Carne, pesce, uova e latte uccidono - Mangiare proteine animali causa malattia

LO SCANDALO DEGLI OGM: GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE SULL’UOMO DEL CIBO GENETICAMENTE MODIFICATO
Postato il Sabato, 26 gennaio @ 11:45:54 CST di davide
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PEAS.jpg
DI F. WILLIAM ENGDAHL
globalresearch.ca

Uno dei grandi misteri di cui è intrisa la diffusione di piante OGM in tutto il mondo fin da quando, agli inizi degli anni ’90, negli Stati Uniti e in Argentina vennero autorizzati i primi raccolti per il commercio, è stata l'assenza di studi scientifici indipendenti sui possibili effetti a lungo termine di una dieta a base di piante OGM sugli esseri umani o addirittura sui topi.
Ora è venuta a galla la vera ragione.
Le aziende agro-alimentari OGM come Monsanto, BASF, Pioneer, Syngenta ed altri ne vietano la ricerca indipendente.


Un editoriale dell’agosto 2009 dell’autorevole rivista mensile scientifica americana, Scientific American, rivela la scioccante e inquietante realtà dietro la proliferazione fin dal 1994 di prodotti OGM in tutta la catena alimentare del pianeta.

Non esistono degli studi scientifici indipendenti pubblicati su qualsiasi accreditata rivista scientifica mondiale per un motivo semplice: non è possibile verificare in modo indipendente che le colture OGM, come la soia Roundup della Monsanto o il mais OGM MON8110, si comportino come dichiara la società, o che, come per di più quella società sostiene, non abbiano effetti collaterali dannosi perché le aziende OGM proibiscono tali test!

Proprio così.
Come condizione preliminare per acquistare le sementi, per la coltura o l’utilizzo in studi di ricerca, sia la Monsanto che gli altri colossi del gene pretendono come prima cosa che si sottoscriva con la compagnia un Accordo dell'Utente Finale. Negli ultimi dieci anni, il periodo in cui in agricoltura è avvenuta la maggiore proliferazione di sementi OGM, Monsanto, Pioneer (DuPont) e Syngenta pretendono che chiunque acquisti i loro semi OGM sottoscriva un accordo che vieta esplicitamente che le sementi vengano utilizzate per qualsiasi tipo di ricerca indipendente.
Agli scienziati è fatto divieto di testare le sementi per indagare in quali condizioni esse si sviluppino o anche deperiscano. Non possono confrontare alcuna caratteristica delle sementi OGM con eventuali altre sementi OGM o non OGM di altre società. Molto più allarmante, non sono autorizzati a verificare se le colture geneticamente modificate comportino effetti collaterali indesiderati sia nell'ambiente che negli animali o nell'uomo.

Le uniche ricerche che è consentito pubblicare nelle riviste scientifiche di prestigio peer-reviewed sono studi preventivamente approvati dalla Monsanto e dalle industrie degli altri settori OGM.

L'intero procedimento col quale negli Stati Uniti sono state approvate le sementi OGM, a cominciare nel 1992 dalla dichiarazione, su richiesta della Monsanto, dell'allora presidente George HW Bush che per le sementi OGM non sarebbe stato effettuato alcun particolare test di sicurezza da parte del governo perché vennero ritenute dal presidente essere "sostanzialmente equivalenti" a quelle non-OGM, è crivellato dalla corruzione degli interessi di parte. Ad esempio, ex avvocati della Monsanto vennero nominati responsabili presso l’EPA (1) e la FDA (2) della regolamentazione per quanto riguarda le sementi OGM e fino ad oggi non è stato effettuato alcun test di sicurezza del governo sulle quelle sementi. Tutti i test sulla sicurezza o sulle performance delle OGM sono forniti al Governo degli Stati Uniti dalle aziende stesse come la Monsanto. Non c'è da stupirsi che gli OGM sembrino sicuri e che la società Monsanto e le altre possano falsamente dichiarare che l’OGM è la "soluzione alla fame nel mondo".

Negli Stati Uniti un gruppo dei 24 tra i più importanti esperti universitari sui parassiti del mais hanno scritto all’Agenzia della Protezione Ambientale (EPA), chiedendo che obblighi quelle società a modificare le loro pratiche censorie. È come se la Chevrolet o la Tata Motor e la Fiat avessero cercato di censurare i crash test comparativi delle loro automobili sui Consumer Report o sulla stampa, perché non gli piacevano i risultati dei test.

