Alla cortese attenzione di Tashtego

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S’arma Napoli a gara alla difesa
De’ maccheroni suoi; che a’ maccheroni
Anteposto il morir, troppo le pesa.
E comprender non sa, quando son buoni,
Come per virtù lor non sien felici
Borghi, terre, provincie e nazioni.
Che dirò delle triglie e delle alici?
Qual puoi bramar felicità più vera
Che far d’ostriche scempio infra gli amici?
Sallo Santa Lucia, quando la sera
Poste le mense, al lume delle stelle,
Vede accorrer le genti a schiera a schiera,
E di frutta di mare empier la pelle.
Ma di tutte maggior, piena d’affanno,
Alla vendetta delle cose belle
Sorge la voce di color che sanno,
E che insegnano altrui dentro ai confini
Che il Liri e un doppio mar battendo vanno.
Palpa la coscia, ed i pagati crini
Scompiglia in su la fronte, e con quel fiato
Soave, onde attoscar suole i vicini,
Incontro al dolor mio dal labbro armato
Vibra d’alte sentenze acuti strali
Il valoroso Elpidio; il qual beato
Dell’amor d’una dea che batter l’ali
Vide già dieci lustri, i suoi contenti
A gran ragione omai crede immortali.
Uso già contro il ciel torcere i denti
Finchè piacque alla Francia; indi veduto
Altra moda regnar, mutati i venti,
Alla pietà si volse, e conosciuto
Il ver senz’altre scorte, arse di zelo,
E d’empio a me dà nome e di perduto.
E le giovani donne e l’evangelo
Canta, e le vecchie abbraccia, e la mercede
Di sua molta virtù spera nel cielo.
Pende dal labbro suo con quella fede
Che il bimbo ha nel dottor, levando il muso
Che caprin, per sua grazia, il ciel gli diede,
Galerio, il buon garzon, che ognor deluso
Cercò quel ch’ha di meglio il mondo rio;
Che da Venere il fato avealo escluso.
Per sempre escluso: ed ei contento e pio,
Loda i raggi del dì, loda la sorte
Del gener nostro, e benedice Iddio.
E canta, ed or le sale, ed or la corte
Empiendo d’armonia, suole in tal forma
Dilettando se stesso, altrui dar morte.
Ed oggi del suo duca egli su l’orma
Movendo, incontro a me fulmini elice
Dal casto petto, che da lui s’informa.
Bella Italia, bel mondo, età felice,
Dolce stato mortal! grida tossendo
Un altro, come quei che sogna e dice;
A cui per l’ossa e per le vene orrendo
Veleno andò già sciolto, or va commisto
Con Mercurio ed andrà sempre serpendo.
Questi e molti altri che nimici a Cristo
Furo insin oggi, il mio parlare offende,
Perchè il vivere io chiamo arido e tristo.
E in odio mio fedel tutta si rende
Questa falange, e santi detti scocca
Contra chi Giobbe e Salomon difende.
Racquetatevi, amici. A voi non tocca
Delle umane miserie alcuna parte;
Che misera non è la gente sciocca.
Nè dissi io questo, o se pur dissi, all’arte
Non sempre appieno esce l’intento, e spesso
La penna un poco dal pensier si parte.
Or mia sentenza dichiarando, espresso
Dico, ch’a noia in voi, ch’a doglia alcuna
Non è dagli astri alcun poter concesso.
Non al dolor, perchè alla vostra cuna
Assiste, e poi su l’asinina stampa
Il piè per ogni via pon la fortuna.
E se talor la vostra vita inciampa,
Come ad alcun di voi, d’ogni cordoglio
Il non sentire e il non saper vi scampa.
Noia non puote in voi, ch’a questo scoglio
Rompon l’alme ben nate; a voi tal male
Narrare indarno e non inteso io soglio.
Portici, San Carlin, Villa Reale,
Toledo, e l’arte onde barone è Vito (*),
E quella onde la donna in alto sale,
Pago fanno ad ogni or vostro appetito,
E il cor, che nè gentil cosa, nè rara,
Nè il bel sognò giammai, nè l’infinito.
Voi prodi e forti, a cui la vita è cara,
A cui grava il morir; noi femminette,
Cui la morte è in desio, la vita amara.
Voi saggi, voi felici: anime elette
A goder delle cose: in voi natura
Le intenzioni sue vede perfette.
Degli uomini e del ciel delizia e cura
Sarete sempre, infin che stabilita
Ignoranza e sciocchezza in cor vi dura:
e durerà, mi penso, almeno in vita.
 
