Banca d'Italia: si giudichi prima di tutto dalla trasparenza

giuseppe.d'orta

Forumer storico
La nomina di Mario Draghi alla carica di Governatore della Banca d'Italia sta riscuotendo consensi quasi unanimi dal mondo politico, imprenditoriale e finanziario.

Indubbiamente il curriculum lascia ben sperare ed anche la prima mossa annunciata dai giornali (quella di diminuirsi lo stipendio riportandolo al livello degli altri governatori europei) sembra andare nella direzione giusta.

A nostro avviso, comunque, il giudizio sul governatore dovrebbe essere sospeso almeno fino all'introduzione delle prime riforme dello statuto della Banca d'Italia in modo particolare in materia di trasparenza e collegialità delle decisioni.

Il famoso articolo 19 del ddl del risparmio, al comma 4, stabilisce il seguente principio: "La Banca d’Italia, nell’esercizio delle proprie funzioni e con particolare riferimento a quelle di vigilanza, opera nel rispetto del principio di trasparenza, naturale complemento dell’indipendenza dell’autorità di vigilanza."
In tema di trasparenza ricordiamo che, fino ad oggi, se un semplice risparmiatore scrive alla Banca d'Italia chiedendo qualunque genere d'informazione, l'immancabile risposta, tradotto dal burocratese, è: "non ci rompere le scatole".

Stabilire un nuovo rapporto, anche comunicativo, con i risparmiatori potrebbe essere una "piccola", ma significativa, innovazione che contribuirebbe a ripristinare la fiducia, ormai svanita, nell'istituzione.

1135950471bankitalia-fotoemblema-.jpg
 
Re: Banca d'Italia: si giudichi prima di tutto dalla traspar

Non sapevo della autodecutazione dello stipendio.
Veramente un buon inizio complimenti al nuovo Governatore.

Intanto Fazio (qui in un art. di oggi su Rainws 24) non ha nemmeno il buon gusto di starsene zitto.


Bankitalia. Fazio: Draghi e' il mio opposto, banche in pericolo.

"Mario Draghi è molto competente. Ma fino a ieri ha lavorato per una banca d'affari. Rappresenta quegli interessi che io ho sempre combattuto". Questa, secondo quanto riportato da Repubblica, Corriere della Sera e Stampa, l'amarezza dell'ex Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, per la nomina a Palazzo Koch di Mario Draghi.

"Draghi - avrebbe confidato Fazio ai suoi congiunti ed amici - ha sempre fatto scelte che sono coincise con gli interessi dei gruppi internazionali e la sua provenienza si commenta da sola. L'istituto deve difendere l'economia italiana dagli attacchi dall'estero. Le nostre banche non hanno la forza per resistere alle scalate. La regolazione del mercato è fondamentale. Noi abbiamo agito correttamente. Se Draghi non farà altrettanto, il sistema bancario italiano è a rischio".[/b]
 
Ma siete così sicuri che Fazio non abbia ragione?
Guarda caso il fatto che Fazio governasse a modo suo Bankitalia non ha dato fastidio fino a quando le banche d'oltralpe hanno incominciato ad interessarsi della provincia meridionale dell'Europa.
Come sempre la storia giudicherà l'operato degli uomini, ma attenti ai facili moralismi.
 
Molto più semplicemente Fazio ha solo sbagliato a fidarsi di quei simpaticoni di politici che governano l'italia. Si è accordato con loro per mantenere "l'italianità" delle banche facendo loro spartire il bottino; ma poi è saltato fuori l'inghippo ed i politici han scaricato tutte le colpe su di lui.
Il più visibile e sacrificabile dei capri espiatori; ma non vi preoccupate per lui: le ricompense, già ricevute e da ricevere, non gli saranno mancate.
Sul fatto che si rischi di essere terra di conquista, nessun dubbio. Ma non da ora; già da molto tempo, direi. Da soli non sapremmo andare da nessuna parte. Appena ci fanno "Bu!" sbianchiamo.....
 