Solo che qui si tratta della catena alimentare umana e animale. Gli scienziati sostengono giustamente all’EPA che la sicurezza alimentare e la tutela dell'ambiente "dipendono dal mettere i prodotti vegetali a disposizione di regolari esami scientifici". Dovremmo pensarci due volte prima di mangiare la prossima scatola di cereali per la colazione all’americana, se il grano utilizzato è OGM.

F. William Engdahl è l’autore di Full Spectrum Dominance: democrazia totalitaria del Nuovo Ordine Mondiale. Può essere contattato tramite il suo sito web all'indirizzo F W Engdahl.

Fonte: globalresearch.ca
Link: GMO Scandal: The Long Term Effects of Genetically Modified Food on Humans | Global Research
22.01.2013

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da OLDHUNTER

1. EPA (United States Environmental Protection Agency), Agenzia per la Prevenzione Ambientale
2. FDA la United States Food and Drug Administration ComeDonChisciotte - LO SCANDALO DEGLI OGM: GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE SULL’UOMO DEL CIBO GENETICAMENTE MODIFICATO
 
Intervento di Valerio Gennaro, medico epidemiologo
La salute penso che sia veramente una grande opera, penso che sia la grande opera su cui lavorare, perché è un bene comune, perché è un bene veramente essenziale, ecco, io confido molto in questa crescita dal basso, della nuova lista delle cose da fare e delle grandi opere da mettere in cantiere, che ritengo che siano quelle utili e adesso io ecco, vi offro questa informazione per chiedervi, se c'è una sorta di incoraggiamento a procedere e a discutere e mettere al centro della attenzione la salute pubblica o se dobbiamo continuare a sentire questa sorta di litania che parla d'altro sostanzialmente. Parla di crisi ma non dà né diagnosi né soluzioni, mentre questa mi sembra una priorità.
LA VITA SANA DELLE DONNE SI ACCORCIA DRASTICAMENTE
Non è vero che vivremo più sani - Valerio Gennaro - YouTube
 
[ame=http://www.youtube.com/watch?v=zRDLKD-NAa4&feature=g-vrec]Carne, pesce, uova e latte uccidono - Mangiare proteine animali causa malattia - YouTube[/ame]
Mi interesso di medicina naturale con esclusione di qiella convenzionale. Credo che la salute vada affrontata sotto molti punti di vista. Non mi piacciono alimentazioni che escludono completamente alcuni cibi che invece e' bene moderare. Es le proteine max 15% del pasto giornaliero e una proteina sola giorno. Mangiare biologico, non fumare , limitare l'alcool, fare movimento e anche un giorno di digiuno alla settimana che ha alte proprieta' disintossicanti oltre che aiutare a perdere o moderare il peso sono abitudini preziose che seguo. Comunque il discorso e' molto lungo e forse andrebbe aperto un tred apposito , buona domenica a tutti Inv.
 
LO SCANDALO DEGLI OGM: GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE SULL’UOMO DEL CIBO GENETICAMENTE MODIFICATO
Postato il Sabato, 26 gennaio @ 11:45:54 CST di davide
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DI F. WILLIAM ENGDAHL
globalresearch.ca

Uno dei grandi misteri di cui è intrisa la diffusione di piante OGM in tutto il mondo fin da quando, agli inizi degli anni ’90, negli Stati Uniti e in Argentina vennero autorizzati i primi raccolti per il commercio, è stata l'assenza di studi scientifici indipendenti sui possibili effetti a lungo termine di una dieta a base di piante OGM sugli esseri umani o addirittura sui topi.
Ora è venuta a galla la vera ragione.
Le aziende agro-alimentari OGM come Monsanto, BASF, Pioneer, Syngenta ed altri ne vietano la ricerca indipendente.


Un editoriale dell’agosto 2009 dell’autorevole rivista mensile scientifica americana, Scientific American, rivela la scioccante e inquietante realtà dietro la proliferazione fin dal 1994 di prodotti OGM in tutta la catena alimentare del pianeta.

Non esistono degli studi scientifici indipendenti pubblicati su qualsiasi accreditata rivista scientifica mondiale per un motivo semplice: non è possibile verificare in modo indipendente che le colture OGM, come la soia Roundup della Monsanto o il mais OGM MON8110, si comportino come dichiara la società, o che, come per di più quella società sostiene, non abbiano effetti collaterali dannosi perché le aziende OGM proibiscono tali test!

