Finisce con un leggero segno - la prima settimana di febbraio a Piazza Affari. In queste cinque giornate, caratterizzate da importanti novità sul fronte della regolamentazione circa la tutela del risparmio (approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge sulla tutela del risparmio), i nostri indici hanno registrato una modesta flessione.
Il Mib30 è sceso di poco meno di mezzo punto percentuale, mentre il Mibtel è arretrato dello 0,4%.
Bancari
Protagonista della settimana, ancora ricca di notizie dall'indagine Parmalat, il settore bancario. In attesa dei risultati di bilancio relativi al quarto trimestre dell'anno, i principali operatori bancari potrebbero essere interessati da nuovi processi di aggregazione, sia in ambito nazionale che sul versante continentale. Nel primo caso, secondo quanto riporta uno studio di Goldman Sachs (significativamente intitolato "Il tempo stringe") i possibili poli di aggregazione o compratori sarebbero rappresentati da [LINK:568f4f7232]Unicredito[/LINK:568f4f7232], [LINK:568f4f7232]Spi[/LINK:568f4f7232], [LINK:568f4f7232]bMps[/LINK:568f4f7232] e [LINK:568f4f7232]bpvn[/LINK:568f4f7232]. Viceversa sul fronte degli istituti target, oggetto di una potenziale Opa ostile oppure amichevole, vengono segnalate [LINK:568f4f7232]B Antonveneta[/LINK:568f4f7232], [LINK:568f4f7232]Capitalia[/LINK:568f4f7232] e [LINK:568f4f7232]BNL[/LINK:568f4f7232]. A supporto della propria tesi la banca d'affari statunitense nota l'ancora scarsa concentrazione del sistema bancario italiano rispetto a quello di altri paesi europei. Per quanto concerne invece il fronte europeo i ruoli potrebbero invece ribaltarsi e chi appare un compratore in Italia rischia di diventare una preda in un contesto continentale. Un problema potrebbe invece essere costituito dalle autorità nazionali e, nel nostro caso, Bankitalia, che potrebbe opporsi ad eventuali operazioni internazionali, così come hanno già fatto la Banca di Francia e la Banca di Spagna.
Banche popolari
Occhi puntati anche su un colosso delle banche popolari, [LINK:568f4f7232]BPU[/LINK:568f4f7232], che ha diffuso alcune anticipazioni su dati di preconsuntivo relativi al 2003. Il risultato lordo di gestione ha registrato un incremento del 18% a 1,01 miliardi di euro, grazie, si legge nella nota emessa dall'istituto, "a ricavi in espansione a tutti i livelli di contribuzione", dei valori "lievemente superiori a quelli indicati nel budget". Il settimo gruppo bancario italiano, ha visto il margine di intermediazione salire del 9,8% a 2,46 miliardi di euro, mentre il margine d'interesse si è incrementato del 3% a 1,49 miliardi e quello da servizi a 969 milioni, con un rialzo del 22% rispetto al periodo precedente. A fine 2003, il rapporto sofferenze nette su impieghi netti era prossimo al 2%. Il gruppo guidato da Emilio Zanetti ha poi confermato l'intenzione di proporre all'assemblea dei soci un dividendo di 0,67 euro per azione, una cifra che, in totale, raggiungerebbe i 214 milioni di euro.
Assicurativi
Gli occhi degli investitori sono rimasti puntati, inoltre, su singoli titoli importanti. Il gruppo assicurativo [LINK:568f4f7232]Ras[/LINK:568f4f7232] ha presentato alla comunità finanziaria le proprie strategie ed il piano di business. Il gruppo assicurativo dimostra di credere nel comparto immobiliare. La società guidata da Mario Greco ha infatti costituito una nuova unità ad hoc per valorizzare il proprio patrimonio edilizio, chiamata Ras Immobiliare. Il patrimonio immobiliare viene quindi considerato come un asset strategico sul quale intervenire secondo criteri di massima redditività. Ras Immobiliare sarà inoltre tra le società partecipanti al bando di gara per la Fiera Milano, che dovrebbe essere annunciato per il prossimo mese.
