Enel/ Tutto pronto per l'opa su Suez. Ma un accordo per Electrabel...
Giovedí 09.03.2006 16:00
E' sempre più ufficiale. Enel è pronta, dal punto di vista tecnico, a lanciare l'opa sul gruppo francese, anche se l'operazione è ancora evitabile in caso di accordo sulla cessione di Electrabel. L'utility belga che gestisce attività nucleari.
Pool di banche e finanziamento a parte, infatti, prima di prendere qualsiasi decisione, l'amministratore delegato del colosso elettrico, Fulvio Conti, aspetterà l'esito del vertice tra i ministri dell'Economia italiano e francese, Giulio Tremonti e Thierry Breton, previsto in agenda per lunedì prossimo.
Una possibilità che è stata ribadita anche dal ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola. "I contatti fra il governo italiano e quello francese per risolvere la questione della scalata di Enel a Suez - ha affermato infatti il ministro forzista - s'intensificheranno i primi giorni della prossima settimana quando si terranno vertici internazionali. Certo, ci sono, ci saranno e saranno ulteriormente intensificati nei primi giorni della settimana prossima tra Bruxelles e Mosca dove ci sono tre vertici importanti - ha aggiunto Scajola - come il consiglio Ue sulla competitività a Bruxelles, il consiglio Ue sull'Energia sempre a Bruxellese e il G8 sull'Energia a Mosca". Lunedì e martedì poi, sempre a Bruxelles, ci sarà un Ecofin.
Alla domanda poi se si andrà avanti con una mediazione per far ottenere ad Enel il controllo sulla belga Electrabel, motivo dell'interesse per Suez, oppure se si procederà con la presentazione di un'opa sulla società francese, il ministro italiano ha risposto: "Sarei per la strada più semplice, siamo per il libero mercato nel rispetto delle regole. Come governo abbiamo sempre agevolato le imprese italiane che si vogliono espandere oltre confine. Ogni azione di ogni azienda italiana, Enel è una delle più grandi, intenzionata a crescere fuori, nel rispetto delle regole, è ben vista. Se questo potrà essere elemento ulteriore per portare buon senso e quindi poter ragionare di una prospettiva comune energetica in Europa".
http://canali.libero.it/affaritaliani/enelddd.html?pg=1
La possibilità di un'eventuale cessione di Electrabel, però, è stata esclusa dall'amministratore delegato dell'utility francese Suez. Gerard Mestrallet, infatti, ha sottolineato fermamente che "la controllata belga non è in vendita alla luce dell'interesse dimostrato da Enel".
Mercoledì, Conti, ha illustrato al consiglio di amministrazione le linee del "Projet Olympe", il piano da 50 miliardi con cui intende, appunto, mediazioni a parte, contrastare l'azione di GdF. Secondo alcune indiscrezioni, l'assalto al gruppo Suez costerebbe all'Enel dai 45 miliardi (nel caso di un'opa a 35 euro per azione) ai 51 miliardi (se opa da 40 euro per azione) e prevederebbe l'affiancamento di un partner cui saranno ceduti gli asset idrici e ambientali di Suez per un controvalore di circa 15 miliardi.
Del pool di banche disposte a finanziare l'opa, ffanno parte Sanpaolo Imi e Mediobanca, Banca intesa, Unicredit, Capitalia, Deutsche Bank, Desdner e Jp Morgan. Ma anche Citicorp a cui potrebbero aggiungersi Nomura, Abn Amro e Royal Bank of Scotland.
Preoccupazioni per la gravosità dell'operazione del colosso elettrico potrebbe venire dalle agenzie di rating. Fitch, infatti, ha reso noto che vede il giudizio su Enel sotto pressione se la multiutility italiana dovesse finanziare gran parte dell'eventuale offerta su Suez con debito. "Se la società decidesse di lanciare un'offerta - ha affermato infatti Erwin Van Lumich, senior director per le utility europee dell'agenzia - dovremo analizzarne i dettagli.