Proprio così.
Come condizione preliminare per acquistare le sementi, per la coltura o l’utilizzo in studi di ricerca, sia la Monsanto che gli altri colossi del gene pretendono come prima cosa che si sottoscriva con la compagnia un Accordo dell'Utente Finale. Negli ultimi dieci anni, il periodo in cui in agricoltura è avvenuta la maggiore proliferazione di sementi OGM, Monsanto, Pioneer (DuPont) e Syngenta pretendono che chiunque acquisti i loro semi OGM sottoscriva un accordo che vieta esplicitamente che le sementi vengano utilizzate per qualsiasi tipo di ricerca indipendente.
Agli scienziati è fatto divieto di testare le sementi per indagare in quali condizioni esse si sviluppino o anche deperiscano. Non possono confrontare alcuna caratteristica delle sementi OGM con eventuali altre sementi OGM o non OGM di altre società. Molto più allarmante, non sono autorizzati a verificare se le colture geneticamente modificate comportino effetti collaterali indesiderati sia nell'ambiente che negli animali o nell'uomo.

Le uniche ricerche che è consentito pubblicare nelle riviste scientifiche di prestigio peer-reviewed sono studi preventivamente approvati dalla Monsanto e dalle industrie degli altri settori OGM.

L'intero procedimento col quale negli Stati Uniti sono state approvate le sementi OGM, a cominciare nel 1992 dalla dichiarazione, su richiesta della Monsanto, dell'allora presidente George HW Bush che per le sementi OGM non sarebbe stato effettuato alcun particolare test di sicurezza da parte del governo perché vennero ritenute dal presidente essere "sostanzialmente equivalenti" a quelle non-OGM, è crivellato dalla corruzione degli interessi di parte. Ad esempio, ex avvocati della Monsanto vennero nominati responsabili presso l’EPA (1) e la FDA (2) della regolamentazione per quanto riguarda le sementi OGM e fino ad oggi non è stato effettuato alcun test di sicurezza del governo sulle quelle sementi. Tutti i test sulla sicurezza o sulle performance delle OGM sono forniti al Governo degli Stati Uniti dalle aziende stesse come la Monsanto. Non c'è da stupirsi che gli OGM sembrino sicuri e che la società Monsanto e le altre possano falsamente dichiarare che l’OGM è la "soluzione alla fame nel mondo".

Negli Stati Uniti un gruppo dei 24 tra i più importanti esperti universitari sui parassiti del mais hanno scritto all’Agenzia della Protezione Ambientale (EPA), chiedendo che obblighi quelle società a modificare le loro pratiche censorie. È come se la Chevrolet o la Tata Motor e la Fiat avessero cercato di censurare i crash test comparativi delle loro automobili sui Consumer Report o sulla stampa, perché non gli piacevano i risultati dei test.

Solo che qui si tratta della catena alimentare umana e animale. Gli scienziati sostengono giustamente all’EPA che la sicurezza alimentare e la tutela dell'ambiente "dipendono dal mettere i prodotti vegetali a disposizione di regolari esami scientifici". Dovremmo pensarci due volte prima di mangiare la prossima scatola di cereali per la colazione all’americana, se il grano utilizzato è OGM.

F. William Engdahl è l’autore di Full Spectrum Dominance: democrazia totalitaria del Nuovo Ordine Mondiale. Può essere contattato tramite il suo sito web all'indirizzo F W Engdahl.

Fonte: globalresearch.ca
Link: GMO Scandal: The Long Term Effects of Genetically Modified Food on Humans | Global Research
22.01.2013

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da OLDHUNTER

1. EPA (United States Environmental Protection Agency), Agenzia per la Prevenzione Ambientale
2. FDA la United States Food and Drug Administration ComeDonChisciotte - LO SCANDALO DEGLI OGM: GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE SULL’UOMO DEL CIBO GENETICAMENTE MODIFICATO
Ecco che io mi preoccuperei proprio degli O.G.M, che sono geneticamente modificati e non mi pare cosa di poco conto.
 
C'è una correlazione sempre più evidente, nelle pubblicazioni scientifiche di tutto il mondo, tra consumo di carne e tumori.
Non esiste alcuno studio che mostri il contrario, ovvero che la carne abbia proprietà antitumorali.
Gli studi provengono dalle università e dai ricercatori di tutto il mondo, in modo indipendente.
Quindi esistono eccome alimenti che fanno male. E per quanto riguarda le proteine, i vegetali che le contengono sono sufficienti allo scopo.

