NicOx : Garufi ... e la Rivoluzione Pharma

Stato
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Ma qualcuno non aveva detto che le banche italiane erano solide:lol::lol::lol::lol::eeh::eeh::eeh::eeh::eeh::ciapet::ciapet::ciapet::ciapet::ciapet::ciapet::ciapet: nessuno è immune dalla tempesta finanziaria del secolo:down::down::down::down: inutile curare la finanza malata:help::help: eutanasia a tutto andare e solo chi ha i bilanci intatti proseguirà in futuro:(:(:( basta propaganda della serie va tutto bene:sad::sad::sad: la ***** deve uscire fuori:rolleyes::rolleyes:

qui siamo di fronte a m----a immane.......e attacco TERRORISTICO in grande spolvero! :help::help::help::help:
:down::down:
MILANO (MF-DJ)--Crolla lo S&P/Mib e cede quasi il 5%. Alessandro Fugnoli, strategist di Abaxbank, spiega che e' "il sentiment in generale che e' negativo. Non c'e' nessuna particolare notizia uscita nella notte che puo' giustificare una cosa simile, nessuna motivazione oggettiva. In generale questa mattina mi sembra si stia aspettando il dato sulla disoccupazione Usa a febbraio, che si prevede molto negativo". Certo e', aggiunge Fugnoli, che "influisce il report di Jp Morgan cosi' come il nuovo massimo storico dei Cds a 5 anni. Ma non sono delle novita', semplicemente contribuiscono ad alimentare il circolo vizioso".


)--Proseguono le vendite sulle banche quotate a piazza Affari. "Il crollo di ieri degli istituti di credito americani, la crisi diffusa e i timori di un maggior coinvolgimento in questa fase delle banche italiane", stanno affondando i nostri istituti. Sicuramente, prosegue l'esperto, ci sono anche la paure per il possibile ingresso dello Stato nel capitale di alcuni gruppi del nostro Paese. Inoltre, noto anche che ci sono "grossi investitori che hanno ripreso ad alimentare in maniera rilevante il flusso di vendite". Dalle sale operative richiamano l'attenzione anche su un prodotto strutturato lanciato da Jp Morgan, chiamato "First to default basket" che pone l'Italia tra i paesi piu' a rischio di un default tra quelli presi in considerazione. B.Popolare -9,33% a 2,065 euro; B.P.Milano -4,36% a 2,745 euro; Intesa Sanpaolo -10,4% a 1,405 euro; Unicredit -7,74% a 0,745 euro.

eccoli i CRIMINALI RECIDIVI!!!!!!!! :mad:

molti stanno facendo soldi a palate in questo periodo catastrofico!:wall:
portando alla rovina i piccoli risparmiatori! :mad: :mad:

poi coi soldi .........senza nessuno che consumerà :eek::eek:
che ci si puliscano IL QULO! :down::down::down: :mad:
 
Speculazione contro l'Italia, in Piazza Affari cadono le banche
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Websim - 06/03/2009 12:45:46
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Piazza Affari affonda colpita da una pioggia di vendite di speculatori che stanno scommettendo sul fallimento dell'Italia come Stato. Nel mirino non c'è questo o quel titolo, ma l'economia nazionale, anche se poi a farne le spese sono soprattutto le banche. L'indice S&P/Mib segna una perdita del 4,8%, una caduta ben più forte del ribasso delle altre Borse: Londra scende dello 0,7%, Parigi -1,3%, Francoforte -1,2%.

Il ribasso è violentissimo per le banche: Unicredit (UCG.MI) cade dell'8%, Intesa (ISP.MI) è sospesa per eccesso di ribasso e il prezzo teorico segna una caduta del 13%, Montepaschi (BMPS.MI) scende del 7%.

Ubi (UBI.MI) cade dell'8% dopo il nuovo report di Deutsche Bank con raccomandazione sell.BancoPopolare (BP.MI) affonda con una perdita dell'11%. Italease (BIL.MI) è sospesa e il prezzo teorico è in ribasso del 10%.

