fallimento TOTALE a 360' compresa immigrazione
L’Istat fa anche sapere che aumentano gli scoraggiati (1 milione 427 mila). Guardando ai giovani, nel 2013 tra i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che né lavorano né studiano, i cosiddetti Neet, sono 2 milioni 435 mila, in aumento di 576mila rispetto al 2008. Alzando l’asticella agli under35, l’Istat fa notare come nei 5 anni di crisi gli occupati in questa fascia d’età siano scesi di 1 milione 803 mila.
Le donne «sono ancora troppo spesso costrette a uscire dal mercato del lavoro in occasione della nascita dei figli». Cosi il presidente facente funzione dell’Istat, Antonio Golini, nella relazione al rapporto annuale. La quota di madri che non lavora più a due anni di distanza dalla nascita dei figli è passata al 22,3% nel 2012 dal 18,4% del 2005.
E se «crescono gli occupati di 50 anni e più», soprattutto per effetto dell’inasprimento dei requisiti di pensionabilità, tuttavia «crescono anche coloro che vorrebbero lavorare e non trovano lavoro». Se infatti, spiega l’Istat, «si considera l’insieme di disoccupati e forze lavoro potenziali, sono oltre un milione le persone di 50 e più che vorrebbero lavorare ma non trovano una collocazione».
E un altro elemento interessante, secondo i dati dell’Istat, è che la crisi frena gli immigrati (nel 2012 gli ingressi sono stati 321mila, -27,7% rispetto al 2007), aumenta invece il numero di stranieri che se ne vanno (+17,9%) ed è un vero e proprio boom di italiani che cercano fortuna all’estero. Nel 2012 - fa sapere l’Istat - gli emigrati erano 68mila, il 36% in più del 2011, «il numero più alto in 10 anni».
Rapporto annuale - Istat, i numeri della crisi: pochi laureati, tanti anziani e troppi disoccupati | italia | Il Secolo XIX