sharnin
Forumer attivo
Spot referendari, una truffa
Ecco come Mediaset si è schierata sul referendum per la devolution del 25 e 26 giugno prossimo
di Daniele De Rosas
È iniziata ufficialmente la campagna elettorale per il referendum confermativo sulla devolution, del 25 e 26 giugno. Compaiono sulle strade i cartelloni dei comitati referendari per il SI e per il NO, Radiorai inizia a trasmettere i mini-spot informativi e stessa cosa accade per le maggiori reti televisive. Succede però che nel nostro bel paese ci siauna anomalia di cui ormai non ci stupiamo più. Mediaset invece ditrasmettere degli spot informativi sul referendum conformi alledirettive ministeriali, ha deciso di fare pubblicità ingannevole epoliticamente schierata.
Cosa succede? Se la Rai trasmette degli spot indicando le principali modifiche costituzionali che il referendum potrebbe applicare, Mediaset punta sul populismo e su un unico tema forte che trova d'accordo buonaparte degli italiani, ovvero la riduzione dei parlamentari, omettendo però le reali modifiche. Prima è stata la redazione giornalistica di Italia1 a tastare la realtà politica italiana, trovando la stragrande maggioranza degli italiani favorevoli a questa modifica, che però non verrà applicata prima del 2011, informazione anch'essa omessa. Da questa constatazione ecco nascere quello che chiamo "spot elettorale della CdL", il quale fa leva su un solo e unico tema largamentecondiviso omettendo però anche il minimo accenno a tutto quanto il SI comporterebbe.
Stiamo assistendo a un ennesimo uso privato e politico di tre televisioni appartenenti a una persona, che ha avuto visibilità e unalto numero di consensi proprio grazie ad una informazione schierata e censurante.
Questo spot non è l'unica iniziativa da parte di Mediaset atta a far leva sul populismo cosi facile da sobillare, ma si affianca ai costanti servizi dei programmi di approfondimento di Rete4, Italia1 e di alcuni programmi di Canale5. Non fanno il minimo accenno agli inquietanti poteri politici da semi-dittatura che otterrebbe il Primo Ministro, nessun accenno alle conseguenze della riforma fiscale sanitaria, della polizia locale e dell'istruzione, nessun accenno a tutte le altre modifiche più o meno condivise che ne conseguirebbero.
Ci meritiamo davvero la classificazione internazionale di Paese con una informazione "Not Free". Il Garante per le telecomunicazioni deve rimediare a questo scandalo, vietando con mano ferma la trasmissione di spot-elettorali truffa come quelli che in questi giorni hanno visto milioni di italiani
Ecco come Mediaset si è schierata sul referendum per la devolution del 25 e 26 giugno prossimo
di Daniele De Rosas
È iniziata ufficialmente la campagna elettorale per il referendum confermativo sulla devolution, del 25 e 26 giugno. Compaiono sulle strade i cartelloni dei comitati referendari per il SI e per il NO, Radiorai inizia a trasmettere i mini-spot informativi e stessa cosa accade per le maggiori reti televisive. Succede però che nel nostro bel paese ci siauna anomalia di cui ormai non ci stupiamo più. Mediaset invece ditrasmettere degli spot informativi sul referendum conformi alledirettive ministeriali, ha deciso di fare pubblicità ingannevole epoliticamente schierata.
Cosa succede? Se la Rai trasmette degli spot indicando le principali modifiche costituzionali che il referendum potrebbe applicare, Mediaset punta sul populismo e su un unico tema forte che trova d'accordo buonaparte degli italiani, ovvero la riduzione dei parlamentari, omettendo però le reali modifiche. Prima è stata la redazione giornalistica di Italia1 a tastare la realtà politica italiana, trovando la stragrande maggioranza degli italiani favorevoli a questa modifica, che però non verrà applicata prima del 2011, informazione anch'essa omessa. Da questa constatazione ecco nascere quello che chiamo "spot elettorale della CdL", il quale fa leva su un solo e unico tema largamentecondiviso omettendo però anche il minimo accenno a tutto quanto il SI comporterebbe.
Stiamo assistendo a un ennesimo uso privato e politico di tre televisioni appartenenti a una persona, che ha avuto visibilità e unalto numero di consensi proprio grazie ad una informazione schierata e censurante.
Questo spot non è l'unica iniziativa da parte di Mediaset atta a far leva sul populismo cosi facile da sobillare, ma si affianca ai costanti servizi dei programmi di approfondimento di Rete4, Italia1 e di alcuni programmi di Canale5. Non fanno il minimo accenno agli inquietanti poteri politici da semi-dittatura che otterrebbe il Primo Ministro, nessun accenno alle conseguenze della riforma fiscale sanitaria, della polizia locale e dell'istruzione, nessun accenno a tutte le altre modifiche più o meno condivise che ne conseguirebbero.
Ci meritiamo davvero la classificazione internazionale di Paese con una informazione "Not Free". Il Garante per le telecomunicazioni deve rimediare a questo scandalo, vietando con mano ferma la trasmissione di spot-elettorali truffa come quelli che in questi giorni hanno visto milioni di italiani