Titoli di Stato area Euro GRECIA Operativo titoli di stato - Cap. 1

Stato
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Samaras: Snap elections now



ANA-MPA/Main opposition New Democracy (ND) leader Antonis Samaras on Saturday repeated his mantra of "renegotiation of everything", referring to Greece's commitments to its Eurozone partners and the EC-ECB-IMF "troika", as emanating from the Memorandum and the recently ratified Medium-Term Fiscal Strategic Framework.
Both agreements are part and parcel of the 110-billion-euro bailout granted to Greece last year in order to stave off sovereign default, as well as a more-or-less prerequisite for any future bailout. ana-mpa
In comments published on Saturday in an Athens weekly, Samaras noted that "now is the hour that the entire course of our economic policy, which was implemented as of last year, should be re-evaluated. This policy was proved wrong in everything. Never before has an economic policy been so miscalculated."
He again underlined that three things are necessary: "an alternative plan; another government to implement it, and a smooth transition from the wrong initial plan to the alternative one».
Samaras insisted that if the current economic mix does not change then ND will not vote the new loan agreement, even if the ruling PASOK governments requests 180 votes in Parliament to pass the legislation.
Last week's mid-term programme was passed by a simple Parliament majority of 155 MPs out of the 300-deputy legislature.

Moreover, Samaras emphasised that various "injustices" recently enacted via tax hikes and pension cuts affecting the lower-income sections of Greek society will be overturned "as soon as a drastic cut in the (annual budget) deficit allows this ... If our policy is fully implemented then this will happen in three to four years".
Finally, he rejected the idea of a referendum in the autumn -- a proposal being floated by the government -- and reiterated that he wants snap elections.
His comments were carried in the weekly "RealNews".


(ana.gr)


***
Il nostro Samaras continua ad insistere ... sino ad oggi non ha ottenuto nulla e rischia di essere isolato politicamente in Europa.
L'obiettivo dei populisti è fine a se stesso: raccogliere voti.
 
Allora vediamo se ho capito:

L'investitore A, ricevuto 100 dalla scadenza delle obbligazioni greche, ricomprerà obbligazioni greche per un minimo di 70 di cui 30 (30%) sono garantiti tramite SPV (che per "statuto" non può fallire) dal "collateral issuer" che è l'entità che emette il collateral (obbligazioni zero coupon 30ennali) che lo cede all'SPV che lo dà in prestito alla grecia (e diventa quindi la garanzia per A).
Il valore cash del collaterale è proprio 30 (rimporso a 100 a trent'anni).

Il collateral viene affidato alla ECB che se lo tiene come "fondo fiduciario", nel senso che lo conserva al posto del beneficiario (e questo anche per dare a tutto maggiore garanzia di "cose fatte bene").

Trustee - Wikipedia, the free encyclopedia

Quindi il tipo A in caso di fallimento prende minimo 30 dei dei 70 prestati (poco meno del 50%, il 42,85714285%).
Se tutto va bene, invece, si prende cedole e interessi delle obbligazioni greche comprate.

Intanto il COLLATERAL (interpretato da Tom Cruise, regia Micael Mann) preso a 30, dovrebbe aumentare di valore negli anni, offrendo quindi maggiori garanzie a nuovi investitori e anche a quelli vecchi, perchè, in caso di fallimento all'anno X, successivo all'anno zero (Santoro, the two million dollar man, al posto di Steve Austin, the six million dollar man), il loro valore sarebbe >30 we hope.
 
Siamo ottimisti, ormai questa è andata. Concentriamoci sulla prossima...

