Obbligazioni societarie HIGH YIELD e oltre, verso frontiere inesplorate - Vol. 2


Utente J.Plissken:
Astaldi studia un aumento da 200 milioni per rifinanziare il debito a lungo termine

Carlo Festa e Laura Galvagni
09 Nov 2017
In via di costituzione un consorzio con UniCredit, Bnp, Banca Imi e Banca Akros
Astaldi è pronta a valutare un aumento di capitale. Il gruppo romano, tra i leader nel settore delle costruzioni, avrebbe allo studio un'iniezione di liquidità attorno ai 200 milioni di euro. Il rafforzamento patrimoniale sarebbe funzionale al successivo rifinanziamento di lungo periodo del debito da parte del mondo bancario. In particolare, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbe essere rimborsato attraverso una nuova emissione il bond da 750 milioni di euro, con scadenza 2020 e cedola al 7,25%. Le banche sarebbero già al lavoro per costituire un consorzio di garanzia a sostegno della ripatrimonializzazione. Sul dossier, nel dettaglio, si starebbero già muovendo Unicredit, Bnp Paribas, Banca Imi e Banca Akros. D'altra parte, non si può escludere che il progetto di rafforzamento possa essere oggetto di un primo esame del Cda il prossimo 14 novembre. Non a caso il mercato sembra aver fiutato che qualcosa possa succedere a breve. Ieri il titolo Astaldi ha chiuso le contrattazioni in ribasso del 17,01% a 4,72 euro. Il tutto tra volumi assai rotondi: oltre 1,8 milioni di pezzi scambiati contro una media giornaliera di 400 mila azioni.L'aumento di capitale rientrerebbe all'interno della strategia di rafforzamento patrimoniale e di riduzione del debito (fermo nel primo semestre a 2,1 miliardi lordi) che, come confermato anche dal piano industriale 2017-2021 presentato lo scorso aprile, prevede anche una serie di cessioni nel settore delle concessioni per complessivi 450 milioni (entro fine 2018), all'interno di una dinamica di crescita dei ricavi che, come dichiarato dal presidente Paolo Astaldi, dovrebbe raggiungere i 4,5 miliardi entro il 2021.Questa strategia sta così proseguendo da oltre un anno. Nel 2016 è stata ceduta ad Abertis la quota in A4 Holding. All'estero sono state vendute in Cile la quota dell'impianto idroelettrico di Chacayes, a Pacific Hydro Chile, già proprietaria del restante 72,70% e controllata cilena del gruppo cinese Spic Overseas. È poi stata dismessa anche la partecipazione nell'ospedale a Santiago del Cile. In giugno poi Ferrovie dello Stato ha rilevato da Astaldi il 36,7% di M5 Spa, la concessionaria che gestisce la linea 5 di Milano per 64,5 milioni. Ad oggi le dimissioni hanno dunque raggiunto quota 230 milioni di euro. Tuttavia Astaldi si starebbe apprestando a cedere attività in Turchia, mossa fondamentale per intervenire in modo netto sul debito. Sul dossier starebbero lavorando gli advisor Morgan Stanley e City Bank. La vendita della concessione sul terzo ponte sul Bosforo, di cui possiede un 33%, potrebbe valere circa 200 milioni di euro. Probabile dunque che, in coincidenza con l'aumento di capitale e il rifinanziamento dell'esposizione, venga decisa anche la road map delle prossime dismissioni nel settore delle concessioni.
http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore...p?uuid=AE5LmF7C
 
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Sears plans deep round of store closures, a credit negative
Last Friday, Sears Holdings Corporation (Caa2 stable) announced a new round of store closures as it continues to reduce its number of unprofitable stores. Although it is positive that the company continues to optimize its store base, the overall number of store closures is credit negative and indicates deeper strain as chronically weak sales adversely affect the company. Sears now expects to slash its store base to around 988 stores at 31 January 2018, a 30% reduction versus 31 January 2017 levels. The company also faces significant problems at its Kmart franchise, which has had meaningful market share erosion. Store counts continue to decline more rapidly at Kmart compared with Sears; we estimate a 42% decline to 430 Kmart locations by the end of January 2018 from 735 in January 2017. As of 29 July 2017, Sears had $407 million available under its $1 billion short-term borrowing basket and $191 million available under its revolver. During third-quarter 2017, Sears raised $200 million in incremental term loans from affiliates controlled by ESL Investments, its largest shareholder. The incremental liquidity will support its inventory purchases for the upcoming holiday season. Additional store closures will reduce working capital needs as inventory from closed stores is liquidated. Sears’ rating reflects the company’s operating losses, which we estimate at approximately $1.8 billion in 2017. Although the company continues to take significant steps to reduce costs and rightsize its store base, operational strategies to date have not allowed the company to return to positive free cash flow. Its debts are significant, with approximately $4.2 billion of funded debt at the end of the July 2017 and unfunded pension and retirement obligations of approximately $1.7 billion. Sears’ ratings could be downgraded if Sears’ unencumbered asset base continues to erode while adjusted EBITDA losses remain significant and asset sale proceeds are primarily used to fund operating losses. Ratings could also be downgraded if the company’s liquidity were to become more constrained, operating losses widened beyond current levels, or if Sears’ probability of default were to otherwise increase.
 