Io sono felicissimamente quasi vegano, eliminato latte e latticini, carne, pesce, ho un problema ad eliminare il parmigiano grattuggiato sulla pasta, è l'unica cosa ormai che mangio di animale, ma tanto la eliminerò, la mia via è segnata. Mangio uova da galline tenute libere dal contadino, in attesa di avere galline mie con cui stabilire un rapporto di collaborazione (io ti do cibo, giardino libero dove andare a caccia di insetti, coccole e cure mediche, tu mi dai un uovo ogni tanto, mi pare un buon compromesso).
Non sto meglio fisicamente, ma le mie energie mentali, la mia resistenza allo stress, e la mia capacità di elaborazione sono aumentate in modo enorme rispetto a quando mangiavo carne 7 volte a settimana.
 
Irradiazione alimentare di cui poco conosciamo

By admin on maggio 24, 2013



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irradiazione-300x336.jpg

Non si poteva trovare frase più adatta di quella di David Reuben “La più terribile minaccia alla vostra sopravvivenza e quella dei vostri figli non proviene dalle armi nucleari, ma da ciò che mangerete questa sera a cena”.
Alcuni alimenti di uso comune, tra cui cipolle, aglio, patate e altro ancora, vengono sottoposte ad un bombardamento di radiazioni; lo scopo è favorire un migliore processo di conservazione e maturazione, impedire la germogliazione, lo sviluppo di germi nocivi ed altro. In effetti le irradiazioni allungano di molto i tempi di conservazione e consentono di salvare una grande quantità di vegetali che diversamente andrebbe perduta per infestazione di insetti, muffe, batteri o premature germinazioni. L’Italia, in cui manca l’obbligo di indicare in etichetta questo tipo di trattamento, ammette l’irradiamento di patate, aglio e cipolle, ma non ci sono solo questi a doverci preoccupare, sono quelli importati dall’Olanda, dalla Francia, dalla Thailandia, Belgio, Canada, Cile, Polonia, Spagna Ungheria, Usa, Argentina, Israele, Norvegia e dagli altri paesi che applicano questo processo. L’irraggiamento dei prodotti alimentari è stato proposto da lunga data, in alternativa ad altre tecnologie, per controllare la sopravvivenza e la moltiplicazione dei microrganismi nelle materie prime alimentari, utilizzate dall’industria per la produzione di alimenti, al fine di assicurarne una più lunga conservabilità (nel caso dei vegetali con l’inibizione della germogliazione; nel caso della frutta con l’induzione del ritardo nella maturazione; nel caso dei cereali con l’inattivazione degli infestanti) e un più alto grado di sicurezza. Intorno agli anni ’70 che si valuta in maniera concreta la possibilità di ricorrere nell’industria alimentare all’irraggiamento delle derrate come soluzione finale in grado di risolvere il problema del deterioramento e quello della sicurezza igienica. Tuttavia, la sua conclusiva adozione è stata, in un primo momento, rallentata dalla necessità di acquisire tutti i pareri scientifici non solo sul fatto che producesse gli effetti desiderati ma anche che non avrebbe causato effetti inaccettabili dal punto di vista tossicologico, nutrizionale e microbiologico e, successivamente, limitata dalla percezione dei consumatori sui rischi ad essa attribuiti e dalle azioni delle relative organizzazioni di difesa.
In Italia, in base a quanto previsto dall’art. 7 della legge 30 aprile 1962 n. 283, le Autorità Sanitarie hanno esaminato la questione e convenuto già dal 1973 (4) di autorizzare l’irraggiamento di patate, cipolle e agli a scopo anti-germogliativo e più recentemente, dal 1996, hanno autorizzato il trattamento delle erbe e spezie (5).
Nel Regno Unito le autorità hanno riscontrato il 42% di alcuni integratori alimentari di tipo erboristico irradiati. Si tratta per lo più di prodotti contenenti o a base di aloe, medicago sativa, uncaria tomentosa, arpagofito, aglio, zenzero, ginkgo biloba, ginseng, guaranà, kava kava, serenoa repens, curcuma. Poiché nella quasi totalità dei casi si tratta di prodotti per i quali il trattamento con radiazioni non è autorizzato nella UE, il risultato solleva interrogativi sulla situazione esistente in altri Paesi.
Elenco dei prodotti autorizzati ad essere trattati con radiazioni ionizzanti
Nazione Tipologie alimentari
Regno Unito Patate, cipolle, aglio, scalogno, legumi, frutta e verdura fresca e secca
(inclusi funghi e pomodori), cereali, pollame, pesci e molluschi Belgio Patate, cipolle, aglio, scalogno, pollame, cosce di rana e gamberi surgelati,
albume d’uovo Francia Piante aromatiche surgelate, cipolle, aglio, scalogno, frutta e verdura secca,
fiocchi e germi di cereali, farina di riso, gomma arabica, pollame, cosce di rana
