Obbligazioni indicizzate inflazione Carcabar: Btp, Etf, Bond, commenti liberi sugli investimenti

dice di aver lavorato fa il mantenuto in brasile e l ereditiero :D:lol:

tutta invidia.....:lol::lol:
perche' non l' hai fatto pure tu????:D
non faccio ne' il mantenuto (in quanto col mio misero gain contribuisco a dare una bella vita alla mia famiglia:)) per quanto riguarda l' ereditiero......
beh se il risparmio di parecchi anni di lavoro si puo' chiamare eredita' allora sono un ereditiero:D

io sono vicco vicco vicco e puve avistocvatico........

e tu sei povevo povevo povevo e puve pavecchio sfigato......:lol::lol::lol:

ciao raga a domani.....:ciao:
 
azzo questa poi.....:eek::eek:

Germania: un comune su 3 a rischio fallimento per debiti

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Germania: un comune su 3 a rischio fallimento per debiti


(AGI) - Berlino, 1 nov. - La crescita economica tedesca continua, ma sempre piu' Comuni sono sull'orlo del fallimento economico, poiche' non riescono piu' a ripagare i debiti gia' contratti. Lo rivela uno studio della societa' di consulting "Ernst & Young", che ha compiuto un sondaggio a livello nazionale su 300 Comuni, dei quali solo il 38% prevede una riduzione dell'indebitamento. Ad esplodere sono i costi sociali, causati soprattutto dal pagamento degli affitti ai disoccupati, dalle spese per i giovani disagiati e per il sostentamento dei pensionati con difficolta' economiche. Un Comune su tre prevede di non riuscire piu' a ripianare i suoi debiti, con la conseguenza che l'81% delle municipalita' tedesche prevede di aumentare le tasse ed i tributi comunali nel 2012/2013, mentre il 41% intende ridurre o eliminare le spese per l'illuminazione stradale e per l'assistenza a bambini ed anziani.
 
Grecia

Riforma pensioni "incostituzionale"
Salta un pilastro dell'accordo con troika


La corte dei Conti greca ha definito non conforme alla Costituzione gran parte delle riforme pensionistiche. Crolla la Borsa (-5%) per le difficoltà del governo, fiaccato dalla crisi dei socialisti del Pasok e atteso mercoledì dal voto decisivo sul nuovo pacchetto di tagli

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ATENE - Ciak, si gira. Tragedia greca, l'ultima spiaggia. Atto sesto (o settimo o ottavo, ormai si è perso il conto). Il governo di Antonis Samaras si avvicina con il fiato corto all'ennesima settimana decisiva per il futuro di Atene. La Corte dei Conti ha definito ieri "incostituzionali" le riforme pensionistiche approvate negli ultimi anni. E la Borsa ellenica, fiutando aria di guai, ha messo la retromarcia, frenando di un pesantissimo 5%, trascinata al ribasso dalle azioni bancarie. Il copione, fatto di austerity e recessione senza fine in un circolo vizioso che si autoalimenta, è sempre lo stesso. La vera novità è che le nubi all'orizzonte non arrivano più dalla Germania o (più in generale) dall'estero, ma dal fronte interno. E il vero timore è che la Grecia possa fare harakiri a un passo dal traguardo, bocciando il nuovo piano di taglia concordato (o quasi) con la Troika tornando a spingere il paese sull'orlo del default.

Le ultime settimane, in effetti, hanno segnato diverse novità. I falchi tedeschi sembrano essersi ammorbiditi. Quasi tutti danno per scontato l'ok al nuovo pacchetto di aiuti necessario ad evitare il crac ellenico (il 16 novembre scade un bond da 5 miliardi). Il problema è che il via libera a questa tranche di 31 miliardi è subordinato all'ok del Parlamento di Atene alla nuova manovra finanziaria da 13,5 miliardi, fatta di altri tagli alle pensioni e agli stipendi e di un giro di vite sulla pubblica amministrazione. E il governo Samaras - forte di una maggioranza teorica di 177 seggi su 300 - continua a perdere pezzi. Fiaccato in particolare dalla drammatica crisi dei socialisti del Pasok, il partito che per 40 anni ha governato il paese assieme al centrodestra di Nea Demokratia.

Il leader Evangelis Venizelos, fiaccato pure dalla cattiva gestione della crisi sulla lista Lagarde degli evasori, fatica a tenere in pugno il partito. L'ex ministro della salute Marliza Xenogiannakopoulos ha annunciato ieri il suo addio al movimento. E nella votazione di mercoledì sulle privatizzazioni il governo ha vinto per il rotto della cuffia dopo che ben 17 membri del Pasok hanno votato "no" contro le indicazioni del vertice, per protesta contro le misure d'austerità. Il timore è che la diaspora continui. E che la maggioranza non riesca ad approvare mercoledì le nuove misure, aprendo una crisi dagli esiti imprevedibili. A complicare la vita dell'esecutivo pure il no della Corte dei Conti alla riforma delle pensioni, uno degli architravi delle manovre economiche di Samaras. (01 novembre 2012) © Riproduzione riservata
 
io sono vicco vicco vicco e puve avistocvatico........

e tu sei povevo povevo povevo e puve pavecchio sfigato......

Cioè, praticamente:

[ame=http://www.youtube.com/watch?v=uahU5m6Hvj4]io so io e voi non siete un cazzo - YouTube[/ame]


Riguardo la carcacena la farei anche volentieri ma la zona è un po' troppo a est :(
 

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