Certificati di investimento - Cap. 2

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
Per chi nell'interpretare i mercati, o meglio nel "tentativo" di interpretare i mercati si affida alla statistica questa che riporto a me sembra interessante.
Mediamente i cicli trimestrali del nostro Future, calcolati da quando esiste il Fib quindi da fine 1994, esprimono questi movimenti:
durata media 56 sedute fase di spinta + 16,2% fase correttiva -11,5% ma se estrapolo i dati dell'ultimo quadriennale , quello partito a metà 2016 noto che tutto si accorcia, infatti la durata dei cicli media scende a 47 sedute la fase di spinta produce un + 11,6% e la fase correttiva -6,5%
Ho anche la statistica suddivisa fra cicli positivi e negativi, ma nel caso sopra li ho presi in considerazione tutti, ovviamente in quelli positivi si salirà di più mediamente e si scenderà di meno e così anche al contrario nin quelli negativi.
Oggi siamo alla 39° seduta, e se proprio volete annoiarvi ve ne scrivo un'altra che riguarda le barre di salita e di discesa.
In un ciclo trimestrale si segnano "mediamente" circa 15 barre con massimi a salire ( dove per essere conteggiata la barra deve battere un massimo superiore all'ultimo massimo relativo dell'intermedio ), e nell'ultimo ne abbiamo segnate 20 ( alla 16° avevo anche scritto che andrei cauto con il rialzo ).
Al ribasso invece si segnano circa 9 barre con minimi a scendere ( stesso ragionamento ma contrario per le barre a salire ) e nel trimestre in corso quella di ieri è stata la 7° quindi non è detto che non si debba scendere ancora, ma andrei cauto con il ribasso.
Dopo aver letto queste righe credo che starete tutti russando.:ola:
 
Per chi nell'interpretare i mercati, o meglio nel "tentativo" di interpretare i mercati si affida alla statistica questa che riporto a me sembra interessante.
Mediamente i cicli trimestrali del nostro Future, calcolati da quando esiste il Fib quindi da fine 1994, esprimono questi movimenti:
durata media 56 sedute fase di spinta + 16,2% fase correttiva -11,5% ma se estrapolo i dati dell'ultimo quadriennale , quello partito a metà 2016 noto che tutto si accorcia, infatti la durata dei cicli media scende a 47 sedute la fase di spinta produce un + 11,6% e la fase correttiva -6,5%
Ho anche la statistica suddivisa fra cicli positivi e negativi, ma nel caso sopra li ho presi in considerazione tutti, ovviamente in quelli positivi si salirà di più mediamente e si scenderà di meno e così anche al contrario nin quelli negativi.
Oggi siamo alla 39° seduta, e se proprio volete annoiarvi ve ne scrivo un'altra che riguarda le barre di salita e di discesa.
In un ciclo trimestrale si segnano "mediamente" circa 15 barre con massimi a salire ( dove per essere conteggiata la barra deve battere un massimo superiore all'ultimo massimo relativo dell'intermedio ), e nell'ultimo ne abbiamo segnate 20 ( alla 16° avevo anche scritto che andrei cauto con il rialzo ).
Al ribasso invece si segnano circa 9 barre con minimi a scendere ( stesso ragionamento ma contrario per le barre a salire ) e nel trimestre in corso quella di ieri è stata la 7° quindi non è detto che non si debba scendere ancora, ma andrei cauto con il ribasso.
Dopo aver letto queste righe credo che starete tutti russando.:ola:
Al contrario, sempre molto interessante.
Rimane poi l'incrociare tali dati analitici con l'emotività ed i fatti di cronaca.

O ci stai velatamente lasciar intendere che dal tuo punto di vista, la macchina mercato respira secondo i propri ritmi a prescindere da (quasi) ogni fatto di cronaca? ;)
 
Websim...

CERTIFICATE - Faccia a faccia su Enel, Crescendo Resilience contro titolo

Il piccolo risparmiatore italiano che vuol comprare Enel perché è ingolosito dalle super cedole in arrivo, potrebbe prendere in considerazione una via alternativa al titolo, più sicura e quasi ugualmente redditizia, il Crescendo Resilience con codice Isin FREXA0010316 .
Basandoci sulle indicazioni contenute nel piano industriale e sulle nostre previsioni di utile, noi calcoliamo che nei prossimi tre anni la società pagherà 0,95 euro di cedole: 0,28 euro l'anno prossimo, 0,32 euro nel 2020, 0,336 euro nel 2021. L'amministratore delegato Francesco Starace si è impegnato a versare ai soci il 70% dell'utile ordinario, dall'esercizio 2018 in avanti, aumentandolo del 33%, "rispetto al dividendo minimo garantito con riferimento al 2017". Ai prezzi di Enel di oggi, il rendimento che si ottiene è del 6,5% circa.

