L'angolo del trader - 17/5/2007

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L'angolo del trader - 17/5/2007

La quadratura del cerchio... Tutto quadra, tutto torna. O quasi. Profumo si evita, per il momento, un'operazione (SocGen (Parigi: FR0000130809 - notizie) ) forse troppo impegnativa anche a livello "politico" - ve lo immaginate Sarkozy che consegna chiavi in mano SocGen agli italiani proprio all'alba del suo mandato all'Eliseo - ripiegando su via Minghetti. A piccoli passi è arrivata l'ammissione dell'abboccamento tra Roma e Milano ma noi da tempi non sospetti, diciamo quasi un annetto fa, avevamo puntato più di una fiche sulle nozze made in Italy di Unicredit con Capitalia . Poi sappiamo tutti come andò a finire... la SanIntesa benedetta dalla politica, le altre operazioni per così dire minori (Bpu- Banca Lombarda e Verona-Lodi) che hanno concentrato ulteriormente un settore ancora frammentato rispetto ad altri Paesi, mentre Profumo silente ha cominciato a covare la contromossa per ribadire quella leadership implicita che Unicredit si era guadagnata con l'approdo in Germania. Anche se c'è da giurarci che il numero uno di piazza Cordusio aspiri a far nuovamente la voce grossa fuori dalle quattro mura italiche. Intanto con Capitalia la capitalizzazione della sua creatura supererà i 100 miliardi ponendo Unicredit nel podio delle big bancarie europee. Certo l'appeal di un deal con i francesi di SocGen è fuori discussione soprattutto per la potenza di fuoco che avrebbe potuto esprimere il nuovo gruppo in tre Paesi chiave dell'Europa. Ma, Sarkozy e compagnia bella permettendo, la validità dell'idea rimane e non è detto che l'una (Capitalia) escluda l'altra. Tornando a Unicredit-Capitalia, i nodi da risolvere (da Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) alla governance) che molti ritenevano tali da impedire la presa in considerazione dell'operazione, ora sembrano le più semplici delle matasse da sciogliere e tutto lascia presagire a una quadratura del cerchio in tempi brevissimi. A piazzetta Cuccia sembra essere già pronta una poltroncina non da poco per Cesarone Geronzi, che potrebbe accettare anche un posto subalterno in Unicredit (vice presidente) mentre il ritorno da vincitore in Mediobanca del figlioccio Arpe sembra tramontato. Il bel Matteo dovrà accontentarsi di ritagliarsi un posticino all'ombra di Profumo o, come appare più probabile, guardarsi in giro e trovare una "Capitalia bis" dove confermare le sue doti di banchiere doc. Giochi fatti quindi. Il nuovo scacchiere è servito e nei prossimi mesi ci dovremo accontentare di qualche scossina di assestamento tra banche per così dire minori. Niente estate calda, in attesa che una delle due big nostrane nel medio termine giochi la carta vincente nel risiko europeo che non sembra intenzionato ad attendere i ritardatari. Un momento… e Rocca Salimbeni? L'arrocco a Siena è sempre di moda anche se da qualche mese sembra che la Fondazione Mps sia un po' più aperta di vedute e con ogni probabilità ci penserà il mercato a far capire a Siena che un futuro stand alone non fa per lei. Il partner al momento non c'è all'orizzonte, ma basta un po' di fantasia e applicazione e lo si trova, senza disdegnare le avance spagnole. Preda non si nasce ma lo si diventa in un batter di ciglio
 

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