Sono completamente d'accordo con paperino che Fazio è il capro espiatorio della situazione, ma mi auguto solo (ingenuamente?) che non sia solo l'inizio di un'apertura del nostro sistema bancario e finanziario.

Non riesco a capire perché da una parte ci lamentiamo sempre di "come vanno le cose qui in Italia" e dall'altra abbiamo paura quando gruppi esteri fanno investimenti nel nostro paese.

A me personalmente non importa un'accidente che a capo di questa o di quella banca ci sia un americano, un indiano un napoletano o un bergamasco. Mi importa che queste siano persone capaci, abbastanza oneste, che facciano le condizioni migliori per i propri clienti e le scelte giuste per i propri soci.

L'unico mercato finanziario degno di nota a livello mondiale in Europa è Londra, questo anche per la sua apertura agli investitori stranieri.
 
io credo che la concorrenza faccia bene a tutti,
speriamo che gli eventuali aggregatori esteri non si adeguino ai costi dei cc italiani..........

per il resto, fazio, fiorani, la moglie di fazio, consorte e ricucci e compagnia bella facciano parte di un marciume generalizzato che mira ai soldi con truffe più o meno legalizzate.

parere mio naturalmente......
 
Ops...

Informandomi meglio sul nostro nuovo governatore guarda che ti trovo...

Da "Il Tempo" di Venerdì 30/12/2005

La profezia di Geronzi: «Salvate quel piede»

Il caldo agosto di Draghi. E ora si decurta lo stipendio: 350mila euro, come gli altri Governatori
Il futuro Governatore si ruppe un arto e il patron di Capitalia chiese di curarlo al meglio: «Gli servirà per salire a Palazzo Koch»
di FABRIZIO DELL’OREFICE È STATO un agosto caldo quello appena passato quello di Mario Draghi. Mentre sui giornali infuria già la guerra delle banche e delle scalate, il vice chairman di Goldman Sachs International è in vacanza nelle placide acque della Sardegna sulla barca di Cesare Geronzi, patron di Capitalia. Draghi è al mare, decide di farsi una nuotata, s’arrampica su uno scoglio, conquista la vetta. Poi scivola sullo sperone di roccia e con un piede, il destro, finisce su una pietra appuntita e si taglia. Un taglio profondo, esce sangue. Tanto sangue. Sangue ovunque che sprizza sullo scoglio. Draghi prova a curarsi immergendo il piede in mare e il risultato è che l’acqua di Porto Cervo s’imbrunisce di liquido rosso. Arrivano i soccorsi, l’ex direttore generale del Tesoro viene ricondotto a bordo e subito medicato. Geronzi si preocupa e, profeticamente come suo solito, si lascia scappare poche parole: «Curate quel piede come si deve, Mario deve camminare bene per quando entrerà a Palazzo Koch». I presenti lo guardano con aria interrogativa. E Cesarone aggiunge: «Appena sarà possibile, è ovvio». Certo non sarà il bacio in fronte (telefonico) di Fiorani a Fazio, ma quelle cure al piedino di Mario Draghi hanno segnato quest’estate. Perché l’allievo di Federico Caffè si sta preparando. Eccome se si stava preparando. Il 14 agosto, Rutelli e Fassino, in due interviste, si sputano in faccia veleno. Fa caldo. Sui quotidiani imperversano le