e gamberi surgelati, albume d’uovo, caseina e caseinati Italia Patate, aglio, cipolle Paesi Bassi Legumi, frutta e verdura secca, fiocchi di cereali, gomma arabica, cosce di rana
e gamberi surgelati, pollame, albume d’uovo Numerosi scienziati hanno raccolto prove inquietanti sui rischi derivanti dal consumo di derrate trattate con l’atomo.
Gerald Brownell, biochimico dell’Università del Michigan, ha dimostrato che le patate irradiate causano nei topi un’incidenza molto alta di tumori e artriti, mentre in India i ricercatori dell’Istituto Nazionale della Nutrizione hanno osservato nei bambini nutriti con grano irradiato un aumento di alterazioni genetiche nelle cellule del midollo osseo. Con le scimmie è stata registrata una serie di squilibri ormonali, con i topi una propensione al tumore. Ma le conseguenze più serie pare siano legate al forte aumento di radicali liberi che causano invecchiamento precoce.
Inoltre l’irradiamento nucleare provoca l’inevitabile scadimento nutrizionale degli alimenti per almeno due motivi: vengono danneggiate in modo rilevante le vitamine A, quelle del gruppo B, C, E, K: Frutta, verdura, latte e pesce perdono in gran parte le loro vitamine. Nel latte la vitamina C cala del 70%, mentre nelle carote e nelle patate la perdita è del 50%. La B12 nella carne e nel latte è ridotta alla metà. Molti aminoacidi essenziali, come la metionina, la cisteina e la fenilalanina vengono gravemente danneggiate facendole perdere ogni proprietà nutritiva. Il sapore, il colore e l’odore genuino dei cibi viene alterato. Questo aspetto necessita di una manovra correttiva che richiede una massiccia aggiunta di additivi, molti dei quali notoriamente tossici.
Nel 1986 la London Food Commission ha documentato, con prove schiaccianti, che un paio di aziende alimentari impiegavano l’irradiamento per sterilizzare cibi contaminati, lasciando però tossine pericolose nel cibo.
In realtà basterebbe adottare gli attuali metodi di conservazione per neutralizzare i germi patogeni: per esempio la refrigerazione è efficace a bloccare la germogliazione di patate, cipolle, tuberi e bulbi; il vapore per eliminare gli insetti da fragole e altra frutta; i saggi immunologici per individuare i parassiti nella carne; il rigoroso rispetto delle norme igieniche nei processi di lavorazione degli alimenti, il controllo dei mangimi e le condizioni di allevamento degli animali e soprattutto il metodo più semplice, diretto ed economico e salutare, cioè quello di consumare prodotti freschi, biologici e, possibilmente a km zero. E anche se questo non è sempre di facile attuazione, è la richiesta della base che fa spostare sicuramente gli interessi dei grandi distributori.
Fonti
SENZA SAPERLO MANGIAMO CIBI IRRADIATI | luigiboschi.it
Teddy Goldsmith: L'igiene contronatura dell'industria alimentare.
1. Mead PS, Slutsker L, Dietz V, McCaig LF, Bresee JS, Shapiro C, Griffin PM, Tauxe RV. Foodrelated illness and death in the United States. Emerg Infect Dis 1999;5(5):607-25.
2. World Health Organization. Wholesomeness of irradiated food: report of a joint FAO/IAEA/WHO
Expert Committee. Geneva: WHO; 1981. (WHO Technical Report Series, No. 659).
3. World Health Organization. International Consultative group on food irradiation (ICGFI). Task
Force meeting on the Use of Irradiation to Ensure Hygienic Quality of Food, 14-18 July, Vienna,
Austria. Geneva: WHO; 1987. (WHO/EHE/FOS/87.2).
4. Italia. Decreto Ministeriale 30 agosto 1973. Autorizzazione al trattamento mediante radiazioni
gamma, a scopo anti-germogliativo di patate, cipolle ed agli. Gazzetta Ufficiale n. 254, 1 ottobre
1973.
5. Italia. Decreto Ministeriale 18 luglio 1996. Regolamento riguardante il trattamento con radiazioni
ionizzanti di erbe aromatiche essiccate, spezie e condimenti a base di erbe aromatiche essiccate e di
spezie. Gazzetta Ufficiale n. 204, 31 agosto 1996.
6. Direttiva 1999/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 febbraio 1999 relativa al
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti gli alimenti e i loro ingredienti
trattati con radiazioni ionizzanti, Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee n. L 066 del 13.03.1999.
7. Direttiva 1999/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 febbraio 1999 che stabilisce un
elenco comunitario di alimenti e loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti. Gazzetta Ufficiale
delle Comunità Europee n. L 066 del 13.03.1999.
8. Italia. Decreto Legislativo 30 gennaio 2001, n. 94. Attuazione delle direttive 1999/2/CE e 1993/3/CE
concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti, Gazzetta Ufficiale n. 79,
4 aprile 2001.