Energetici
Prosegue, intanto la marcia di [LINK:568f4f7232]Enel[/LINK:568f4f7232], che ha diffuso le prime stime, definite dagli stessi vertici "prudenziali", sull'impatto delle tariffe sui ricavi del 2004. Il giro d'affari di Enel Distribuzione, per l'anno appena iniziato, è previsto in calo del 4,3%, da oltre 4,9 miliardi di euro del 2003 a oltre 4,7 miliardi di euro nel 2004. Nella nota della società, si legge inoltre che, per Terna, "non si prevede una variazione sul fonte dei ricavi, stimati per quest'anno a circa 780 milioni di euro". Da quanto si desume dal primo schema di "regolamentazione tariffaria", inoltre, la società di Scaroni, sulla base dei livelli delle tariffe e dei valori di settori forniti dalla stessa Autorità, ha potuto desumere il valore del capitale investito (denominato "Rab" - Regulated Asset Base) che per Enel Distribuzione raggiungerebbe circa i 20 miliardi di euro, mentre per Terna sarebbe pari a circa 4,9 miliardi di euro. Il valore della società di trasmissione del gruppo, la cui privatizzazione potrebbe concretizzarsi entro il primo semestre, è in linea con quanto espresso dagli analisti.
Finmatica
La fine dell'ottava, poi, ha riservato agli investitori i dati aggiornati sulla situazione finanziaria di [LINK:568f4f7232]Finmatica[/LINK:568f4f7232]. I nuovi amministratori della società, in collaborazione con i revisori di PriceWaterHouseCoopers, hanno "fissato" l'indebitamento netto del gruppo a fine gennaio a 178,1 milioni di euro, un dato decisamente peggiore rispetto ai 77 milioni di euro indicati da Finmatica al 30 settembre del 2003. Inoltre, l'indebitamento risulta superiore anche ai 149 milioni di euro indicati nelle scorse settimane dall'agenzia di rating Fitch, che, prudenzialmente, non aveva indicato nella liquidità investimenti a breve per 72 milioni di euro. Al 31 gennaio, quindi la liquidità si era ridotta a 37,2 milioni di euro, come conseguenza del calo a 29,7 milioni (rispetto ai quasi 50 milioni di fine dicembre) della liquidità investita nella polizza Geval di Generali Vita. Questi soldi sono stati utilizzati dall'azienda per ridurre l'esposizione bancaria, che ora ammonta a 108,2 milioni di euro, e per finanziare la gestione del gruppo. E non vanno dimenticati i 100 milioni di euro relativi al prestito obbligazionario in scadenza nel 2005. E, infine, resta da sciogliere il nodo della controllata Finmatica Real Estate.
N.B. Articolo rielaborato su una base di Mauro Introzzi (Commento ai mercati - Redattore) maurointrozzi@soldionline.it (m.i.)
www.soldionline.it
Il Mib30 è sceso di poco meno di mezzo punto percentuale, mentre il Mibtel è arretrato dello 0,4%.
Bancari
Protagonista della settimana, ancora ricca di notizie dall'indagine Parmalat, il settore bancario. In attesa dei risultati di bilancio relativi al quarto trimestre dell'anno, i principali operatori bancari potrebbero essere interessati da nuovi processi di aggregazione, sia in ambito nazionale che sul versante continentale. Nel primo caso, secondo quanto riporta uno studio di Goldman Sachs (significativamente intitolato "Il tempo stringe") i possibili poli di aggregazione o compratori sarebbero rappresentati da [LINK:568f4f7232]Unicredito[/LINK:568f4f7232], [LINK:568f4f7232]Spi[/LINK:568f4f7232], [LINK:568f4f7232]bMps[/LINK:568f4f7232] e [LINK:568f4f7232]bpvn[/LINK:568f4f7232]. Viceversa sul fronte degli istituti target, oggetto di una potenziale Opa ostile oppure amichevole, vengono segnalate [LINK:568f4f7232]B Antonveneta[/LINK:568f4f7232], [LINK:568f4f7232]Capitalia[/LINK:568f4f7232] e [LINK:568f4f7232]BNL[/LINK:568f4f7232]. A supporto della propria tesi la banca d'affari statunitense nota l'ancora scarsa concentrazione del sistema bancario italiano rispetto a quello di altri paesi europei. Per quanto concerne invece il fronte europeo i ruoli potrebbero invece ribaltarsi e chi appare un compratore in Italia rischia di diventare una preda in un contesto continentale. Un problema potrebbe invece essere costituito dalle autorità nazionali e, nel nostro caso, Bankitalia, che potrebbe opporsi ad eventuali operazioni internazionali, così come hanno già fatto la Banca di Francia e la Banca di Spagna.
