Alla cortese attenzione di Tashtego

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Jacques Lacan suddividerà questo agente (agency) in due parti: definendo l'Ideale dell'Io come Nome-del-padre/Grande Altro (in inglese: Big Other), un concetto molto simile all'orwelliano Grande Fratello (Big Brother): lo sguardo onnivedente dell'ordine socio-simbolico, l'Alterità verso cui il soggetto fonda il suo desiderio, sempre disatteso perchè basato su una mancanza. Il Nome-del-padre di Lacan ha però il suo lato osceno, e si esprime con quello egli nel Discorso ai Cattolici chiama “Il padre Reale” (e Žižek rielabora in Padre del godimento). Il superego allo stato puro è “questo stesso agire nel suo aspetto vendicativo, sadico e punitivo […] l'agente crudele e insaziabile che mi bombarda di richieste impossibili […] e per cui più provo a reprimere i miei sforzi peccaminosi, più sono colpevole ai suoi occhi”(Žižek, Leggere Lacan, p.98). Per Lacan il superego è strettamente legato all'inconscio, poiché diventa “l'identificazione che sommergiamo di rimproveri in noi stessi” (Discorso ai cattolici, p.76). Secondo questa teoria, dietro ad un processo guidato da un apparato di potere, c'è sempre un buco nero di godimento insaziabile. Nel film/saggio The Pervert's Guide To Cinema, Žižek cita come esempio un cartone Disney del 1935 intitolato Pluto's Judgment day.





Il superego (il tribunale staliniano dei gatti) mette in scena il “processo farsa” sotto forma di musical, trasformando l'applicazione della legge (la condanna a morte di Pluto) in un carnevale dionisiaco di puro godimento. La tragedia si consuma attraverso la farsa, il riso - a 33 anni da Il Nome della Rosa - è a servizio del potere.



Il radicamento del superego nelle dinamiche di desiderio/godimento popolare, permette a Grillo di superare Berlusconi, attraverso la non-occupazione della poltrona (il posto dell'autorità socio-simbolica occupata da B. durante il suo ventennio). Infatti Grillo non è un leader, bensì un “garante”. Ma cos'è che garantisce? Poichè la poltrona del leader è vacante, egli garantisce al “cittadino qualunque” di occuparla in maniera transitoria. Come sottolinea Giuliano Santoro in questa intervista su Giap, Grillo è populista poiché attraverso la sua non-candidatura “è come se tutti i candidati fossero Grillo”, dando voce e corpo al “capitale di rabbia” del popolo anti-Casta. Beppe Grillo è un Grande Altro superegogico, il padre del godimento post-berlusconista. La sua voce è oscena (“Vaffanculo!”), militare (“Siamo in guerra”), lussuriosa (“Sarà un piacere”): è il clown shakespeariano, il becchino dal naso rosso.


http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4909439015004404344Oltre alla celebre trasposizione filmica di IT (Tommy Lee Wallace) e Joker (Tim Burton, Christopher Nolan), il regista che più di tutti si è occupato dei risvolti psicotici e perturbanti del clown è lo spagnolo Alex De La Iglesia. Balada Triste De Trompeda (2010, Leone d'argento a Venezia) è un ottimo esempio di come la maschera clowneresca possa ad un certo punto letteralmente “fondersi” con quella del mostro psicotico. Il film è un horror/action/melodrama ambientato nel periodo della spagna franchista, che vede due clown, Javier (payaso triste) e Sergio (payaso tonto), contendersi l'amore di Natasha, la trapezista del circo in cui lavorano. Dopo aver sfigurato Sergio in preda alla gelosia, Javier si dà alla macchia fino a quando non viene catturato dall'entourage di Francisco Franco (superego spagnolo par exellance). Costretto a servire il colonnello in qualità di “cane da caccia”, Javier opera su se stesso un'ultima, disperata “vestizione” da clown: usa soda caustica per decolorarsi il viso, un ferro da stiro rovente per arrossare guance e labbra e una lama affilata per contornarsi le sopracciglia. Ciò che ne esce è una sorta di Papa-melodrammatico che semina il panico in città nel folle tentativo di riconquistare Natasha. Quando lei sceglie di tornare con Sergio, De La Iglesa fa irrompere nella vicenda l'attentato dell'ETA che uccide Carrero Blanco. Potere politico e melodramma, clownerie e violenza, o per dirla alla Deleuze: “non siamo noi a fare il cinema, è il mondo che ci appare come un brutto film”.





Padre della Legge e Padre del godimento rappresentano due facce di un unico centro di potere: quando entrambe le facce sublimano, ciò che ne deriva non è equilibro, bensì orrore, buco nero, fascistizzazione emotiva.
 
Dopo la battuta sul dirigente della Juve Marotta – che per chi non lo sapesse è strabico – pronunciata al termine dell’assemblea di Lega: “Il problema con Marotta è che con un occhio gioca a biliardo e con l’altro segna i punti”, la domanda è: cosa farà Lotito per alzare ancora l’asticella? Commenterà l’attesa sentenza sull’omicidio-Pistorius dicendo: “Ben gli sta: dovrebbe sapere che anche le bugie hanno le gambe corte”, oppure più banalmente si unirà fra 7 giorni ai tifosi giallorossi in Juventus-Roma per intonare i cori: “La mamma di Marotta è Polifema” e “Ma dove ***** guarda Marotta / Oh oh oh”?

Le assemblee di Lega, con lui a furoreggiare nell’aula, assomigliano ormai a vere e proprie corride con Juve, Roma e Napoli nei panni del toro da infilzare e lui, Lotito, matador che al confronto Joselito e Manolete erano delle pippe. “Io onnipresente? Io onnipotente? È una leggenda metropolitana – ribatte lui –. La verità è che dormo poco e questo determina la mia capacità di essere sempre su tutte le palle”.
 
l'introduzione anglo-italiana ieri di Michele Santoro al debutto di Servizio Pubblico verrà ricordata a lungo soprattutto per decidere se quando ha detto "The Table Is On The Pen" era voluto o si è fatto tradire dall'entusiasmo.
 
Il consiglio di amministrazione della Fondazione Carige, riunitosi ieri pomeriggio, ha ratificato il documento elaborato dalla Commissione Statuto che prevede un dimezzamento dei compensi dei consiglieri dal 1° ottobre 2014 e, con l’entrata in vigore del nuovo Statuto, dal 2016 un dimezzamento anche del numero dei componenti.
La delibera è stata approvata «con un largo consenso - ha spiegato il presidente della Fondazione, Paolo Momigliano - a dimostrazione di una grande responsabilità da parte di tutti i consiglieri.

BANCA CARIGE
La Fondazione deve ridurre i costi di gestione in relazione alla ridotta capacità erogativa. Già nel 2015 arriveremo a un dimezzamento dei costi di funzionamento dell’Ente, con un risparmio di circa 700 mila euro. Dalla metà del 2016, poi, quando il nuovo Statuto produrrà i suoi effetti, avremo un altro risparmio di circa 230 mila euro grazie al dimezzamento anche del numero dei consiglieri».
 

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