Le banche stanno facendo le spese della percezione di debolezza che avvolge l'economia italiana nel suo complesso. Il costo per proteggersi della minaccia di insolvenza sul debito pubblico italiano ha segnato questa mattina il nuovo record. Misurata dal contratto derivato credit default swap sulla scadenza a cinque anni, l'assicurazione sul rischio default è salita a 189,9 punti base. Traducendo i valori in livelli monetari, significa che costa al momento 198.900 euro l'anno assicurare un'esposizione di 10 milioni di euro in titoli del Tesoro italiano.

Persistenti timori sulla stabilità dell'economia nazionale hanno mantenuto in tensione il differenziale di rendimento tra il nostro Btp e il Bund tedesco. Lo spread tra i rendimenti dei due decennali viaggia in tarda mattinata intorno a 158 punti base, quasi una decina di centesimi oltre i valori di ieri sera. Il Bund rende il 2,93% contro il 4,51% del Btp decennale.

La caduta non è solo delle banche, ma anche delle assicurazioni: Generali (G.MI) -8%, Fondiaria-Sai (FSA.MI) -6%. Nel risparmio gestito crolla Mediolanum (MED.MI) -9%.

In Europa salgono i petroliferi (Stoxx del settore +1,3%) e anche Eni fa la sua parte con un rialzo dell'1,6%. Tenaris (TEN.MI) guadagna lo 0,6%, ma Saipem (SPM.MI) perde il 4,6%.

Salgono anche i titoli legati alle costruzioni, dopo che il Cipe stamattina ha dato il via libera a fondi per 17,8 miliardi di euro per la costruzione di infrastrutture e edilizia scolastica. Impregilo (IPG.MI) guadagna l'1,7%, Italcementi (IT.MI) +0,2%.

TelecomItalia (TIT.MI) perde il 3,4%. Le utility sono in rialzo in Europa (+1%) e a Milano sale Snam (SRG.MI) +0,1%. Enel (ENEL.MI) scende dell'1,3%.

BeniStabili (BNS.MI) precipita in ribasso del 15%.

Fra i pochi titoli positivi, Danieli (DAN.MI) +3,3%, Benetton (BEN.MI) +1,8%, Edison (EDN.MI) +0,6%
 
- PARIGI, 6 MAR - Bnp Paribas avrebbe raggiunto un accordo per Fortis con il governo belga e dovrebbe firmare l'intesa in giornata. La sigla dovrebbe arrivare prima della scadenza a mezzanotte del termine fissato per trovare un'intesa dopo che l'operazione iniziale era stata bocciata il mese scorso dagli azionisti di Fortis.Lo scrive oggi il quotidiano 'Les Echos' secondo cui sono state negoziate nuove clausole che prevedono l'apporto di garanzie da parte del Belgio.
 
MILANO, 6 marzo (Reuters) - Finora lievemente defilata e meno direttamente esposta ai venti di una crisi globale che da finanziaria si è definitivamente trasfosformata in economica, l'Italia comincia ora a essere colpita direttamente dal pesante
shock della domanda e si aggiunge ufficialmente alle vittime del crollo della congiuntura.

Al di là dei movimenti giornalieri del differenaziale di rendimento tra Btp e Bund o dei contratti 'credit default swap', costo dell'assicurazione dal rischio di insolvenza, la prospettiva sul rating della Repubblica italiana è e rimane stabile.

Lo dice in un'intervista a Reuters Brian Coulton, analista Fitch Ratings responsabile per l'Italia su cui il giudizio dell'agenzia è di 'AA-'.

"L'outlook rimane stabile", sottolinea Coulton, precisando di riferirsi a un orizzonte di 12-18 mesi.

"Il paese non è finora stato in prima linea in ragione di un indebitamento privato contenuto, ma è ora indubbiamente esposto alla recessione globale" spiega.

"Lo shock principale viene, al momento, dalla domanda estera, specie in considerazione delle difficili condizioni in cui versa uno dei partner commerciali chiave come la Germania" aggiunge.

Punti deboli del paese restano comunque il modesto tasso di crescita sottostante accompagnato da un elevato livello di debito pubblico.