:D
infatti, a questo punto l'erogazione della tranche era chiaramente conseguente all'approvazione del piano di austerità e quindi scontato..
nei prossimi giorni sicuramente continueremo a sentire proposte per la partecipazione dei privati al salvataggio della grecia e inevitabilmente sarà piuttosto difficile farle digerire alle agenzie di rating e alla stessa bce
sicuramente ci sarà da soffrire; personalmente vedrei di buon occhio la proposta francese, che con il 70% del rollover dei titoli a trenta anni, allungherebbe in maniera consistente, buona parte del debito.
nel momento in cui, questo rollover, dovesse essere approvato, i ggb a breve, per il retail, diverrebbero appetitosi......nessuno (nobody's escluso) sente prudere le mani?????......
 
L'articolo di oggi su Repubblica di Alessandro Penati spiega, a mio avviso in modo semplice, il meccanismo del "salvataggio" attualmente in discussione:

"Due erano le condizioni poste dall´Europa per finanziare il nuovo piano di salvataggio della Grecia: che il Parlamento approvasse le misure di austerità concordate; e che il debito in scadenza nei prossimi anni fosse ristrutturato, senza però che questo fosse considerato un default. L´austerità è stata approvata. La proposta di rinnovo "volontario" del debito avanzato delle banche francesi, le più esposte, e patrocinata personalmente da Sarkozy, è già stata accolta dalle banche tedesche; le altre seguiranno. Così, i mercati finanziari hanno brindato.
Il rinnovo volontario del debito greco, però, è una ristrutturazione che, come l´Isola di Peter Pan, non c´è. Serve a soddisfare la richiesta della Germania che i nuovi prestiti ufficiali alla Grecia non siano usati per rimborsare i 64 miliardi di bond in scadenza di qui al 2014; perché finirebbero nelle tasche degli investitori privati che li detengono. Di qui, la richiesta che questi si accollino parte dell´onere del salvataggio; ovvero che partecipino a una ristrutturazione. Che però non deve apparire per quello che è, onde evitare perdite alle banche: è il diktat della Banca Centrale Europea che vuole scongiurare il rischio di una crisi del sistema bancario. Così, la proposta di rinnovo, stando alle notizie di stampa, appare come un gioco di prestigio finanziario-contabile che fa sparire una ristrutturazione vera (abbatte il costo del debito greco e lo consolida per 30 anni). Molto abile. Ma il trucco c´è, e si vede.
Secondo il piano, le banche che detengono debito pubblico in scadenza entro il 2014 si impegnano "volontariamente" a investirne il 70% in titoli emessi da un veicolo societario, il quale a sua volta investe il ricavato per il 50% in nuove obbligazioni greche a 30 anni, che pagano un rendimento inferiore a quello di mercato; e il 20% in uno zero coupon (quindi rimborsa solo il capitale), sempre a 30 anni emesso presumibilmente dallo Stato francese. Il debito greco in scadenza viene rimborsato integralmente: formalmente, quindi, non c´è default. Ogni 100 euro di debito che scade, le banche ne incassano 30 e i rimanenti 70 li usano per comprare le obbligazioni del veicolo. Queste ultime hanno il capitale garantito dallo zero coupon emesso dalla Francia: ai tassi attuali di mercato, infatti, 20 euro investiti nello zero coupon rimborsano alla scadenza dopo 30 anni esattamente 70 euro. Le banche possono pertanto immobilizzare le obbligazioni del veicolo al costo fino alla scadenza, senza rischio di accantonamenti. Il veicolo investe i rimanenti 50 euro in nuovi titoli di Stato greci a 30 anni, a un tasso indicativo di circa 5,5%. La Grecia riesce così rifinanziare il proprio debito in scadenza (sul mercato non troverebbe investitori) e lo consolida per 30 anni a un tasso molto inferiore a quello che dovrebbe pagare: oggi, oltre il 15% per il debito decennale. I tassi pagati sul nuovo debito greco vengono utilizzati dal veicolo per finanziare le cedole delle obbligazioni: è l´unico rischio Grecia che rimane a carico delle banche; ben poca cosa.
Non è scontato che la magia riesca. Due i problemi. Primo, lo schema del rinnovo volontario assomiglia a quello previsto da molte procedure fallimentari (anche il nostro 182-bis): se una maggioranza di creditori si accorda per la ristrutturazione, l´accordo è valido purché preveda che chi non aderisce sia pagato in toto. Nel caso greco, le banche sopportano il costo del consolidamento, a tassi non di mercato; gli altri investitori, invece, incassano subito il rimborso integrale, ed escono dalla partita. Per quanto "selective", é pur sempre default. Con il rischio che venga riconosciuto tale. Si è detto che lo schema assomiglia ai Brady Bonds, usati per l´America Latina negli anni ‘90. Non è vero: là erano i paesi debitori a garantire il capitale con gli zero coupon; qui sono i creditori.
Secondo, non si risolve il problema della sostenibilità del debito greco, che dipende dal programma di privatizzazioni, concordato per contribuire al rimborso del debito in scadenza: circa 50 miliardi in 4 anni; così massiccio da risultare poco credibile. E dal rigoroso rispetto delle misure di austerità, che a lungo andare potrebbero risultare insostenibili e addirittura più costose di un default. Ho fatto notare su queste colonne che dal picco del 2008 il Pil greco è già caduto del 10%, a cui aggiungere un altro 4% nel 2011, e forse un ulteriore declino nel 2012. Siamo vicini al record dell´Argentina (18%) nei tre anni di cambio fisso col dollaro che hanno preceduto il default. Ma la crescita argentina (come quella italiana dal 1993) ha beneficiato di una forte svalutazione, opzione non disponibile alla Grecia. Rimane dunque la probabilità che il Paese si trovi in un prossimo futuro nuovamente a rischio di default.
È dunque fondata la congettura che lo scopo principale del rinnovo volontario sia di guadagnare tempo, per concentrare il debito greco nella mani di poche banche, Bce e Fondo Europeo di Stabilità, al fine di gestire in modo ordinato, e senza rischi di contagio, un eventuale futuro default. Per i mercati, dunque, si tratterebbe solo dell´intervallo fra i due atti della tragedia greca. Per veder calare il sipario c´è ancora da aspettare."
 
