JP Morgan: rischio di assalto a banche italiane
Alert anche per gli istituti iberici. Lo ha detto l'amministratore delegato Jamie Dimon (nella foto), aggiungendo che Italia e Spagna non avrebbero i mezzi per fermare un tale assalto. Il dirigente parla della catastrofe che si verificherebbe se...
New York - "La catastrofe sarebbe se il default della Grecia avvenisse prima della realizzazione di una rete di protezione per l'Italia e la Spagna. In quel caso ci sarebbero buone probabilità di un assalto alle banche in Italia e Spagna": lo ha detto parlando al Council on Foreign Relations di New York l'amministratore delegato di Jp Morgan, Jamie Dimon, sottolineando come "ne' l'Italia ne' la Spagna avrebbero i mezzi per fermare un tale assalto".
Per il banchiere di Wall Street di per se' il fallimento della Grecia non preoccupa più di tanto: "Preso singolarmente - ha detto - da un punto di vista economico, il fallimento della Grecia non rappresenterebbe un problema".
La "catastrofe" sarebbe appunto se il collasso del Paese ellenico avvenisse prima di aver realizzato a livello europeo un adeguato meccanismo in grado di salvaguardare Paesi come l'Italia e la Spagna, il cosiddetto firewall. Mentre Madrid si crogiola nel dubbio amletico se avanzare o meno richiesta di aiuti per salvare il Paese dal baratro, Palazzo Chigi ha rotto gli indugi. A dieci mesi dal suo insediamento l’esecutivo tecnico ha deciso di giocare il jolly: ha scelto di tagliare, un po', le tasse.
Con la Legge di Stabilità è arrivato qualche ora fa, infatti, il mini taglio dell'Irpef: sarà dell’1% sui primi due scaglioni. Sull’altro piatto della bilancia però ha messo l'Iva: aumenterà di due punti percentuali dal prossimo luglio, ossia salirà dal 10 all'11% e dal 21 al 22. Il governo aveva ripetutamente affermato di volerlo evitare e invece si è rimangiato tutto. Quell'incremento invece ci sarà eccome, anche se solo di un punto. E sempre per controbilanciare il Consiglio dei ministri ha puntato a una stretta su detrazioni e deduzioni.
Sgombrare il campo dai dubbi dopo questo ennesimo intervento del governo Monti resta però ancora tutta un'altra storia. Lo dice chiaramente nella nota odierna Marco Baccaglio, analista di Cheuvreux. "Hanno rinnovato gli incentivi fiscali sui guadagni di produttività, ma per compensarli hanno deciso di attuare ulteriori tagli di costo". In altre parole le risorse della legge di stabilità saranno reperite, oltre che con la spending review, anche con la Tobin Tax e un bollo sulle transazioni finanziari. Un boomerang in quanto avverte l'esperto della banca francese "non sono modifiche positive, dal momento che la riduzione del reddito personale è trascurabile, ma la riduzione delle agevolazioni fiscali compenserà solo a metà".
Come dire: questo autunno potrebbe essere meno caldo del previsto. In quella previsione in fondo c'era l'illusione che prima o poi ci sarebbe stata una promessa di ripresa. Qui invece se il gioco sui mercati dovesse farsi duro, per Italia e Spagna si metterebbe molto male. Non verrebbero fatte distinzioni fra la cajas e le banche snodate lungo la Penisola, quelle da Trieste a Palermo. La certezza oggi resta solo una: come risuonato anche nelle parole di Dimon è un autunno che potrebbe passare alla Storia illuminato solo dalla dalla luce dei bancomat presi d'assalto e dai falò lungo le strade di Madrid e Roma.