Dall'altra parte, il derivato emesso da Exane Finance il mese scorso a 1000 euro, offre una cedola mensile di 4,5 euro, pagata solo se il sottostante, alla data di rilevazione, è sopra il livello di barriera cedola, posto a 4,04 euro (80% del livello iniziale, quest'ultimo pari a 5,05 euro), quindi, distante il 16,2% dai prezzi attuali (4,82 euro). Alla scadenza, nell'aprile del 2021, se Enel è sopra la barriera capitale (pari al 68% del livello iniziale) posta a 3,434 euro (-28,8% dal prezzo di oggi), il certificate viene rimborsato a 1.000 euro, più l'ultima cedola. Al contrario, se alla scadenza, Enel è sotto la barriera, per esempio è a 3,30 euro, il rimborso è 653.47 euro.
Ai prezzi di acquisto di oggi, 982 euro, se tutto va per il verso giusto, l'investimento si chiude con un rendimento annualizzato di poco superiore al 6%.

Il titolo conviene leggermente di più del certificate, ma solo se nel confronto non si valorizza la cedola modulare offerta da questo particolare strumento. Infatti, grazie all'effetto resilience, se per due volte consecutive la cedola non viene pagata, perché il sottostante è sceso sotto quota 4,04 euro, le condizioni mutano. La cedola diminuisce a 2,5 euro, ma scende anche il livello di barriera cedola a 3,434 euro, ovvero, il 68% del valore iniziale (5,05 euro). Il rendimento cedolare potenziale è del 3% annualizzato.

Va aggiunto che grazie all'effetto memoria, le eventuali cedole non incassate, possono essere recuperate tutte insieme, se ad una certa data di rilevazione, è sopra la barriera di attivazione. Effetto memoria che vale anche sulle due cedole perse che hanno permesso l'attivazione dell'effetto resilience.
A partire dal sesto mese, c'è infine la possibilità del rimborso anticipato a 1000 euro, ipotesi che scatta se Enel si trova alla data di rilevazione sopra il valore iniziale di 5,05 euro.

Quindi, da una parte c'è un rendimento di circa il 6,5%, ma senza protezioni. Dall'altra c'è uno strumento a capitale protetto, in grado di generare, nella migliore delle ipotesi ai prezzi di oggi, tra il 3% ed il 6% di rendimento potenziale su base annua.

Noi pensiamo che il titolo quotato a Piazza Affari, a parte il dividendo, non abbia molto da offrire a questi prezzi: il nostro target price è 5,30 euro. Il nostro giudizio è Neutrale.
I dati del primo trimestre diffusi all'inizio del mese, sono stati superiori alle aspettative, ma solo perché la società ha pagato meno tasse, dall'attività operativa non sono arrivate indicazioni di rilievo: c'è stata una buona crescita del margine lordo generato dalle attività estere ed un risultato deludente dell'Italia, dove l'Ebitda ordinario è sceso del 7% a 1,81 miliardi di euro. Tutti confermati i target del piano.
Noi pensiamo che Enel, in un contesto macroeconomico analogo a quello odierno, riuscirà a pagare i generosi dividendi promessi: tutto questo è scontato dal mercato. Il titolo tratta a circa 6,8 volte il multiplo EV/Ebitda 2018, in linea con la mediana delle utility dell'Europa, Regno Unito compreso.
Non teniamo in considerazione un peggioramento del contesto regolamentare in Italia, dove in questi giorni molte cose stanno cambiando a livello politico.
 
Eattheapple, mi sembrate troppo svelti non c'è soddisfazione! In effetti è così quando fra due anni andrai a fare l'analisi di un grafico sarà "sparita" la motivazione di quel movimento sia in un senso che nell'altro, per me sono semplicemente i bioritmi della speculazione. Non sono da prendere per oro colato, non sono un "talebano" e non ho nemmeno intenzione di diventarlo, ma quando statisticamente parlando il mercato si muove come la marea, cerco di evitare di acquistare quando è questa è già avanzata :specchio:e non vendo quando questa si sta già ritirando da un pò. :moglie:.
 
Websim...