Positiva è comunque, secondo l'analista, la decisione del governo di procedere con estrema prudenza nelle misure fiscali per il rilancio della crescita proprio alla luce della delicata posizione di bilancio.

Secondo Coulton vale a questo proposito la pena di riflettere su due dettagli.

"In assenza di particolari più precisi su modi e tempi, il governo non ha comunque finora messo a punto misure ambiziose per la ricapitalizzazione delle banche... si parla di un ammontare di fondi piuttosto modesto se paragonato al prodotto interno lordo" osserva.

"Il fatto di non aver varato un pacchetto fiscale aggressivo testimonia che il governo si è reso conto di non essere in posizione di farlo: questo è sicuramente un segnale positivo in un'ottica di mantenimento del rating" conclude.
 
6 marzo (Reuters) - Chi cercasse conforto sull'andamento del settore bancario europeo - gli istituti di credito italiani oggi hanno la maglia nera - non chieda a Morgan Stanley e JP Morgan, i cui analisti hanno pubblicato tra ieri e oggi note improntate decisamente al pessimismo sulle banche britanniche e spagnole.

In un'analisi sulla borsa britannica in cui dice di attendersi un calo complessivo degli utili 2009 del 60% rispetto al 2008, Morgan Stanley aggiunge infatti una stima di 20
miliardi di sterline di perdite per le banche inglesi quest'anno.

Il 60% di redditività in meno, ammette il broker "suona draconiano e iperbolico... ma pensiamo sia realistico e incorpora le pesanti perdite emerse nelle banche e insieme il
forte calo dei prezzi delle materie prime" spiega il team di ricerca guidato da Graham Secker.

Morgan Stanley ha ridotto a 3.500 da 4.300 l'obiettivo a un anno del benchmark FTSE 100 - oggi a quota 3.500 - e ribadisce che gran parte del calo degli utili verrà dagli istituti bancari.

Da JP Morgan sulla Spagna sono invece arrivati a raffica tagli di target price per i campioni del mercato bancario iberico: Banco Popular (POP.MC) vede il target tagliato a 3,20 euro da 4,20; per Banco Sabadell si cala a 2,10 da 2,60 euro; il target Banesto (BTO.MC) va a 5,60 da 6,80.

E ancora un taglio di price target per Bankinter (BKT.MC), a 5,20 euro da 5,40.

Madrid, da parte sua, ha annunciato oggi un piano di
salvataggio da 2,7 miliardi di euro per le casse di risparmio locali Caja Castilla La Mancha, secondo fonti stampa.

Alle 12,50 lo Stoxx bancario paneuropeo cede il 4% ed è il peggior settore della lista (lo Stoxx generale cede solo 0,8% circa), con molte maglie nere italiane.

Tra i titoli peggiori ci sono in testa Intesa Sp (ISP.MI) e Banco Popolare (BP.MI), in calo di circa 9%, mentre spicca il rimbalzo della britannica Lloyds (LLOY.L) sulle notizie dei progetti di sostegno del governo londinese (+7%) e il più 18% di Fortis Bank per cui si profila - secondo una fonte francese - nuovamente un accordo con BNP.
 
ANCONA, 6 MAR - Il calo dei tassi di interesse deciso ieri dalla Bce 'ha l'obiettivo di aiutare l'economia ad assorbire lo choc della crisi'. Ha detto Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Bce, 'ma e' stato in parte interpretato come una mossa drammatica'. 'Avete tagliato i tassi e la Borsa e' crollata' mi ha detto oggi qualcuno - ha raccontato - come se fra le due cose ci fosse un legame'. Per il rappresentante della Bce, 'bisogna ridurre i tassi quando la crescita rallenta'.
 