Bell'articolo.

Quindi:

Grecia: da -100 (rimborsati alle banche) a -50 (50 gli ritornano indietro dall'SPV)
Banche: da 100 (rimborsati dalla grecia) a 30 (70 li usano per comprare titoli SPV)
SPV: da 70 a 0 (dei 70 dalle banche 50 ritornano alla grecia e 20 vanno alla Francia acquistando i suoi ZC)
Francia: da 0 a 20.
In realtà l'SPV ha un rimborso assicurato a 70 dalla Francia sui 20 che gli ha prestato.

Insomma garantisce la Francia che incassa 20 e si spera che la grecia restutuisca i 50 all'SPV e se non li restituisce tanto tra 30 anni i 20 diventano 70 e tornano alle banche.
 
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Bell'articolo.

Quindi:

Grecia: da -100 (rimborsati alle banche) a -50 (50 gli ritornano indietro dall'SPV)
Banche: da 100 (rimborsati dalla grecia) a 30 (70 li usano per comprare titoli SPV)
SPV: da 70 a 0 (dei 70 dalle banche 50 ritornano alla grecia e 20 vanno alla Francia acquistando i suoi ZC)
Francia: da 0 a 20.
In realtà l'SPV ha un rimborso assicurato a 70 dalla Francia sui 20 che gli ha prestato.

Insomma garantisce la Francia che incassa 20 e si spera che la grecia restutuisca i 50 all'SPV e se non li restituisce tanto tra 30 anni i 20 diventano 70 e tornano alle banche.