Irradiazione alimentare di cui poco conosciamo | Ambiente Bio
 
C'è una correlazione sempre più evidente, nelle pubblicazioni scientifiche di tutto il mondo, tra consumo di carne e tumori.
Non esiste alcuno studio che mostri il contrario, ovvero che la carne abbia proprietà antitumorali.
Gli studi provengono dalle università e dai ricercatori di tutto il mondo, in modo indipendente.
Quindi esistono eccome alimenti che fanno male. E per quanto riguarda le proteine, i vegetali che le contengono sono sufficienti allo scopo.

Io sono felicissimamente quasi vegano, eliminato latte e latticini, carne, pesce, ho un problema ad eliminare il parmigiano grattuggiato sulla pasta, è l'unica cosa ormai che mangio di animale, ma tanto la eliminerò, la mia via è segnata. Mangio uova da galline tenute libere dal contadino, in attesa di avere galline mie con cui stabilire un rapporto di collaborazione (io ti do cibo, giardino libero dove andare a caccia di insetti, coccole e cure mediche, tu mi dai un uovo ogni tanto, mi pare un buon compromesso).
Non sto meglio fisicamente, ma le mie energie mentali, la mia resistenza allo stress, e la mia capacità di elaborazione sono aumentate in modo enorme rispetto a quando mangiavo carne 7 volte a settimana.
Caro Argema , credo che prima di tutto ci si debba preoccupare della provenienza del cibo. Io mi curo a Roma in un centro di medicina naturale il cui dirigente e' anche nutrizionista, afferma di mangiare poche proteine una sola volta al giorno ed una sola. La prima cosa e' che il cibo sia integrale e biologico aspetto che mi sembra non sia mai sottolineato abbastanza. Poi non bisogna demonizzare alcun cibo, semmai si elimineranno pro tempore quelli nei cui confronti vi e' una certa intolleranza, che pero' con opportune cautele possono essere reintrodotti. La dieta, dal greco " diaita " significa "regola di vita "e deve essere personalizzata non letta sui giornali che parlano di argomenti che non conoscono. Per di piu' aggiungo che una potente arma contro il " cancro " siano due terapie disintossicanti : il digiuno e la dieta vegetale, che se fatte opportunamente danno ottimi risultati, anche se la maggior parte le apprezza per la perdita di peso, mentre la prima finallita' e' eliminare le scorie metaboliche responsabili delle malattie anche degenerative. Bisogna cambiare tutto uno stile di vita , e credo che per la salute " il nostro investimento piu' importante e prezioso della nostra vita ", ne valga abbondantemente la pena. Grazie dell'attenzione e buon week end a tutti Investitor23
 
