Hassss! Hassssss!! Hasssssss!!! Hasssssssssss..

Eh no no, ma era una gran v.. valletta sì sì era molto brava. Pensa che l'ho conosciuta in discoteca e a un certo punto ha cominciato a puntarmi in modo spudorato, mentre era con un altro maschio (che poi ho scoperto essere suo fratello) ...
 
VOLANTE 1 ha scritto:
noo tutt'altro, ma non vado oltre, non vorrei violare la privacy di nessuno ...
notte ..

:) (ma sì, magari ne parliamo in privato :-o ;) )


torno a vedere il film, "La maschera di scimmia" su Rete 4.
la critica ne parlò bene, eppure mai visto. pare interessante. ciao, dolce notte : )
 
melodia ha scritto:
:) (ma sì, magari ne parliamo in privato :-o ;) )


torno a vedere il film, "La maschera di scimmia" su Rete 4.
la critica ne parlò bene, eppure mai visto. pare interessante. ciao, dolce notte : )


bah, non mi è piaciuto molto. poi c'è sempre quel mio piccolo fastidio
nel vedere due donne amarsi; rapporto saffico intendo. quando fanno sul serio,
dev'esserci qualcosa in me che (non comprendendo il trasporto amoroso), si blocca.
quindi, cinematograficamente parlando, preferisco tutt'al più i rapporti saffici
dei film porno; quelle che fanno finta, riescono a divertirmi, infatti.


ad ogni modo, sùbito dopo è iniziato il film della Wertmüller "Tutto a posto e niente in ordine".
"Faaameee...faaaameeee...faaaameeee" questa scena è bellissima.
Un po' meno quella successiva, che offre uno spaccato della giornata tipo in un macello.
Il peggio non è dopo, quando la mucca viene spellata e squartata,
ma l'esatto momento in cui ha quegli occhi così belli, negli occhi del suo assassino
che in un colpo, la spegne. Non dimenticherò mai questa scena del film.


Buona giornata e buon lavoro a tutti.
 
Run the Park ha scritto:
Povero cane sbroccato!

Chi se ne importa di quegli inutili bamboccini scheletriti del Biafra, rubiamo l'anello del vescovo ed erigiamo un

[center:64e4bf2619]MONUMENTO CRISOELEFANTINO alla MEMORIA del CANE di TU' ZIA[/center:64e4bf2619]

tratto da wikipedia

L'aggettivo crisoelefantino (criselefantino) deriva dal greco "chryselephantinos", che significa "fatto d'oro (chrysos) e d'avorio (elephas)".

Il termine è generalmente usato al femminile, come attributo dei sostantivi scultura e statua.

Esso si riferisce infatti ad una tecnica adoperata nella Grecia antica, che consisteva nel ricoprire con un sottile strato di avorio una struttura di sostegno che rimaneva invisibile: si utilizzava l'avorio per il volto, le braccia, le gambe di una statua, mentre il panneggio delle vesti e i capelli venivano realizzati con l'oro.

Lo scultore più famoso per la realizzazione di statue crisoelefantine nell'antichità fu il greco Fidia, di cui si ricordano la statua di Zeus ad Olimpia e quella di Atena Parthenos nel Partenone.

Anche lo scultore Policleto realizzò statue con questa tecnica: di lui si sa che fece una statua di Era ad Argo.

Riconducibili a questa tecnica, in età romana, furono le statue colossali con testa e parti nude del corpo in marmo bianco, mentre le vesti erano realizzate in altri materiali retti da strutture di sostegno. Ne è un esempio la statua di Costantino I di cui si conservano la testa, una mano e un piede nel cortile del Palazzo dei Conservatori (Musei Capitolini) a Roma.

Sempre in età romana non furono rare le statue realizzate in blocchi di marmo colorato per le vesti, la cui testa e gli arti erano scolpiti in marmo bianco
 

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