Ieri i dati US (Chicago PMI e consumer confidence) al di sotto delle attese hanno pesato sui mercati, con equity americano che ha chiuso marginalmente in negativo. Poi nella nottata i PMI Cinesi hanno sorpreso nella direzione opposta, grazie alla buona domanda interna. A livello aggregato, i dati economici a gennaio sono stati abbastanza contraddittori, ma il quadro che traspare è quello di un moderato miglioramento nelle condizioni dell’economia globale.
Sale la fiducia in un’intesa nelle negoziazioni sulla ristrutturazione del debito greco. Il ministro delle finanze greco ha dichiarato che le perdite, in termini di NPV, potrebbero eccedere il 70%. L’IMF dichiara che i negoziati tra Troika e il paese dovrebbero chiudersi entro pochi giorni. C’è bisogno di garanzie sul fatto che, dopo le elezioni, continuerà il processo di riforme, con misure impopolari come tagliare il salario minimo. I bondholder stanno anche negoziando uno “sweetener tied to a revival in economic growth that would ease the impact of accepting a lower interest rate on the new bonds”.
Oggi sarà diffuso un indicatore che, nell’attuale contesto, ha assunto un’importanza fondamentale per capire quali saranno le prossime mosso dell’ECB, l’ “ECB’s Bank Lending Survey” (BLS). Ad ottobre questo indicatore aveva segnalato un aumento della percentuale di banche che prevedevano un tightening dei “credit standards” nei tre mesi seguenti. I risultati del sondaggio di oggi sono post 3Y LTRO (dunque considerata) ma, nonostante questo, il credito nell’area euro dovrebbe continuare il trend di contrazione, sia per la scarsa domanda di credito, sia per l’interdipendenza e interconnessione tra banche e Stati e per effetto della regulation. Molte banche hanno già annunciato pubblicamente di voler ridurre i propri asset e da diverso tempo si parla del rischio di un credit crunch in Europa. Sarà importantissimo capire quanto acuta è questa contrazione: tanto maggiore il numero di banche che riportano un tightening, tanto più probabili sono nuove misure espansive da parte della BCE nei prossimi mesi (QE?). L’LTRO fa confluire i soldi nei bilanci delle banche, non nell’economia reale.. mentre il QE ha il pregio di bypassare le banche.
Molte release macro oggi: Eurozone CPI, UK PMI e, in America, ISM Manufacturing e ADP employment report, prima dei non farm payrolls di venerdì.
Passando al mercato obbligazionario, ieri c’è stato un buon recupero dei periferici, soprattutto di Italia e Portogallo.
Sulla parte a breve della curva italiana, forte rally, soprattutto per i BTP brevi e ora, volendo fare un po’ di RV, il BTP 12/12 sembra caro rispetto al BOT flessibile 12/12. La curva è molto steep tra il BTP 6/12 o 8/12 e il BTP 12/12, anche in rapporto ad altri paesi.
Più a lunga, buoni acquisti lungo tutta la curva da parte dei domestici, con uno steepening del 2/10y. L’Italia ha stretto anche nei confronti della Spagna (23bps), dopo il re-widening degli ultimi giorni, con ulteriore potenziale visto che proprio il paese iberico dovrà andare in asta domani con €3.5bn-€4.5bn di riaperture: Bono 4% Jul15 (3yr benchmark), Bono 4.25% Oct16 (5yr benchmark) e Bono 3.8% Jan17. Queste emissioni dovrebbero andare bene, visto il supporto dei conti domestici e i €6.2bn di coupon pagati ieri. Domani emetterà anche la Francia, con €6.5 – 8bn da dividere su tre titoli, in area 7-10yr (4.25% Oct18, 2.5% Oct20 e un nuovo 10yr benchmark, il 3% Apr22). Oggi emetterà la Germania sul 10Y, vediamo se sarà rotto verso il basso il range 1.80-2.00%, che ha tenuto nell’ultimo mese e mezzo di trading.
Il Portogallo ha recuperato terreno, con acquisti non-SMP, mentre oggi andranno in asta bills a 3 e 6 mesi (EUR1.25-1.5bn) La IGCP (agenzia del debito Portoghese) dovrebbe raccogliere i necessari fondi e un rendimento al di sotto del 5% sarebbe un buon segnale.