Gloria ai Bastardi - Cap. 1

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Sale il rendimento e il MIB schiatta. Comunque sotto 1.50 nulla di che, sopra son azzi amari.
 
BREXIT: DIJSSELBLOEM, ABBIAMO BISOGNO DI REGNO UNITO MEMBRO ATTIVO UE NON PASSIVO

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Bruxelles, 14 giu - Occorrono buoni argomenti per convincere i britannici a non votare Brexit. Ci sono buone ragioni per dimostrare che l'immigrazione e' una crisi che si risolve insieme, pensiamo alla cooperazione necessaria tra Regno Unito e Francia, pensiamo al ruolo britannico per risolvere le crisi in Siria, le relazioni con la Turchia". Lo ha detto il presidente Ecofin ed Eurogrupo Jeroen Disselbloem al Parlamento europeo. "Il Regno Unito deve restare non solo un membro dell'Unione europea, ma deve essere membro attivo mentre negli ultimi anni si e' chiuso in difesa, e' rimasto passivo, abbiamo bisogno di una partecipazione britannica 'offensiva'" (rispetto ai problemi aperti nella Ue).
 
un passaggio...lampo:ciao:

risalutando anche il lupastro e genuflettendomi con le terga rasenti al muro nel salutare FRanzo:ombrello:....direi che , con quanto detto domenica , le mie condizioni di massima son gia' a questi livelli son esaudite, sia come prezzi che come spazio.-tempo....ergo , adesso si apron i due scenari..

o han ragione i cilisti che dicono partenza annuale a febbraio , ...ma da buoni puristi sanno che nel caso si vada sotto quel minimo si vincolerebbe tutto al riba fino a fine anno ( e hai voglia mangiare banane):hua:

oppure su sti livelli si fa un minimo ( come pensavo io ) si fa una bella spruzzata in su ...e poi si scende dopo ( assieme a tutti ...anche le rekkie pagheranno ) e pi da la ripartenza vera

NEl brevissimo...pochi gg...dovremmo vedere comunque una reazione....e questo perché a questi prezzi, con le scadenze venerdì...( alcuni an gia' portato a casa ;-9)...ma tanto c'e' ancora dentro.....ai babbani stavolta je sfondano il kuelo..:ola:...e dovrebbero pagare tanti sghei:depresso:......quindi ..o si metton a comprare e lo tirano sui 17000 per venerdì...oppure:dietro:
 
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BCE: FAMIGLIE ITALIANE LE PIU' COLPITE DA TASSI ZERO IN EUROZONA

A causa dell'ampio portafoglio in asset remunerati, le famiglie italiane sono le piu' colpite nell'area dell'euro, in termini di perdita di reddito da interesse, dalla politica ultra-accomodante e da qualche mese a tassi zero condotta dalla Bce. E' quanto si legge in uno studio, contenuto nel Bollettino economico della Bce, diffuso oggi. Da fine 2008 il reddito netto da interesse delle famiglie, emerge, "e' rimasto praticamente stabile in Germania e Francia, non invece in Spagna e Italia". In Italia "il calo delle entrate da interesse e' piu' che doppio rispetto al calo dei pagamenti in interessi, con un impatto negativo sul bilancio complessivo". La ragione, spiega la Bce, e' che le famiglie italiane hanno in portafoglio "un volume relativamente ampio di asset a interesse" mentre sono, sempre relativamente, "meno indebitate" di quelle in altri Paesi. Il rapporto viene diffuso dopo mesi di polemiche da parte di diversi esponenti politici in Germania che, in piu' occasioni, hanno accusato la Bce di stare 'divorando' i risparmi dei tedeschi, sostenuti anche da Associazioni bancarie, assicurative e dei fondi pensione. Le critiche alle decisioni della Bce sono aumentate di tono, in particolare, dopo che il Consiglio direttivo, presieduto da Mario Draghi, ha deciso a inizio marzo di tagliare a zero il tasso di riferimento dell'area dell'euro e di far scendere ulteriormente in territorio negativo il tasso sui depositi delle banche presso la Bce (a -0,40%). Lo studio diffuso dalla Bce e' contenuto nel Bollettino economico (in pubblicazione giovedi') ricorda che la politica monetaria accomodante condotta dalla Bce "ha ridotto in modo consistente i costi di finanziamento per famiglie e imprese ma anche i rendimenti sui risparmi". Le famiglie non solo prendono liquidita' in prestito ma risparmiano anche ed e' necessario, quindi, capire quanto il continuo calo dei tassi di interesse abbia impattato sul reddito netto da interessi delle famiglie, un dato importante soprattutto per capire l'effetto dei bassi tassi di interesse sui consumi aggregati. I redditi da interessi delle famiglie, come quota di reddito disponibile, sono diminuiti del 3,2% nell'area dell'euro dall'autunno 2008 ma, d'altro canto, sono diminuiti anche i pagamenti in interessi, sempre per effetto della politica a tassi zero in Europa.

Tra il terzo trimestre del 2008 e il quarto trimestre del 2015, sottolinea la Bce, i pagamenti in interessi sono diminuiti di 3 punti percentuali circa in termini di reddito disponibile con un bilancio, quindi pressoche' neutro per la famiglia media nell'Eurozona. Tuttavia, sottolinea ancora lo studio, in Francia e Germania il calo dei redditi da interessi e quello dei pagamenti in interessi e' della stessa ampiezza e, quindi, il calo dei tassi di interesse ha avuto "un effetto minimale sul reddito netto da interessi delle famiglie nel loro complesso". Al contrario, in Italia, il calo dei redditi da interessi e' stato "piu' che doppio rispetto a quello dei pagamenti in interessi, con un impatto negativo" sul bilancio complessivo proprio perche' le famiglie italiane mantengono in portafoglio volumi elevati di asset remunerati in interessi mentre sono, d'altro canto, relativamente poco indebitate. In Spagna, il calo dei pagamenti in interessi e' molto piu' consistente rispetto alla diminuzione dei redditi in interessi con un impatto finale positivo. Questo perche' le famiglie spagnole hanno un alto stock di debito e perche' gli interessi pagati su un'ampia quota dei mutui sono indicizzati ai tassi del mercato monetario. La conclusione finale dello studio e' che, malgrado i minori redditi da interessi per i risparmiatori, i bassi tassi di interesse "continuano a sostenere i consumi privati" e sostengono "il benessere e i redditi delle famiglie anche attraverso altri canali". "Mantenendo bassi i tassi di interesse - si sottolinea - la Bce ha incoraggiato la domanda, fattore necessario per riportare l'economia al suo potenziale, facendo si' che, alla fine, anche i tassi di interesse possano risalire".
 
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