Irradiazione alimentare di cui poco conosciamo

By admin on maggio 24, 2013



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Non si poteva trovare frase più adatta di quella di David Reuben “La più terribile minaccia alla vostra sopravvivenza e quella dei vostri figli non proviene dalle armi nucleari, ma da ciò che mangerete questa sera a cena”.
Alcuni alimenti di uso comune, tra cui cipolle, aglio, patate e altro ancora, vengono sottoposte ad un bombardamento di radiazioni; lo scopo è favorire un migliore processo di conservazione e maturazione, impedire la germogliazione, lo sviluppo di germi nocivi ed altro. In effetti le irradiazioni allungano di molto i tempi di conservazione e consentono di salvare una grande quantità di vegetali che diversamente andrebbe perduta per infestazione di insetti, muffe, batteri o premature germinazioni. L’Italia, in cui manca l’obbligo di indicare in etichetta questo tipo di trattamento, ammette l’irradiamento di patate, aglio e cipolle, ma non ci sono solo questi a doverci preoccupare, sono quelli importati dall’Olanda, dalla Francia, dalla Thailandia, Belgio, Canada, Cile, Polonia, Spagna Ungheria, Usa, Argentina, Israele, Norvegia e dagli altri paesi che applicano questo processo. L’irraggiamento dei prodotti alimentari è stato proposto da lunga data, in alternativa ad altre tecnologie, per controllare la sopravvivenza e la moltiplicazione dei microrganismi nelle materie prime alimentari, utilizzate dall’industria per la produzione di alimenti, al fine di assicurarne una più lunga conservabilità (nel caso dei vegetali con l’inibizione della germogliazione; nel caso della frutta con l’induzione del ritardo nella maturazione; nel caso dei cereali con l’inattivazione degli infestanti) e un più alto grado di sicurezza. Intorno agli anni ’70 che si valuta in maniera concreta la possibilità di ricorrere nell’industria alimentare all’irraggiamento delle derrate come soluzione finale in grado di risolvere il problema del deterioramento e quello della sicurezza igienica. Tuttavia, la sua conclusiva adozione è stata, in un primo momento, rallentata dalla necessità di acquisire tutti i pareri scientifici non solo sul fatto che producesse gli effetti desiderati ma anche che non avrebbe causato effetti inaccettabili dal punto di vista tossicologico, nutrizionale e microbiologico e, successivamente, limitata dalla percezione dei consumatori sui rischi ad essa attribuiti e dalle azioni delle relative organizzazioni di difesa.
In Italia, in base a quanto previsto dall’art. 7 della legge 30 aprile 1962 n. 283, le Autorità Sanitarie hanno esaminato la questione e convenuto già dal 1973 (4) di autorizzare l’irraggiamento di patate, cipolle e agli a scopo anti-germogliativo e più recentemente, dal 1996, hanno autorizzato il trattamento delle erbe e spezie (5).
Nel Regno Unito le autorità hanno riscontrato il 42% di alcuni integratori alimentari di tipo erboristico irradiati. Si tratta per lo più di prodotti contenenti o a base di aloe, medicago sativa, uncaria tomentosa, arpagofito, aglio, zenzero, ginkgo biloba, ginseng, guaranà, kava kava, serenoa repens, curcuma. Poiché nella quasi totalità dei casi si tratta di prodotti per i quali il trattamento con radiazioni non è autorizzato nella UE, il risultato solleva interrogativi sulla situazione esistente in altri Paesi.
Elenco dei prodotti autorizzati ad essere trattati con radiazioni ionizzanti
Nazione Tipologie alimentari
Regno Unito Patate, cipolle, aglio, scalogno, legumi, frutta e verdura fresca e secca
(inclusi funghi e pomodori), cereali, pollame, pesci e molluschi Belgio Patate, cipolle, aglio, scalogno, pollame, cosce di rana e gamberi surgelati,
albume d’uovo Francia Piante aromatiche surgelate, cipolle, aglio, scalogno, frutta e verdura secca,
fiocchi e germi di cereali, farina di riso, gomma arabica, pollame, cosce di rana
e gamberi surgelati, albume d’uovo, caseina e caseinati Italia Patate, aglio, cipolle Paesi Bassi Legumi, frutta e verdura secca, fiocchi di cereali, gomma arabica, cosce di rana
e gamberi surgelati, pollame, albume d’uovo Numerosi scienziati hanno raccolto prove inquietanti sui rischi derivanti dal consumo di derrate trattate con l’atomo.