Banche popolari
Occhi puntati anche su un colosso delle banche popolari, [LINK:568f4f7232]BPU[/LINK:568f4f7232], che ha diffuso alcune anticipazioni su dati di preconsuntivo relativi al 2003. Il risultato lordo di gestione ha registrato un incremento del 18% a 1,01 miliardi di euro, grazie, si legge nella nota emessa dall'istituto, "a ricavi in espansione a tutti i livelli di contribuzione", dei valori "lievemente superiori a quelli indicati nel budget". Il settimo gruppo bancario italiano, ha visto il margine di intermediazione salire del 9,8% a 2,46 miliardi di euro, mentre il margine d'interesse si è incrementato del 3% a 1,49 miliardi e quello da servizi a 969 milioni, con un rialzo del 22% rispetto al periodo precedente. A fine 2003, il rapporto sofferenze nette su impieghi netti era prossimo al 2%. Il gruppo guidato da Emilio Zanetti ha poi confermato l'intenzione di proporre all'assemblea dei soci un dividendo di 0,67 euro per azione, una cifra che, in totale, raggiungerebbe i 214 milioni di euro.
Assicurativi
Gli occhi degli investitori sono rimasti puntati, inoltre, su singoli titoli importanti. Il gruppo assicurativo [LINK:568f4f7232]Ras[/LINK:568f4f7232] ha presentato alla comunità finanziaria le proprie strategie ed il piano di business. Il gruppo assicurativo dimostra di credere nel comparto immobiliare. La società guidata da Mario Greco ha infatti costituito una nuova unità ad hoc per valorizzare il proprio patrimonio edilizio, chiamata Ras Immobiliare. Il patrimonio immobiliare viene quindi considerato come un asset strategico sul quale intervenire secondo criteri di massima redditività. Ras Immobiliare sarà inoltre tra le società partecipanti al bando di gara per la Fiera Milano, che dovrebbe essere annunciato per il prossimo mese.
Energetici
Prosegue, intanto la marcia di [LINK:568f4f7232]Enel[/LINK:568f4f7232], che ha diffuso le prime stime, definite dagli stessi vertici "prudenziali", sull'impatto delle tariffe sui ricavi del 2004. Il giro d'affari di Enel Distribuzione, per l'anno appena iniziato, è previsto in calo del 4,3%, da oltre 4,9 miliardi di euro del 2003 a oltre 4,7 miliardi di euro nel 2004. Nella nota della società, si legge inoltre che, per Terna, "non si prevede una variazione sul fonte dei ricavi, stimati per quest'anno a circa 780 milioni di euro". Da quanto si desume dal primo schema di "regolamentazione tariffaria", inoltre, la società di Scaroni, sulla base dei livelli delle tariffe e dei valori di settori forniti dalla stessa Autorità, ha potuto desumere il valore del capitale investito (denominato "Rab" - Regulated Asset Base) che per Enel Distribuzione raggiungerebbe circa i 20 miliardi di euro, mentre per Terna sarebbe pari a circa 4,9 miliardi di euro. Il valore della società di trasmissione del gruppo, la cui privatizzazione potrebbe concretizzarsi entro il primo semestre, è in linea con quanto espresso dagli analisti.
Finmatica
La fine dell'ottava, poi, ha riservato agli investitori i dati aggiornati sulla situazione finanziaria di [LINK:568f4f7232]Finmatica[/LINK:568f4f7232]. I nuovi amministratori della società, in collaborazione con i revisori di PriceWaterHouseCoopers, hanno "fissato" l'indebitamento netto del gruppo a fine gennaio a 178,1 milioni di euro, un dato decisamente peggiore rispetto ai 77 milioni di euro indicati da Finmatica al 30 settembre del 2003. Inoltre, l'indebitamento risulta superiore anche ai 149 milioni di euro indicati nelle scorse settimane dall'agenzia di rating Fitch, che, prudenzialmente, non aveva indicato nella liquidità investimenti a breve per 72 milioni di euro. Al 31 gennaio, quindi la liquidità si era ridotta a 37,2 milioni di euro, come conseguenza del calo a 29,7 milioni (rispetto ai quasi 50 milioni di fine dicembre) della liquidità investita nella polizza Geval di Generali Vita. Questi soldi sono stati utilizzati dall'azienda per ridurre l'esposizione bancaria, che ora ammonta a 108,2 milioni di euro, e per finanziare la gestione del gruppo. E non vanno dimenticati i 100 milioni di euro relativi al prestito obbligazionario in scadenza nel 2005. E, infine, resta da sciogliere il nodo della controllata Finmatica Real Estate.
N.B. Articolo rielaborato su una base di Mauro Introzzi (Commento ai mercati - Redattore) maurointrozzi@soldionline.it (m.i.)
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