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L’obiettivo era la lussuosa villa, a Brembo di Dalmine, di un capo rom con una lunga carriera da truffatore alle spalle. I rapinatori volevano arrivare probabilmente a una cassaforte, e per muoversi con calma si sono presentati fuori dall’abitazione indossando divise da Finanzieri. Un travestimento per tutti? Non proprio: uno dei quattro banditi in azione martedì sera è davvero un uomo delle Fiamme Gialle, in servizio al comando provinciale di Como, finito in arresto insieme a tre complici. La banda di rapinatori, riferisce la Procura di Bergamo, ha raggiunto Dalmine su un’auto alla quale era stata sostituita la targa. Sia la vettura sia la targa sono poi risultate rubate. I dettagli di quanto accaduto martedì non sono ancora noti. Tra le ville di Brembo di Dalmine, zona residenziale, c’erano appostati i carabinieri della compagnia di Milano Duomo, intervenuti forse nell’ambito di un’inchiesta più ampia, già in corso, o probabilmente per stroncare un movimento di un gruppo di malviventi, che avevano intercettato nel loro territorio di competenza mentre lavoravano su altri fronti. I militari - quelli con le fiamme d’argento sul cappello - hanno fatto centro. Di fronte alla villa di Ratko Dragutinovic, rom nato in Croazia ma ormai di cittadinanza italiana, hanno visto comparire un’auto della Guardia di Finanza, dalla quale sono scesi quattro uomini in divisa. I finanzieri, uno vero e gli altri tre mascherati, hanno suonato al citofono, probabilmente fingendo di dover notificare un atto a Dragutinovic, che non era in casa. Il cancello - secondo indiscrezioni - è stato aperto da una donna di servizio che si trovava nell’abitazione. E quando si sono trovati di fronte a lei gli «uomini delle Fiamme Gialle» hanno estratto le armi.


Sarebbe scattato a quel punto il blitz dei carabinieri di Milano, nascosti dietro la villa del capo rom. Quattro in manette, per scoprire poche ore più tardi che uno degli arrestati era davvero un finanziere in servizio (il tutto nella stessa giornata in cui - sembra solo una coincidenza - la squadra mobile di Palermo ha arrestato quattro banditi che si travestivano per i colpi, anche loro da Finanzieri). Il pubblico ministero di Bergamo Maria Cristina Rota ha chiesto la convalida degli arresti, per il gruppo in azione a Dalmine: sembra che dietro il blitz dei militari di Milano possa esserci un traffico d’armi, ma è un’indiscrezione non certa. L’obiettivo, inoltre: nella casa di Dragutinovic i tre malviventi e il finanziere loro complice erano convinti di trovare molti soldi. Il capo rom, autore anche di un libro sulla sua famiglia, in passato si era già vantato di aver iniziato a commettere truffe a 11 anni.
 
Che lo sport aiuti a dimagrire e a mantenere il cuore in forma, è oramai assodato. Ma che potesse addirittura aiutare a combattere il malessere mentale e a sollevare l'umore potrebbe essere una scoperta rivoluzionaria. Stando all'ultimo studio fatto sull'argomento, condotto dai ricercatori di Regno Unito e Canada e pubblicato su Jama Psychiatry, pare che le persone che nella maggiora parte della loro vita sono state più attive fisicamente, hanno meno probabilità di ammalarsi e di sviluppare sintomi depressivi nell'età adulta.
Dov'è la rivoluzione? Nel fatto che lo studio è durato oltre 50 anni ed è stato condotto su un numero di persone molto alto, circa 11mila, nate nella stessa settimana di marzo del 1958. I volontari hanno risposto alla domanda su quante volte si sono allenati in media a settimana in 4 periodi della loro vita: quando avevano 23, 33, 42 e 50 anni. In concomitanza è stato testato l'insorgere dei sintomi depressivi standard come umore depresso, stanchezza, irritabilità e ansia.
Nelle diverse fasi di vita, coloro che si sono dedicati a un'attività fisica costante hanno avuto anche un minor numero di sintomi depressivi. Di più, coloro i quali hanno mostrato un'attività fisica crescente, hanno beneficiato lo stesso dei risultati, riportando meno malesseri mentali nell'età in cui hanno incrementato l'allenamento. I partecipanti alla ricerca hanno dimostrato un rischio minore del 19% di incorrere in fenomeni depressivi se impegnati un una qualsiasi attività sportiva. I risultati si aggiungono a precedenti studi che hanno trovato associazioni simili tra esercizio fisico e tassi di depressione più bassi tra le persone più giovani e più anziane. Scrivono gli autori: "La ricerca suggerisce l’importanza di promuovere, da parte dei medici, l’attività fisica come parte integrante di una terapia al fine di combattere la depressione e le più comuni patologie".
 
Una ragazza audace entra in un sexy shop. Guarda titubante gli articoli e poi si reca alla cassa e chiede: "Salve, vorrei un paio di reggicalze di pelle, una frusta e quel vibratore rosso che c'e' dietro la cassa" Il cassiere risponde: "Beh signorina... per il reggicalze e la frusta non c'e' nessun problema, ma per l'estintore...."
 

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