quando si fa poesia sui certificati .dall'editoriale del cj di oggi:
Più penso ai certificati e più mi viene in mente che siano come i bicchieri. Investire su un Equity Protection per ottimizzare i rendimenti o su un Outperformance per contenere i rischi è un po’ come bere l’acqua in un flute o uno champagne nel ballon, il bicchiere ideale per sorseggiare un cognac. Così come non c’è il bicchiere che va bene per tutte le situazioni, non esiste il certificato che si adatta a tutti i profili di investimento. La duttilità è l’elemento caratterizzante, così come lo è la flessibilità, che permette di creare le forme più svariate di bicchieri e che nei certificati consente di creare strutture più o meno difensive spostando l’asticella dei valori di protezione, barriera e rendimento. La trasparenza che nel vetro è una proprietà fisica, nei certificati trova espressione nella documentazione predisposta sin dal lancio del collocamento, ove previsto, che da’ modo all’investitore di conoscere a priori quale sarà la formula di rendimento necessaria per calcolare il valore di rimborso alla scadenza nei molteplici scenari di prezzo che potrà assumere il sottostante.