Enel (ENEL) Come la vedete Enel nel medio periodo?

Io a 6,75 proverei un acquisto con stop loss stretto
il target se riparte è intorno agli 8 euro
 
deardevil ha scritto:
IO LA VEDO MALE! :down:
ma vai dall'ottico e compera un paio di okkiali :D

allora il CDA attende le "nuove" di bruxelles

comunque
sono davvero dell'opinione che non si porrà contro il governo parigino

non è un comportamento da utility che invece coopera sempre con il governo in carica ovunque operi
e non può essere diversamente


ci sono già accordi per la produzione energetica nucleare....


credo che Enel parteciperà ad acquisire le dismissioni del colosso francese



piuttosto
l'opa di E.ON su Endesa è davvero un colpaccio
in quanto i tedeschi entreranno su tre mercati diversi:
in Spagna con Endesa
in Francia tramite la controllata SNET
in Italia tramite Endesa Italia


senza tante storie e in modo determinato tutto krukko
 
tontolina ha scritto:
deardevil ha scritto:
IO LA VEDO MALE! :down:
ma vai dall'ottico e compera un paio di okkiali :D






Ok, Ma tu è meglio che vai dall'oculista per una protesi! :P

Cmq certo che un rimbalzino te lo farà...infatti non è ancora il momento di entrare short (per chi non l'abbia già fatto 10 sedute fa!)

E poi vedrai che volatili per diabetici saranno... :lol:
 
Enel/ Tutto pronto per l'opa su Suez. Ma un accordo per Electrabel...
Giovedí 09.03.2006 16:00
E' sempre più ufficiale. Enel è pronta, dal punto di vista tecnico, a lanciare l'opa sul gruppo francese, anche se l'operazione è ancora evitabile in caso di accordo sulla cessione di Electrabel. L'utility belga che gestisce attività nucleari.

Pool di banche e finanziamento a parte, infatti, prima di prendere qualsiasi decisione, l'amministratore delegato del colosso elettrico, Fulvio Conti, aspetterà l'esito del vertice tra i ministri dell'Economia italiano e francese, Giulio Tremonti e Thierry Breton, previsto in agenda per lunedì prossimo.

Una possibilità che è stata ribadita anche dal ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola. "I contatti fra il governo italiano e quello francese per risolvere la questione della scalata di Enel a Suez - ha affermato infatti il ministro forzista - s'intensificheranno i primi giorni della prossima settimana quando si terranno vertici internazionali. Certo, ci sono, ci saranno e saranno ulteriormente intensificati nei primi giorni della settimana prossima tra Bruxelles e Mosca dove ci sono tre vertici importanti - ha aggiunto Scajola - come il consiglio Ue sulla competitività a Bruxelles, il consiglio Ue sull'Energia sempre a Bruxellese e il G8 sull'Energia a Mosca". Lunedì e martedì poi, sempre a Bruxelles, ci sarà un Ecofin.

Alla domanda poi se si andrà avanti con una mediazione per far ottenere ad Enel il controllo sulla belga Electrabel, motivo dell'interesse per Suez, oppure se si procederà con la presentazione di un'opa sulla società francese, il ministro italiano ha risposto: "Sarei per la strada più semplice, siamo per il libero mercato nel rispetto delle regole. Come governo abbiamo sempre agevolato le imprese italiane che si vogliono espandere oltre confine. Ogni azione di ogni azienda italiana, Enel è una delle più grandi, intenzionata a crescere fuori, nel rispetto delle regole, è ben vista. Se questo potrà essere elemento ulteriore per portare buon senso e quindi poter ragionare di una prospettiva comune energetica in Europa".


http://canali.libero.it/affaritaliani/enelddd.html?pg=1
La possibilità di un'eventuale cessione di Electrabel, però, è stata esclusa dall'amministratore delegato dell'utility francese Suez. Gerard Mestrallet, infatti, ha sottolineato fermamente che "la controllata belga non è in vendita alla luce dell'interesse dimostrato da Enel".

Mercoledì, Conti, ha illustrato al consiglio di amministrazione le linee del "Projet Olympe", il piano da 50 miliardi con cui intende, appunto, mediazioni a parte, contrastare l'azione di GdF. Secondo alcune indiscrezioni, l'assalto al gruppo Suez costerebbe all'Enel dai 45 miliardi (nel caso di un'opa a 35 euro per azione) ai 51 miliardi (se opa da 40 euro per azione) e prevederebbe l'affiancamento di un partner cui saranno ceduti gli asset idrici e ambientali di Suez per un controvalore di circa 15 miliardi.