"L'Italia fallirà per prima"

http://www.repubblica.it/2009/03/se...18/jpmorgan-scommesse/jpmorgan-scommesse.html


La JpMorgan: è lo Stato più a rischio nell'Eurozona. Ma Grecia e Irlanda sono escluse
Rendimenti, tra i nostri titoli pubblici e i tedeschi ci sono 150 punti di differenza

"Quale Paese fallirà per primo?"
l'Italia in cima alle scommesse
di VITTORIA PULEDDA

MILANO - Con l'ingegneria finanziaria si può fare quasi tutto, anche scommettere su quante probabilità ha un paese di fallire. E l'Italia, secondo alcuni parametri, ne ha una piuttosto alta. Ma partiamo dall'inizio, dalla scommessa che implicitamente fanno gli investitori che acquisteranno i prodotti strutturati proposti Jp Morgan, chiamati appunto "First to default basket" a tre anni.

Il meccanismo è complesso, ma la logica tutto sommato è semplice: il prodotto è, nella sostanza, un'obbligazione con una sua cedola trimestrale, che paga gli interessi a meno che uno degli otto paesi compreso nell'elenco - nel basket, appunto - fallisca (vada in default). Basta che un solo paesi salti, e da quel momento in poi tutto quello che l'investitore porterà a casa sarà limitato a quanto si riesce a prendere dalla procedura post default; un po' come è successo con i bond argentini. Il paese più a rischio all'interno del basket proposto da Jp Morgan è l'Italia.
Il termometro che misura la febbre dei potenziali fallimenti si chiama Cds, Credit default swap: è una sorta di premio di assicurazione, quindi più si paga e più il rischio è alto (più è probabile che davvero un paese fallisca). Ebbene, il Cds dell'Italia - all'interno di questo paniere - è stato fissato a quota 130 mentre il paese più virtuoso, l'Olanda, ha una "febbre" solo di 60, meno della metà dell'Italia.

Il peggior indicatore del rischio-paese è dunque dell'Italia, ma fuori dal paniere scelto da Jp Morgan almeno altri due stanno decisamente peggio: la Grecia e l'Irlanda. Rispetto al Cds a tre anni, Atene infatti ha un grado di rischio di 263 e Dublino di 358. Se poi ci spostiamo sulla durata dei cinque anni (molto più "popolare" per questo tipo di strumenti) il grafico della febbre mostra sempre due ammalati gravissimi, l'Irlanda e la Grecia, mentre al terzo posto troviamo l'Austria - con una "temperatura" di 255 - ma poi si arriva inevitabilmente all'Italia, con un 191. La Spagna invece viene fotografata a quota 140, il Portogallo a 130, la Francia a 88 e la Germania a 86.


Un po' come c'è il termometro e il misuratore della pressione, ovviamente i Cds non sono l'unico modo di valutare la salute di un paese (o di una società). Un altro strumento molto usato dai mercati finanziari è il rendimento dei titoli di Stato, in particolare di quelli con una durata decennale. Ebbene, questi bond considerati appunto benchmark, valori di riferimento, si possono paragonare tra di loro, oppure si possono raffrontare con una specie di "pietra miliare", un tasso di riferimento di mercato particolarmente significativo (l'euro swap a 10 anni nel nostro caso). Ebbene, ieri questo valore - dopo il taglio dei tassi della Bce - era sceso al 3,386% ma chi volesse investire in un Bund tedesco guadagnerebbe di meno; 34 centesimi in meno per la precisione. Al contrario, un investimento in un titolo di Stato francese renderebbe 24 centesimi (punti base, nel gergo degli operatori) in più del tasso swap sull'euro; fino ad arrivare ai 116 punti base dell'Italia (passando per i 106 del Portogallo e i 72 del Belgio, a titolo di esempio). E gli ultimi della classe, Irlanda e Grecia? Il primo offre un rendimento aggiuntivo, sui suoi titoli, pari a 221 centesimi, il secondo arriva a 237. In fondo, è un solo un modo diverso di valutare il rischio-default.

(6 marzo 2009)
 
Mercedes-Benz (Daimler), vendite in calo del 25% a febbraio

6.3.09/14:47

Vendite in calo per Mercedes-Benz a febbraio. Nel secondo mese del 2009 la società tedesca, controllata da Daimler, ha registrato vendite in flessione del 25% a 72.200 veicoli rispetto a 96.800 unità vendute nello stesso mese del 2008.
 
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