Si dovrebbe capir meglio in questo esempio:
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Secondo il piano, le banche che detengono debito pubblico in scadenza entro il 2014 si impegnano "volontariamente" a investirne il 70% in titoli emessi da un veicolo societario

Nemmeno per sogno, il 70% verrebbe reinvestito in Grecia, in titoli denominati "New GGB" e un terzo in SPV (nell'ipotesi sui 58 in scadenza - 29 sui primi 12 sul veicolo e il resto in cash).
Nell'ipotesi del disegno che ho allegato precedentemente, ovvero quella reale, il veicolo serve solo per ridurre il rischio dell'investimento che nello scenario di un default greco con ad es. con il 50% di haircut si tradurrebbe in un rischio reale di soli 5-6bn sui 41bn investiti (il veicolo investe 12bn euro con un valore futuro calcolato mediato sul rendimento Bund 30y di 35-36bn).

Il veicolo è collateralizzato dalla Bce con tutti i discorsi già fatti e che evito di ripetere per non essere prolisso.

Il rischio conseguentemente scenderebbe di due terzi rispetto al retail senza SPV, conseguentemente gli istituzionali ridurrebbero il proprio rischio default.

In linea di principio questo scenario diminuisce il rischio nel medio periodo per la Grecia ma potrebbe elevarlo nel lungo poichè il rischio sistemico sarebbe ridotto ai solo retail non istituzionale.
 
Ultima modifica:
Nemmeno per sogno, il 70% verrebbe reinvestito nei titoli denominati "New GGB".
Nell'ipotesi del disegno che ho allegato precedentemente, ovvero quella reale, il veicolo serve solo per ridurre il rischio dell'investimento che nello scenario di un default greco con ad es. con il 50% di haircut si tradurrebbe in un rischio reale di soli 6bn sui 41bn investiti (il veicolo investe 12bn euro con un valore futuro calcolato mediato sul rendimento Bund 30y di 35-36bn).

Il veicolo è collateralizzato dalla Bce con tutti i discorsi già fatti e che evito di ripetere per non essere prolisso.

Il rischio conseguentemente scenderebbe di due terzi rispetto al retail senza SPV.

Comunque il concetto resta quello gli stati creditori della grecia garantiscono l'acquisto di nuovo debito greco da parte delle banche con le loro obbligazioni che giungendo a maturazione, anche nel caso di default, renderanno di più degli effetti del default stesso (a loro banche, a noi no :D).
 
Ultima modifica di un moderatore:
Comunque il concetto resta quello gli stati creditori della grecia garantiscono l'acquisto di nuovo debito greco da parte delle banche con le loro obbligazioni che giungendo a maturazione, anche nel caso di default, renderanno di più degli effetti del default stesso (a loro banche, a noi no :D).

Semplificando diciamo di si anche se non saranno gli stati a prestare direttamente la garanzia ma il veicolo tramite la Bce.

Se andasse in porto questa mediazione probabilmente i rischi nel medio periodo (mi attenderei una riduzione dei CDS di alcune centinaia di punti) dovrebbero scendere in maniera consistente ma potrebbe non avvenire altrettanto nel lungo periodo.

Stiamo a vedere, comunque in generale sarebbe una buona notizia per i possessori di titoli greci, in particolare per chi detiene quelli in scadenza nei prossimi anni.
 
Semplificando diciamo di si anche se non saranno gli stati a prestare direttamente la garanzia ma il veicolo tramite la Bce.

Se andasse in porto questa mediazione probabilmente i rischi nel medio periodo (mi attenderei una riduzione dei CDS di alcune centinaia di punti) dovrebbero scendere in maniera consistente ma potrebbe non avvenire altrettanto nel lungo periodo.

Stiamo a vedere, comunque in generale sarebbe una buona notizia per i possessori di titoli greci, in particolare per chi detiene quelli in scadenza nei prossimi anni.

Più esattamente:

non saranno gli stati a prestare direttamente la garanzia ma il veicolo tramite gli zero coupon AAA acquistati e depositati presso la Bce.

La Bce non fornirà alcuna garanzia, semplicemente il veicolo avrà il proprio "deposito titoli" presso la BCE.
 
Stato
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