Obbligazioni societarie HIGH YIELD e oltre, verso frontiere inesplorate - Vol. 2

Argentina | Credit Rating
S&P Global Ratings upgraded on Monday October 30th of 2017 Argentina’s sovereign credit rating to ‘B+’ from ‘B’ and assigned a stable outlook, citing expected higher investment and better predictability in economic policies as a growth catalyst for the next three years as the main driver behind the one-notch revision. In general, a credit rating is used by sovereign wealth funds, pension funds and other investors to gauge the credit worthiness of Argentina thus having a big impact on the country's borrowing costs. This page includes the government debt credit rating for Argentina as reported by major credit rating agencies.


Agency Rating Outlook Date
S&P B+ Stable Oct 30 2017
S&P B Stable Apr 04 2017
Moody's B3 Positive Mar 06 2017
Fitch B Stable May 10 2016
S&P B- Stable May 06 2016
TE 15 Negative Apr 16 2016
Moody's B3 Stable Apr 15 2016
 
Argentina | Credit Rating
S&P Global Ratings upgraded on Monday October 30th of 2017 Argentina’s sovereign credit rating to ‘B+’ from ‘B’ and assigned a stable outlook, citing expected higher investment and better predictability in economic policies as a growth catalyst for the next three years as the main driver behind the one-notch revision. In general, a credit rating is used by sovereign wealth funds, pension funds and other investors to gauge the credit worthiness of Argentina thus having a big impact on the country's borrowing costs. This page includes the government debt credit rating for Argentina as reported by major credit rating agencies.


Agency Rating Outlook Date
S&P B+ Stable Oct 30 2017
S&P B Stable Apr 04 2017
Moody's B3 Positive Mar 06 2017
Fitch B Stable May 10 2016
S&P B- Stable May 06 2016
TE 15 Negative Apr 16 2016
Moody's B3 Stable Apr 15 2016


questa la sapevo.
Sarebbe interessante invece sapere il calendario di revisione rating delle altre agenzie: Moody’s e Fitch.
Avete date ?
 
Argentina in «luna di miele» con i mercati
Dal default alla ripresa. Per l’Argentina i mercati internazionali non fanno più paura. Tornata ad emettere obbligazioni da un anno e mezzo dopo il default del 2001, ancora oggi la luna di miele con i mercati non sembra terminata.
L’ultima fatica è rappresentata dall’emissione in euro di ieri da 2,75 miliardi che ha attirato richieste quattro volte superiori l’ammontare offerto. Con un rating nella categoria a rischio “B3/B+” gli investitori, sempre alla ricerca di opportunità, sono riusciti a strappare un rendimento del 3,5% per la tranche a 5 anni, del 5,3% per quella a 10 anni. L’Argentina ha poi aggiunto per la prima volta una tranche a 30 anni che gode di un rendimento a scadenza del 6,3 per cento. La massiccia richiesta per 11,5 miliardi è quasi il doppio di quella di un anno fa per quasi lo stesso ammontare: «Un segnale della fiducia dei mercati nei confronti del governo Macrì» si legge in un comunicato del ministero del Tesoro argentino il quale per la prima volta è arrivato a spingersi con una emissione di così lunga scadenza dopo il miglioramento del rating che in un anno è passato da B- a B+. Gli investitori europei che hanno sottoscritto il bond provengono da svariati paesi: Germania, Austria, Belgio, Spagna, Finlandia e anche Italia. L’emittente ha già collocato titoli in dollari, ma al momento, essendo i tassi nella valuta verde più alti rispetto all’euro, per il paese scegliere la valuta europea rappresenta un vantaggio potendo risparmiare sul costo del debito.
Non è un caso che molti paesi sudamericani negli ultimi mesi abbiano utilizzato l'euromercato per fare funding. «Molti emittenti latino-americani stanno collocando in euro - ha commentato un trader -. Il momento è favorevole perché i tassi sono molto bassi, ma naturalmente c’è qualche rischio in termini di potenziale volatilità tra l’euro e il dollaro». Non solo titoli governativi, ma anche le corporate americane come Philip Morris International che ieri ha collocato un bond da un miliardo di euro. In questa caccia ai rendimenti, i mercati emergenti continuino ad offrire un potenziale di crescita superiore rispetto ai mercati sviluppati. La tendenza di lungo termine ad una maggiore penetrazione dei consumi e alla crescita della ricchezza, con un conseguente passaggio a prodotti e servizi di fascia più elevata, continua ad essere di buon auspicio per questi mercati in futuro. La stessa cosa avviene per l'Argentina: dopo la contrazione del 2016, quest'anno la crescita del Pil dovrebbe recuperare attestandosi al 2,7%, grazie alle nuove politiche orientate alla crescita del Presidente Macri.
 

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