Previste vendite e misure sulla P.A. Il testo, pero', non e' ancora stato definito nei dettagli
Dismissioni degli immobili, con attenzione anche al patrimonio della difesa; misure per favorire gli investimenti in infrastrutture pubbliche; norme sul trasporto locale e quelle relative al pubblico impiego. Potrebbero essere queste le misure del maxiemendamento. Il testo, pero', non e' ancora stato definito nei dettagli. Previsti nelle prossime ore altri tavoli tecnici.
La proposta dovrebbe arrivare in Senato venerdi' prossimo e la soluzione sarebbe stata adottata per dar seguito alle parole di Giorgio Napolitano. Decreto e Ddl arriveranno dopo. Le misure previste Quelli varati sarebbero i primi interventi su semplificazioni varie e rilancio delle infrastrutture (defiscalizzazione per chi realizza e gestisce un'opera). Insomma, come previsto dalla riforma del bilancio, dovrebbero esserci solo misure che incidono sui saldi: quindi appunto la Tremonti-Infrastrutture, le prime dismissioni di immobili, o lo snellimento delle procedure della P.A. Poi ci sara' il capitolo lavoro (rilancio per giovani e donne, ma no la flessibilita' in uscita), liberalizzazioni (servizi pubblici locali in testa) anche degli ordini professionali. Misure gia' apparse nelle bozze del decreto sviluppo. ... e quelle che saltano Lungo e' invece l'elenco di cio' che non sara' nei provvedimenti, misure che invece hanno alimentato i tam tam per una intera giornata. Allo stato vengono smentiti, in ordine: il prelievo sui conti correnti, i condoni, la patrimoniale (5 per mille), l'aumento dell'eta' pensionabile, l'aumento dell'Iva al 23%. Tra le voci era circolata anche l'ipotesi, accreditata da qualche fonte, di un ritorno dell'Ici sulla prima casa. Imposta pero' cancellata proprio dal governo Berlusconi. Ma il governo potrebbe scegliere di mettere mano a uno di questi tesoretti per far cassa subito. Poche dunque le misure esaminate dal Cdm che il premier, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, potranno consegnare ai partner europei a Cannes per il G20. Nella lettera all'Ue tanti impegni Nel ricco menu' delle ipotesi figuravano ben altri interventi. Nella lettera all'Ue il governo indicava cinque miliardi l'anno per tre anni dalle dismissioni e valorizzazioni immobiliari, meno vincoli alla concorrenza, un piano per il rilancio del Sud. Interventi sul lavoro (non la flessibilita' in uscita, al momento), con particolare attenzione a giovani e donne, ipotesi di intervento sulle pensioni (eta' a 67 anni). Attuazione della delega fiscale-assistenziale (20 miliardi). Misure che inizialmente dovevano essere contenute in un decreto. Si e' deciso invece per il maxiemendamento alla legge di stabilita' e poi, decreto e ddl. Tra gli interventi indicati a breve il governo segnalava nella lettera all'Ue, entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attivita' economica, da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori. Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese; ed entro 6 mesi, l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia. Si punta inoltre entro 8 mesi, al completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione. Nei prossimi 4 mesi sara' 'prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che storicamente caratterizza e penalizza l'economia italiana'. L'esecutivo e' intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali. Il piano Eurosud arrivera' entro meta' novembre.