurodeputato Pd non era presente in aula, a Cagliari, ma in ogni caso il processo non si è nemmeno aperto. Tutto rinviato al 6 novembre per Renato Soru, ex presidente della Regione Sardegna, patron di Tiscali, uno dei più votati d’Italia alle recenti europee, forte delle sue 182.752 preferenze. Deve rispondere di evasione fiscale stimata in 10 milioni di euro, legata a un presunto mancato versamento delle tasse su un’operazione tra Italia e Inghilterra. Un giro di credito e debito tra società con la stessa proprietà, un flusso di denaro che non sarebbe stato dichiarato né al fisco italiano né a quello inglese.
La vicenda riguarda appunto un passaggio di denaro, esattamente 27,5 milioni di euro, tra la società Andalas Ltd (al 100 per cento di Soru – come da lui dichiarato alla Consob) con sede a Londra, e Tiscali Finance, società del gruppo con sede a Lussemburgo. Tutto succede nel 2004, secondo le indagini della Guardia di finanza, coordinate dal pm Andrea Massidda a partire dal 2010, poi i soldi sarebbero stati restituiti nei successivi cinque anni con tanto di interessi maturati. Indagini partite anche grazie a un servizio andato in onda su “Anno Zero”, in una puntata in cui Michele Santoro che si occupava delle attività di operatori italiani all’estero.
Per l’ex governatore, difeso dai legali Giorgio Macciotta e Carlo Pilia, si è trattato di una operazione “per la quale mi era stata assicurata l’assoluta neutralità fiscale”. Ma per gli inquirenti Andalas Ltd è una scatola vuota, una società inattiva con capitale due sterline, a sua volta controllata da Mediacom ltd – sempre di proprietà di Soru – con sede nelle Isole Vergini Britanniche, paradiso fiscale inserito nella black list europea. Secondo la relazione della Guardia di Finanza, riportata dal quotidiano l’Unione Sarda, rientra nel novero “delle società esterovestite mediante il ricorso a professionisti specializzati del settore, che forniscono fittizie domiciliazioni mediante il ricorso a meri prestanome”. Una ricostruzione dettagliata,quella delle Fiamme Gialle, confermata anche da Luciano Quattrocchi, consulente incaricato dalla Procura di Cagliari di esaminare il Gruppo Tiscali.
In ogni caso nel dossier della Finanza si precisa che nei bilanci di Andalas tra il 2005 e il 2009 non c’è traccia del prestito a Tiscali Finance, né degli interessi attivi. E, sempre secondo quanto riporta il quotidiano sardo, la società aveva al momento lo stesso indirizzo a Londra, 27 di Holywell Row – della Ashroft Cameron, company che si occupa della creazione di altre società nate apposta per ricevere capitali all’estero.
Del caso Tiscali-Andalas si è occupata anche l’Agenzia delle entrate e Soru, pur ribadendo la sua assoluta buona fede, ha trattato. La partita in questo senso è già chiusa. L’accordo prevede il pagamento di 7 milioni di euro in tre anni, a settembre 2012 la firma dell’adesione alla contestazione. Anche se l’ex governatore, in una lunga nota su Facebook, ha comunque reso pubblica la sua versione dei fatti. Così aveva scritto: “Pago ingiustamente. Per un’operazione societaria effettuata nell’esclusivo interesse della società e del suo futuro, attraverso la quale ho di fatto rinunciato alla piena tutela dei miei interessi, e per la quale mi era stata assicurata l’assoluta neutralità fiscale. Errata interpretazione non certo volontà, da parte mia, di non adempiere ai miei doveri fiscali.
 
Per questo studio, pubblicato su Diabetes Care, i ricercatori dell’SPHHS hanno reclutato dieci persone con un’età minima di 60 anni. Tutti i soggetti erano in buona salute, ma a rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 per via dei livelli di zucchero nel sangue a digiuno più elevati del normale, e di un’insufficiente attività fisica.
La scelta di soggetti anziani è stata dettata dalla constatazione che questi possono essere particolarmente suscettibili ai disturbi nel controllo dello zucchero nel sangue dopo i pasti a causa di insulino-resistenza nei muscoli e anche a causa di una secrezione di insulina lenta o bassa da parte del pancreas – spiegano gli autori – per cui si presentano con un campione di popolazione particolarmente rappresentativo. Una glicemia alta dopo il pasto è un fattore di rischio chiave per la progressione di una ridotta tolleranza al glucosio (pre-diabete), il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari.

«Questi risultati sono una buona notizia per le persone tra i 70 e gli 80 anni – spiega studio Loretta DiPietro, presidente del Dipartimento SPHHS di Scienze Motorie e principale autore dello studio – che possono sentirsi in grado di impegnarsi in attività fisica intermittente su una base quotidiana, soprattutto se le brevi passeggiate possono essere combinate con l’esecuzione di commissioni o passeggiate con il cane. Le contrazioni muscolari connesse con le brevi passeggiate erano immediatamente efficaci nell’ottundere gli aumenti post-pasto di zucchero nel sangue potenzialmente dannosi e comunemente osservati nelle persone anziane».

Secondo la dottoressa DiPietro, questi risultati, se confermati da ulteriori ricerche, potrebbero portate a una efficace ed economica strategia preventiva per il diabete di tipo 2, a seguito di una condizione pre-diabetica. Sono molte le persone che si trovano in una condizione di pre-diabete senza saperlo, fa notare la ricercatrice. Questa situazione è l’anticamera del diabete stesso, e poter prevenire spesso è la soluzione migliore e più efficace.

l risultati dello studio hanno mostrato che il momento migliore per andare a fare una passeggiata è stato dopo il pasto serale. L’aumento della glicemia che si verifica dopo la cena è il più rilevante della giornata, e spesso dura tutta la notte e il primo mattino. Tuttavia, questo processo è stato frenato in modo significativo e velocemente quando i partecipanti hanno iniziato a camminare sul tapis roulant.

Lo studio va in controtendenza con quelle che sono in genere le abitudini delle persone. La sera, infatti, si tende a cenare e poi rilassarsi magari di fronte alla Tv, piuttosto che uscire a fare due passi.
«Questa è la cosa peggiore che si possa fare – sottolinea DiPietro – Aspettiamo invece che il cibo sia digerito un po’ e poi usciamo e muoviamoci». Insomma, spesso basta dedicare davvero poco tempo per prevenire malattie che, invece, rischiano di accorciare il nostro tempo di permanenza su questo pianeta.
 
La banca non mi permette di chiudere il conto corrente in quanto è collegato con un conto titoli contenente un titolo in default.
Dice che può chiudermi il conto solo se accetto di trasferire questo titolo in un nuovo conto corrente (anche di altre banche), perchè il sistema non gli permette di venderlo a zero.
Prova ad informarsi ma mi posticipa la soluzione (già da 3 mesi) ad oggi ha detto che non ce ne sono al di fuori del trasferimento ed i conti, corrente e titoli sono aperti e il primo aggravato da le spese ordinarie di bollo. La pratica di chiusura con la relativa consegna di carte e documenti di trasferimento degli addebiti sono state effettuate a fine dicembre.
Che alternative ci possono essere?
Roberto, da Caneva

Risposta:
Riguardo il dossier, deve necessariamente cedere a qualcuno il titolo oppure spostarlo altrove. Alcuni istituti vengono incontro al cliente immettendo i titoli in uno specifico dossier o anche azzerando le spese, ma non è un obbligo. Anche sul conto corrente potrebbero venirle incontro, come minimo appoggiando il rapporto ad un libretto che costa meno o anche azzerare le spese.
 

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