Utente J.Plissken:
Astaldi studia un aumento da 200 milioni per rifinanziare il debito a lungo termine

Carlo Festa e Laura Galvagni
09 Nov 2017
In via di costituzione un consorzio con UniCredit, Bnp, Banca Imi e Banca Akros
Astaldi è pronta a valutare un aumento di capitale. Il gruppo romano, tra i leader nel settore delle costruzioni, avrebbe allo studio un'iniezione di liquidità attorno ai 200 milioni di euro. Il rafforzamento patrimoniale sarebbe funzionale al successivo rifinanziamento di lungo periodo del debito da parte del mondo bancario. In particolare, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbe essere rimborsato attraverso una nuova emissione il bond da 750 milioni di euro, con scadenza 2020 e cedola al 7,25%. Le banche sarebbero già al lavoro per costituire un consorzio di garanzia a sostegno della ripatrimonializzazione. Sul dossier, nel dettaglio, si starebbero già muovendo Unicredit, Bnp Paribas, Banca Imi e Banca Akros. D'altra parte, non si può escludere che il progetto di rafforzamento possa essere oggetto di un primo esame del Cda il prossimo 14 novembre. Non a caso il mercato sembra aver fiutato che qualcosa possa succedere a breve. Ieri il titolo Astaldi ha chiuso le contrattazioni in ribasso del 17,01% a 4,72 euro. Il tutto tra volumi assai rotondi: oltre 1,8 milioni di pezzi scambiati contro una media giornaliera di 400 mila azioni.L'aumento di capitale rientrerebbe all'interno della strategia di rafforzamento patrimoniale e di riduzione del debito (fermo nel primo semestre a 2,1 miliardi lordi) che, come confermato anche dal piano industriale 2017-2021 presentato lo scorso aprile, prevede anche una serie di cessioni nel settore delle concessioni per complessivi 450 milioni (entro fine 2018), all'interno di una dinamica di crescita dei ricavi che, come dichiarato dal presidente Paolo Astaldi, dovrebbe raggiungere i 4,5 miliardi entro il 2021.Questa strategia sta così proseguendo da oltre un anno. Nel 2016 è stata ceduta ad Abertis la quota in A4 Holding. All'estero sono state vendute in Cile la quota dell'impianto idroelettrico di Chacayes, a Pacific Hydro Chile, già proprietaria del restante 72,70% e controllata cilena del gruppo cinese Spic Overseas. È poi stata dismessa anche la partecipazione nell'ospedale a Santiago del Cile. In giugno poi Ferrovie dello Stato ha rilevato da Astaldi il 36,7% di M5 Spa, la concessionaria che gestisce la linea 5 di Milano per 64,5 milioni. Ad oggi le dimissioni hanno dunque raggiunto quota 230 milioni di euro. Tuttavia Astaldi si starebbe apprestando a cedere attività in Turchia, mossa fondamentale per intervenire in modo netto sul debito. Sul dossier starebbero lavorando gli advisor Morgan Stanley e City Bank. La vendita della concessione sul terzo ponte sul Bosforo, di cui possiede un 33%, potrebbe valere circa 200 milioni di euro. Probabile dunque che, in coincidenza con l'aumento di capitale e il rifinanziamento dell'esposizione, venga decisa anche la road map delle prossime dismissioni nel settore delle concessioni.
http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore...p?uuid=AE5LmF7C
l'obbligazione ha perso ancora stamattina. sul tlx circa 95. strano. in teoria con un aumento di capitale previsto dovrebbe salire
 

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