Del pool di banche disposte a finanziare l'opa, ffanno parte Sanpaolo Imi e Mediobanca, Banca intesa, Unicredit, Capitalia, Deutsche Bank, Desdner e Jp Morgan. Ma anche Citicorp a cui potrebbero aggiungersi Nomura, Abn Amro e Royal Bank of Scotland.

Preoccupazioni per la gravosità dell'operazione del colosso elettrico potrebbe venire dalle agenzie di rating. Fitch, infatti, ha reso noto che vede il giudizio su Enel sotto pressione se la multiutility italiana dovesse finanziare gran parte dell'eventuale offerta su Suez con debito. "Se la società decidesse di lanciare un'offerta - ha affermato infatti Erwin Van Lumich, senior director per le utility europee dell'agenzia - dovremo analizzarne i dettagli.
 
TROPPA CARNE AL FUOCO

TROPPA CARNE AL FUOCO
Cecoslovacchia con centrali nucleari e carbone
Bergio con electrabell che è nucleare
Francia dove è interessata alla distribuzione del Gas

ed ora GAZPROM

ma non sarà troppo?


Enel: possibile incontro venerdi' a Milano con Gazprom (fonti)

ROMA (MF-DJ)--Ancora nessuna conferma ufficiale, ma non e' escluso che venerdi' a Milano oltre ad incontrare l'Eni, i vertici di Gazprom si possano sedere attorno ad un tavolo anche con il numero uno dell'Enel Fulvio Conti. E' quanto confermano alcune fonti finanziarie spiegando che l'incontro sarebbe giustificato alla luce del fatto che Enel resta un cliente di Gazprom sul fronte del gas e quindi non e' da escludere che Conti, dopo il viaggio a Londra di domani possa volare a Milano per incontrare Aleksei Miller, numero due di Gazprom. E' atteso per lo stesso giorno il colloquio tra lo stesso Miller e il numero uno di Eni, Paolo Scaroni. cat (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2006 MF-Dow Jones News Srl. March 22, 2006 11:36 ET (16:36 GMT)
 
1 – L’OPA UBRIACA DI FULVIO CONTI
http://213.215.144.81/public_html/esclusivo.html

Si chiama Vinopolis e per gli inglesi che amano la birra è la città del vino costruita alla fine di luglio dell'anno scorso vicino Londra, nella stessa zona dove si trovano il "Financial Times" e il ricostruito Globe Theatre di Shakespeare. Qui, sotto le volte in pietra di un'antica stazione ferroviaria, gli inglesi hanno messo in piedi su 3.000 metri quadri un'esposizione permanente di vini perchè si illudono di coltivare la vite.

E qui è evaporata ieri anche l'illusione dell'Opa Enel su Suez perchè Fulvio Conti, il ragioniere di corso Regina Margherita, ha incontrato nei capannoni della mostra gli analisti desiderosi di saperne di più sulle mosse dell'azienda elettrica italiana.
A tutti è parso chiaro quello che, nella sua ebbrezza guardona, Dagospia aveva intuito dall'8 marzo scorso, e cioè che questa Opa contro i francesi non si farà mai.
Altrettanto netta, anche se coperta da parole di circostanza, è apparsa la differenza di opinioni tra il manager e il presidente dell'Enel Piero Gnudi, il supercommercialista bolognese che ha il viso sempre pallido, ma il cuore caldo verso il femminino. L'amico di Prodi ha sibilato lapidario: "quando si fa un'acquisizione si fa per migliorare il conto economico, non per peggiorarlo". Parole che sembrano metter fine al sogno di Conti (che peraltro ha chiuso il 2005 con un utile record di 3.895 milioni di euro) e che spengono la voglia di impero che ha ispirato le ultime mosse del manager.

Su questa voglia di impero costruita su un debito mostruoso spara a zero oggi Alessandro Penati dalle colonne di "Repubblica", e chiama in causa il Governo che a suo dire farebbe meglio a chiarirsi le idee (e chiarirle al mercato) sulla strategia che l'Enel vuole perseguire.
Ma i guai di Conti non finiscono, perchè anche le altre operazioni di conquista tentate all'estero stanno soffrendo. Ieri tra migliaia di bottiglie di vino in bella mostra, l'amministratore dell'Enel ha detto che le operazioni dell'Enel condotte in Slovacchia potrebbe forse chiudersi in aprile. Forse.
E mentre lui parlava i deputati francesi entravano nel grande palazzo dell'Assemblea Nazionale che si vede da Place de la Concorde per votare la legge anti-Opa, un macigno sulla strada dell'impero sognato da Conti.
 