intercettazioni telefoniche la cui pubblicazione ha già fatto infuriare il premier Berlusconi. È la vigilia di Ferragosto, Villa Certosa, la villa bunker del Cavaliere a Porto Cervo, è inaccessibile e anche agli sguardi indiscreti sfugge proprio la visita di Draghi che arriva a bordo di una macchina scura. Vede il Cavaliere, i due si parlano, si conoscono da molto tempo. Ma non sono amici e cominciano a stringere un’alleanza. La temperatura è alta. È una estate di fuoco. A Porto Cervo, in un bar, s’incrociano Montezemolo e Ricucci, i duellanti. L’immobiliarista romano scherza con il presidente di Fiat: «Ahò, me stai a massacrà». E mentre si combatte, le diplomazie già trattano la grande Yalta finanziaria, la spartizione di poltrone e seggiole del «dopo». Quel che resterà in piedi. E Draghi punta proprio sulla silenziosa trattativa, delle barche, del fluido dondolare delle onde. Non è nuovo a iniziative del genere. Anzi, lui - romano doc - che è un amante della montagna, ha più volte sfruttato il richiamo marino per gli affari. Capitò così il 2 giugno del 1992 Draghi organizzò una minicrociera nel Tirreno (partenza da Civitavecchia) a bordo del «Britannia», allora ancora di proprietà della regina d’Inghilterra. Sulla nave salirono cento vip, grandi imprenditori e banchieri ai quali venne presentato il «pacchetto Italia», il primo giro di grandi privatizzazioni nel nostro Paese. E agli scettici businessman inglesi, Draghi spiegò: «Stiamo per passare dalle parole ai fatti». E che aveva ragione se ne accorsero in tanti, come la Goldman Sachs che si aggiudicherà parte del patrimonio immobiliare ex Ina e quello di Eni. Sarà un caso, ma proprio alla merchant bank londinese andrà a lavorare Draghi, con uno stipendio dorato da circa dieci milioni di euro. Per accettare l’incarico di Governatore della Banca d’Italia ha annunciato che si decurterà lo stipendio. Il suo appannaggio sarà anche più basso di quello di Fazio e sarà in media con quelli degli altri governatori europei: 350mila euro l’anno. Certo, un bel salto per Mario, compagno di scula di Luca Cordero di Montezemolo e di Gianni De Gennaro. La sua vita è tutta corsi e ricorsi, uomini che appaio e scompaiono. Sono passati tanti anni da quando si laureò con Caffè. E poi faceva la fila per parlare con Franco Modigliani che lo ricevette interrompendo un colloquio con l’allora Governatore di Bankitalia, Guido Carli. Era il ’76. Poi gli studi all’estero e il ritorno in Italia. Nel ’83 è consigliere economico del ministro del Tesoro, poi diventa direttore esecutivo della Banca Mondiale. È il 1990 quando arriva a Palazzo Koch come consigliere del governatore, che allora era Carlo Azeglio Ciampi che ieri gli ha affidato lo stesso incarico. L’anno dopo diventa direttore generale del ministero del Tesoro nominato da Guido Carli. Vedrà passare sopra di lui uan sfilza di ministri, quelli dei governi Andreotti, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, D’alema, ancora Amato e ancora Berlusconi. Ha resistito a ogni condizione meteo della politica. Ora, il lavoro più duro.

