giuseppe.d'orta
Forumer storico
Con l'approvazione da parte del Senato della cosiddetta riforma sul risparmio, a nostro avviso sono stati fatti dei passi piccolissimi, ma sostanzialmente siamo ancora in alto mare. Aver fissato un limite al mandato non rinnovabile del Governatore è sicuramente importante, così come la "consegna" del capitale proprietario allo Stato (nella sua maggioranza) e ad enti pubblici per il resto, è il superamento di un'anomalia la cui logica si è persa da tempo.
Ma il fatto che la vigilanza sulla concorrenza bancaria resti nella mani di Bankitalia è a nostro avviso, molto grave.
Chi come Bankitalia vigila ha a cuore la stabilità che però è nemica della concorrenza, e sarebbe stato giocoforza che il settore passasse all'Antitrust.
Così non è stato.
Il Senato ha quindi avvallato quanto già varato dal Governo, cioè una riforma a metà. E' pleonastico ricordare come in un Paese che si reputa a economia libera, le banche non falliscano mai, ma, quando sono in difficoltà, trovano sempre un compratore che le salva e le ingloba in un'altra struttura che si presuppone solida. Come potrebbe manifestarsi una concorrenza, come potrebbe una banca offrire condizioni dissimili strutturalmente da un'altra (al di là di specifiche promozioni che durano il tempo di una farfalla per poi inabissarsi nel mare delle condizioni capestro comuni a tutti gli istituti), se, sbagliando, trova sempre un salvagente? E' concepibile una vigilanza sulla concorrenza da parte di chi fa questa politica di stabilità? Per noi no, mentre per chi ha votato questa nuova legge evidentemente sì. Domandarsi il significato di parole quali "mercato", "libera economia", "concorrenza", è quantomeno doveroso. Dove sia poi il dizionario di riferimento per ognuno, è tutto da scoprire.
Se il Senato abbia voluto dare un colpo di credibilità alla disastrata situazione e all'altrettanto disastrata immagine del nostro sistema creditizio, crediamo che non ci siamo proprio.
Dobbiamo aspettarci un colpo di coda della Camera? Non ci creiamo illusioni e ci prepariamo ad un lungo cammino attraverso un lungo inverno, cercando di coprirci il più possibile e, soprattutto, di offrire conforto ai milioni di risparmiatori che continueranno ad essere truffati proprio grazie ad un "vizio di forma" del nostro sistema creditizio.
Foto Emblema
Ma il fatto che la vigilanza sulla concorrenza bancaria resti nella mani di Bankitalia è a nostro avviso, molto grave.
Chi come Bankitalia vigila ha a cuore la stabilità che però è nemica della concorrenza, e sarebbe stato giocoforza che il settore passasse all'Antitrust.
Così non è stato.
Il Senato ha quindi avvallato quanto già varato dal Governo, cioè una riforma a metà. E' pleonastico ricordare come in un Paese che si reputa a economia libera, le banche non falliscano mai, ma, quando sono in difficoltà, trovano sempre un compratore che le salva e le ingloba in un'altra struttura che si presuppone solida. Come potrebbe manifestarsi una concorrenza, come potrebbe una banca offrire condizioni dissimili strutturalmente da un'altra (al di là di specifiche promozioni che durano il tempo di una farfalla per poi inabissarsi nel mare delle condizioni capestro comuni a tutti gli istituti), se, sbagliando, trova sempre un salvagente? E' concepibile una vigilanza sulla concorrenza da parte di chi fa questa politica di stabilità? Per noi no, mentre per chi ha votato questa nuova legge evidentemente sì. Domandarsi il significato di parole quali "mercato", "libera economia", "concorrenza", è quantomeno doveroso. Dove sia poi il dizionario di riferimento per ognuno, è tutto da scoprire.
Se il Senato abbia voluto dare un colpo di credibilità alla disastrata situazione e all'altrettanto disastrata immagine del nostro sistema creditizio, crediamo che non ci siamo proprio.
Dobbiamo aspettarci un colpo di coda della Camera? Non ci creiamo illusioni e ci prepariamo ad un lungo cammino attraverso un lungo inverno, cercando di coprirci il più possibile e, soprattutto, di offrire conforto ai milioni di risparmiatori che continueranno ad essere truffati proprio grazie ad un "vizio di forma" del nostro sistema creditizio.
Foto Emblema
:smile:, per cui è normale che il fatto che vengano tutelate non è esattamente che mi urti
). Ma, soprattutto, mi pare che si sia saltato un passaggio importante della finanziaria che è quello della stangata su banche ed assicurazioni. Il fatto è che, per come è stata proposta la versione base della finanziaria (quella fatta in 80 ore, e si vede), non c'è solo la tassa sul tubo. Questa dovrebbe essere di 800 mln di euro l'anno (vabbè, 900 dal terzo) ma c'è soprattutto una stangata da 1200 mln di euro l'anno sulle banche. Il fatto che le quotazioni delle stesse siano state sostanzialmente non toccate, che mentre la Snam fa tanto casino loro nemmeno fiatino e che Tremonti non si sia neppure azzardato a parlare di non reversibilità sugli utenti (come ha provato a fare per gas ed elettricità) non è che lasci molto margine di dubbio su chi pagherà poi il conto. Voglio dire: è una finanziaria che ha il merito di non avere il lassismo tipico di quelle di fine legislatura, è relativamente rigorosa. Ma così come scaricano oneri sugli enti locali perchè le elezioni locali le hanno perse quasi tutte (quindi scaricano il peso sull'altra parte politica) allo stesso modo tassano soggetti antipatici alla quasi totalità dell'elettorato, dandogli però solo il ruolo di esattori. Dite che mi sbilancio troppo se penso che le condizioni dei servizi bancari peggioreranno (e non è certo colpa della Banca d'Italia)?