Protezionismo, Chirac all'attacco
"L'Opa Enel non ha motivazioni"


BRUXELLES - "Non vedo di cosa si accusi la Francia se si è opposta ad un'operazione puramente finanziaria e senza motivazioni economiche, come l'opa di Enel, che è contraria al volere degli azionisti e degli Stati francese e belga". Lo ha detto il presidente francese Jacques Chirac, rispondendo alle domande dei giornalisti, al termine del Consiglio europeo di Bruxelles. "Nessuno può affermare che la Francia è protezionista senza sentirsi rispondere di andare prima a scuola", ha poi aggiunto Chirac. Il capo dello Stato francese ha poi detto che, proprio per l'infondatezza dell'accusa, la questione del protezionismo francese "non è stata sollevata da nessuno durante il consiglio, nonostante le sollecitazioni di osservatori superficiali o malintenzionati".

"La Francia - ha insistito il presidente - accoglie il doppio degli investimenti esteri della Germania e il triplo di quelli dell'Italia. Se qualcuno afferma che la Francia è protezionista lo deve dimostrare". Al termine del Consiglio europeo, ha poi aggiunto le cifre fornite dal Fondo monetario sull'investimento estero nei diversi paesi europei in rapporto al pil: "Il 42% in Francia, il 36% in Gran Bretagna, il 24% in Germania, il 21% in Spagna e il 13% in Italia, tre volte meno della Francia", ha sottolineato Chirac.


(24 marzo 2006)
 
Via libera/ Ok del governo francese alla fusione fra Suez e Gdf
Mercoledí 28.06.2006 13:12
Via libera alla fusione fra Gaz de France e Suez. Dopo un lungo dibattito interno alla maggioranza, ll governo francese ha approvato una legge che approva la fusione tra le due utility e che, ora, dovrà essere presentata in Parlamento.

La legge consente allo Stato di scendere sotto il 35% nell'assetto proprietario di Gaz de France. Requisito indispensabile per procedere con la fusione. Operazione che secondo molti è stata fatta in chiave difensiva contro le mire espansionistiche dell'Enel.

Il sì di parigi è arrivato nel giorno in cui Edf ha reso noto di voler rinviare l'accordo energetico con il gruppo guidato da Fulvio Conti in attesa che le "interferenze politiche" sul caso Suez si plachino. A rivelarlo è stato lo stesso presidente di Edf, Pierre Gadonnaix, al quotidiano britannico Financial Times .

L'intesa consentirà ad Enel l'accesso al programma per lo sviluppo di un reattore nucleare di nuova generazione, in cambio della rinuncia da parte del governo italiano agli ostacoli ai diritti di voto di Edf nei confronti di Edison. Gadonnaix rivela di aver concordato con l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, che "Edf farà esattamente quanto promesso" nel confronti di Enel, "se i nostri partner faranno anch'essi quanto promesso" nei confronti della sua società.
Il governo italiano ha rinunciato al tetto del 2% ai diritti di voto di Edf su Edison ma, secondo Gadonnaix, restano ancora sul tavolo problemi legislativi minori". Il presidente di Edf esclude un rapporto più ravvicinato con GdF, se l'accordo con Suez dovesse saltare, mentre se la fusione andasse in porto, Gadonnaix spiega che per la sua società "aumenterebbe la concorrenza". GdF e Suez infatti "già ora sono le nostre principali concorrenti".


http://canali.libero.it/affaritaliani/vialibera260606.html
 
Enel/ Edf rinvia l'accordo a causa di Suez
Mercoledí 28.06.2006 10:49
Il colosso francese dell'elettricità Edf preferisce rinviare l'accordo energetico con l'Enel in attesa che le "interferenze politiche" sul caso Suez si plachino. A rivelarlo, lo stesso presidente di Edf, Pierre Gadonnaix, al quotidiano britannico Financial Times .
L'intesa consentirà ad Enel l'accesso al programma per lo sviluppo di un reattore nucleare di nuova generazione, in cambio della rinuncia da parte del governo italiano agli ostacoli ai diritti di voto di Edf nei confronti di Edison. Gadonnaix rivela di aver concordato con l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, che "Edf farà esattamente quanto promesso" nel confronti di Enel, "se i nostri partner faranno anch'essi quanto promesso" nei confronti della sua società.

Il governo italiano ha rinunciato al tetto del 2% ai diritti di voto di Edf su Edison ma, secondo Gadonnaix, restano ancora sul tavolo problemi
legislativi minori". Il presidente di Edf esclude un rapporto più ravvicinato con GdF, se l'accordo con Suez dovesse saltare, mentre se la fusione andasse in porto, Gadonnaix spiega che per la sua società "aumenterebbe la concorrenza". GdF e Suez infatti "già ora sono le nostre principali concorrenti".

http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/eneledfrinvio2806.html
 

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