Gerald Brownell, biochimico dell’Università del Michigan, ha dimostrato che le patate irradiate causano nei topi un’incidenza molto alta di tumori e artriti, mentre in India i ricercatori dell’Istituto Nazionale della Nutrizione hanno osservato nei bambini nutriti con grano irradiato un aumento di alterazioni genetiche nelle cellule del midollo osseo. Con le scimmie è stata registrata una serie di squilibri ormonali, con i topi una propensione al tumore. Ma le conseguenze più serie pare siano legate al forte aumento di radicali liberi che causano invecchiamento precoce.
Inoltre l’irradiamento nucleare provoca l’inevitabile scadimento nutrizionale degli alimenti per almeno due motivi: vengono danneggiate in modo rilevante le vitamine A, quelle del gruppo B, C, E, K: Frutta, verdura, latte e pesce perdono in gran parte le loro vitamine. Nel latte la vitamina C cala del 70%, mentre nelle carote e nelle patate la perdita è del 50%. La B12 nella carne e nel latte è ridotta alla metà. Molti aminoacidi essenziali, come la metionina, la cisteina e la fenilalanina vengono gravemente danneggiate facendole perdere ogni proprietà nutritiva. Il sapore, il colore e l’odore genuino dei cibi viene alterato. Questo aspetto necessita di una manovra correttiva che richiede una massiccia aggiunta di additivi, molti dei quali notoriamente tossici.
Nel 1986 la London Food Commission ha documentato, con prove schiaccianti, che un paio di aziende alimentari impiegavano l’irradiamento per sterilizzare cibi contaminati, lasciando però tossine pericolose nel cibo.
In realtà basterebbe adottare gli attuali metodi di conservazione per neutralizzare i germi patogeni: per esempio la refrigerazione è efficace a bloccare la germogliazione di patate, cipolle, tuberi e bulbi; il vapore per eliminare gli insetti da fragole e altra frutta; i saggi immunologici per individuare i parassiti nella carne; il rigoroso rispetto delle norme igieniche nei processi di lavorazione degli alimenti, il controllo dei mangimi e le condizioni di allevamento degli animali e soprattutto il metodo più semplice, diretto ed economico e salutare, cioè quello di consumare prodotti freschi, biologici e, possibilmente a km zero. E anche se questo non è sempre di facile attuazione, è la richiesta della base che fa spostare sicuramente gli interessi dei grandi distributori.
Fonti
SENZA SAPERLO MANGIAMO CIBI IRRADIATI | luigiboschi.it
Teddy Goldsmith: L'igiene contronatura dell'industria alimentare.
1. Mead PS, Slutsker L, Dietz V, McCaig LF, Bresee JS, Shapiro C, Griffin PM, Tauxe RV. Foodrelated illness and death in the United States. Emerg Infect Dis 1999;5(5):607-25.
2. World Health Organization. Wholesomeness of irradiated food: report of a joint FAO/IAEA/WHO
Expert Committee. Geneva: WHO; 1981. (WHO Technical Report Series, No. 659).
3. World Health Organization. International Consultative group on food irradiation (ICGFI). Task
Force meeting on the Use of Irradiation to Ensure Hygienic Quality of Food, 14-18 July, Vienna,
Austria. Geneva: WHO; 1987. (WHO/EHE/FOS/87.2).
4. Italia. Decreto Ministeriale 30 agosto 1973. Autorizzazione al trattamento mediante radiazioni
gamma, a scopo anti-germogliativo di patate, cipolle ed agli. Gazzetta Ufficiale n. 254, 1 ottobre
1973.
5. Italia. Decreto Ministeriale 18 luglio 1996. Regolamento riguardante il trattamento con radiazioni
ionizzanti di erbe aromatiche essiccate, spezie e condimenti a base di erbe aromatiche essiccate e di
spezie. Gazzetta Ufficiale n. 204, 31 agosto 1996.
6. Direttiva 1999/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 febbraio 1999 relativa al
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti gli alimenti e i loro ingredienti
trattati con radiazioni ionizzanti, Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee n. L 066 del 13.03.1999.
7. Direttiva 1999/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 febbraio 1999 che stabilisce un
elenco comunitario di alimenti e loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti. Gazzetta Ufficiale
delle Comunità Europee n. L 066 del 13.03.1999.
8. Italia. Decreto Legislativo 30 gennaio 2001, n. 94. Attuazione delle direttive 1999/2/CE e 1993/3/CE
concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti, Gazzetta Ufficiale n. 79,
4 aprile 2001.


Irradiazione alimentare di cui poco conosciamo | Ambiente Bio
Questo purtroppo lo so da molto tempo e mi almento in modo biologico , prevalentemente, mi curo con rimedi naturali e faccio digiuni disintossicanti, non fumo e bevo solo in vacanza. Purtroppo vivo a Roma citta' cob alto tasso di inquinamento, pero' tutto quello che posso lo faccio
 

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