Draghi amico di Geronzi, mi piace molto meno.
:down: :down: :down: :down: :down:
 
gastone ha scritto:
speriamo che gli eventuali aggregatori esteri non si adeguino ai costi dei cc italiani..........

ABN ha già detto che non farà guerra dei prezzi...mica scemi!

Se comprano banche italiane è perché vogliono magnare pure loro come le altre banche.
 
giuseppe.d'orta ha scritto:
gastone ha scritto:
speriamo che gli eventuali aggregatori esteri non si adeguino ai costi dei cc italiani..........

ABN ha già detto che non farà guerra dei prezzi...mica scemi!

Se comprano banche italiane è perché vogliono magnare pure loro come le altre banche.
l’ex governatore e il suo successore
Fazio contro Draghi, è giallo
Tre quotidiani innescano la polemica: «Rappresenta gli interessi che ho sempre combattuto». Poi la smentita

Indiscrezioni, polemiche, smentite. É iniziato così il nuovo anno per l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio ancora in attesa di una nuova stanza a Villa Huffer, di fronte a Palazzo Koch dove, ad oggi, ha ancora sede il suo ufficio. Secondo indiscrezioni riportate da tre quotidiani nazionali, Corriere della Sera , la Repubblica, la Stampa all’ex numero uno di via Nazionale, la nomina di Mario Draghi al posto suo non sarebbe proprio andata giù. «É molto competente - sembrava avesse detto Fazio . Ma fino a ieri ha lavorato per una banca d’affari. Rappresenta quegli itneressi che io ho sempre combattuto», avrebbe confidato a chi nei giorni scorsi lo aveva avvicinato per fargli gli auguri di buon anno. Parole che hanno suscitato un gran scalpore nel mondo politico e nel mondo finziario, ma che, dopo meno di 24 ore sono state smentite proprio dal diretto interessato. Mario Draghi «ha elevate qualità professionali» e guiderà la Banca d’Italia «nell’interese del paese», ha detto Fazio sottolineando che «le frasi, addirittura virgolettate, le considerazioni, i concetti attribuitimi da alcuni quotidiani sul governatore della Banca d’Italia Mario Draghi sono - ha evidenziato l’ex governatore- inventati, mai pronunciati, privi di ogni, anche indiretto, fondamento. Con Draghi - ha aggiunto - ha avuto una lunga e fruttuosa consuetudine di lavoro. Nei suoi confronti nutro sentimenti di amicizia e di particolare stima per le sue elevate qualità professionali, umane e accademiche. É sicuro che egli guiderà la Banca d’Italia con capacità ed efficacia nell’interesse dell’istituto e del paese».
Nessuno “sfogo” dunque. Solo «invenzione». E così l’ex governatore ha riportato tutto, o quasi, alla normalità. D’altro canto, però le affermazioni smentite potevano avere una loro coerenza vista la posizione dell’ex numero uno di via Nazionalee l’iter che lo ha portato alle dimissioni. «Draghi ha sempre fatto scelte che sono coincise con gli interessi dei gruppi internazionali e la sua provenienza si commenta da sola. L’istituto deve difendere l’economia italiana dagli attacchi dall’estero. Le nostre banche non hanno la forza per resistere alle scalate. La regolazione del mercato è fondamentale. Noi abbiamo agito correttamente. Se Draghi non farà altrettanto, il sistema bancario italiano è a rischio». Insomma parole di preoccupazione, secondo i giornali sarebbero uscitedalla bocca dell’ex numero uno della Banca d’Italia in stretta relazione con l’incarico appena lasciato da Draghi che per salire a Palazzo Koch si è dimesso da vicepresidente di Goldman Sachs.
Il nuovo numero uno di via Nazionale, che si isedierà ufficialmente fra pochi giorni, non però vita facile a giudicare dalla fitta agenda che lo aspetta. Dal recupero della credibilità della vigilanza bancaria ai costi dei conti correnti, fino al decollo della co-gestione dela concorrenza all’antitrust. In testa alla lista degli appuntamenti Draghi si troverà con l’anno nuovo a dover “affrontare” la scalata di Unipol su Bnl, operazione in stallo da molto tempo, con la banca romana e la compagnia assicurativa che chiedono con urgenza una parola definitiva.Tramontata, infatti, l’ipotesi di un periodo di reggenza da parte del direttore generale di Bankitalia Vincenzo Desario, appare ormai chiaro che sarà proprio Draghi a decidere l’esito dell’Opa lanciata da Consorte e soci.
Oltre a gestire il decollo della co-gestione della concorrenza bancaria con l’Antitrust il neo-governatore dovrà ergers i ad arbitro del processo di consolidamento del sistema bancario italiano ancora parzialmente frammetario. Ora dunque tocca a lui, sul quale sono puntati gli occhi dell’intero mondo politico e finanziario. Intanto è di ieri il commento di Raffaele Morese, presidente di Confservizi e ex direttore generale del Tesoro. «La nomina di Mario Draghi - ha detto - è una garanzia di serietà, equlibrio e competenza. Sono sicuro che tanto il sistema produttivo quanto quello istituzionale avranno un interlocutore autorevole che darà indicazioni strategiche capaci di assicurare una ripresa di credibilità e competitiva tanto necessarie al nostro Paese. In definitiva si è fatto un punto e a capo. Chi dovrà ritessere le fila della dignità della Banca d’Italia all’altezza del compito». dell’economia».
Fra. Ca.
--------------------------------------------------------------------------------


[Data pubblicazione: 03/01/2006]
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=53106,1,1
 

Users who are viewing this thread

Back
Alto