CERTIFICATE - Faccia a faccia su Enel, Crescendo Resilience contro titolo

Il piccolo risparmiatore italiano che vuol comprare Enel perché è ingolosito dalle super cedole in arrivo, potrebbe prendere in considerazione una via alternativa al titolo, più sicura e quasi ugualmente redditizia, il Crescendo Resilience con codice Isin FREXA0010316 .
Basandoci sulle indicazioni contenute nel piano industriale e sulle nostre previsioni di utile, noi calcoliamo che nei prossimi tre anni la società pagherà 0,95 euro di cedole: 0,28 euro l'anno prossimo, 0,32 euro nel 2020, 0,336 euro nel 2021. L'amministratore delegato Francesco Starace si è impegnato a versare ai soci il 70% dell'utile ordinario, dall'esercizio 2018 in avanti, aumentandolo del 33%, "rispetto al dividendo minimo garantito con riferimento al 2017". Ai prezzi di Enel di oggi, il rendimento che si ottiene è del 6,5% circa.
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Posso fare una piccola considerazione?
se togli 95 centesimi dal Prezzo di Enel (4.86) significa un valore di Enel a 3,8 ed è abbastanza vicino alla barriera.
Tenendo presente che l'utile potrebbe aumentare (ovvio anche diminuire) questo comporta un ulteriore stacco.
Definirla più sicura non mi sembra corretto
 
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 24 mag - Banche volatili a Piazza Affari. Dopo la debolezza della vigilia, provocata anche dall'allarme lanciato da Fitch, i titoli dei
principali istituti di credito hanno tentato il rimbalzo, ma senza troppa convinzione. Adesso procedono in ordine sparso. Del resto l'impasse politico e l'incertezza sulle mosse che
potrebbe portare avanti il Governo in via di formazione potrebbero avere un impatto negativo sul settore. Cosi' Banco Bpm cede lo 0,4%, Intesa Sanpaolo e Ubi oscillano attorno
alla parita'. Bper, dopo la buona performance della vigilia e una partenza vivace, ha invertito la rotta e cede lo 0,28%. Unicredit, dopo piu' cambi di rotta, guadagna lo 0,22%. Fuori
dal paniere principale, Banca Mps lascia sul parterre lo 0,28%, mentre il mercato si interroga sul futuro dell'istituto, legato a doppio filo alle sorti del Governo,
che detiene il 68% del capitale. Ieri l'agenzia di rating Fitch ha parlato chiaro: l'incertezza politica crea un calo di fiducia degli investitori che, a sua volta, innalza il costo del funding
delle banche e rende piu' difficoltosa la riduzione dei crediti in sofferenza. Riduzione che invece, proprio ieri, anche la Commissione europea ha raccomandato di portare
avanti. Questa mattina ad accendere i riflettori sul settore creditizio sono stati gli analisti di Equita, raccomandando cautela, nonostante dalle trimestrali pubblicate dai
principali istituti siano emersi dati incoraggianti. Ma la societa' di intermediazione teme l'impatto negativo delle misure indicate nel Contratto di Governo siglato tra
Movimento 5 Stelle e Lega. Impatto che secondo i calcoli di Equita potrebbe pesare fino a 12 miliardi, attorno al 12% per il settore. Livello, quest'ultimo, superiore al 6% di valore
che in media in Borsa hanno perso le azioni delle banche nelle ultime due settimane, quelle cruciali per la formazione del governo.
'L'allargamento dello spread sovrano nelle ultime due settimane, ha avuto un impatto negativo del 2% sulle valutazioni delle banche, ossia attorno a 2 miliardi di
euro', hanno spiegato gli esperti, che inoltre hanno tenuto conto anche di una maggiore tassazione. In effetti per Equita l'eventuale introduzione di una flat tax del 2% sui ricavi
generati in Italia dalle banche avrebbe un impatto negativo del 10% sulle valutazioni (attorno a 10 miliardi), a fronte di un nuovo gettito fiscale di circa 900 milioni all'anno. In
piu' sul settore pende il rischio del mancato rinnovo delle cosi' dette Gacs (Garanzia cartolarizzazione sofferenze) sulle cessioni di crediti in sofferenza previste a partire
dal secondo trimestre 2018. Rischio che comunque potrebbe avere un impatto residuale (-1%) sulle valutazioni. Gli analisti hanno acceso i riflettori in particolare su
Unicredit (+0,3%), che potrebbe rappresentare un'opportunita' di acquisto. Del resto la banca risente meno dell'allargamento del differenziale tra Btp italiani e Bund
tedeschi, dal momento che detiene 14 miliardi di titoli di stato tedeschi in portafoglio. Numeri alla mano, gli analisti di Equita stimano che l'aumento dello spread dovrebbe avere
un impatto negativo di 15 punti base sul CET1 di Unicredit, verso una media di settore di 22 punti base. L'eventuale introduzione di una flat tax, inoltre, avrebbe un effetto
negativo del 5% sull'utile atteso per fine anno per Unicredit, contro una media del 10% di altre banche italiane'. Per Equita, dunque, Unicredit ha gia' scontato
l'effetto del contratto di Governo, sia in termini di allargamento dello spread, che di un possibile inasprimento fiscale. Il titolo, che nelle ultime due settimane ha
registrato una flessione attorno al 7%, rappresenta un'opportunita' di acquisto interessante.
 
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