Reato di clandestinita'

Sant'Eufemia: hashish fuori dal cimitero, arrestato spacciatore

La Locale ha arrestato un pluripregiudicato di origine senegalese, trovato in possesso di 59 barrette di hashish per un peso di 250 grammi. E' stato incarcerato a Canton Mombello
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redazione 9 giugno 2014
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Intervento della Locale nelle vicinanze del cimitero di Sant’Eufemia, teatro già in passato di episodi di spaccio, dopo aver seguito per diversi giorni gli spostamenti di un pluripregiudicato di origine senegalese.
Gli agenti hanno individuato un’auto appartata, a bordo della quale si trovava il senegalese in compagnia di un italiano. Dopo aver fermato i due uomini, i militari hanno perquisito il veicolo, in cui sono state rinevenute 59 barrette di hashish per un peso di 250 grammi, due coltelli con lame di 40 e 50 centimetri, due telefoni cellulari utilizzati per contattare i clienti e banconote per un totale di mille euro.
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L’italiano, cliente dello spacciatore, ha rivelato alla Locale di essersi rifornito da quello stesso pusher, nell’ultimo anno, per più di cento volte. Il senegalese è quindi stato trasferito al carcere di Canton Mombello, in attesa dei provvedimenti del magistrato.
 
Brescia: arrestati due spacciatori nella zona di via Corsica

A finire in manette un 32enne e un 33enne di nazionalità algerina
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redazione 9 giugno 2014
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Operazione della Polizia locale nella zona di via Corsica a Brescia, dove due persone, già sottoposte in passato a provvedimenti restrittivi per reati legati allo spaccio, sono state sorprese a prendere contatti con potenziali clienti.
I due uomini, un trentaduenne e un trentatreenne di nazionalità algerina e senza fissa dimora, sono stati perquisiti e arrestati.
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In loro possesso gli agenti hanno trovato alcune barre di hashish, per un totale di oltre 40 grammi, telefoni cellulari e 300 euro in contanti, frutto dello smercio degli stupefacenti.
 
Urago Mella: spacciavano eroina, in manette due pusher

Arrestati un marocchino di 49 anni e un tunisino di 28 anni. I poliziotti gli hanno trovato addosso 150 grammi di droga, una bilancina di precisione e circa 400 euro
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redazione 9 giugno 2014
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Dello: 5.000 euro di "coca" nell'armadio, arrestato 28enne
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La scorsa settimana, gli agenti della Locale hanno inseguito e perquisito due persone, un marocchino di 49 anni e un tunisino di 28 anni, scoperte a vendere sostanze stupefacenti nel quartiere di Urago Mella.
Addosso ai due uomini, senza fissa dimora e con precedenti per spaccio, i militari hanno trovato dosi di eroina per oltre 150 grammi, telefoni cellulari, una bilancina di precisione e denaro per circa 400 euro.
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Inoltre, uno dei clienti ha confessato di aver acquistato droga dai due magrebini più di cinquanta volte negli ultimi mesi. I due sono stati quindi condotti nel carcere cittadino a disposizione dei magistrati.
 
55.930 gli stranieri ultra 65enni che godono dell’assegno sociale corrisposto loro anche se non hanno mai lavorato e se non hanno mai versato un solo contributo
Bellissimo: tra un anno saranno N volte gli stranieri; e N volte di meno gli italiani che hanno lavorato con contributi.
 
Un disperato appello di una mamma: «toglietemi la cittadinanza Italiana»
http://www.imolaoggi.it/wp-content/uploads/2013/06/disp1.jpg6 giu – Pubblichiamo la lettera di una mamma disperata residente in zona, che la stessa ha inviato al Presidente della Repubblica Napolitano e al Presidente del Consiglio Letta. Questa lettera, riportata integralmente è stata pubblicata su altri quotidiani, anche nazionali, suscitando apprensione e in alcuni casi amarezza. I contenuti non vanno strumentalizzati politicamente, ma devono invece far riflettere, per far capire il grado della disperazione e l’emergenza in cui viviamo da qualche tempo, e che in taluni momenti potrebbe essere alleviata con il buon senso, magari, aggirando la burocrazia e sopratutto difendendo la meritocrazia.
Egregio Sig.Presidente della Repubblica e Sig.Presidente del Consiglio,
«Scrivo questa lettera aperta da inoltrare ai giornali tramite l’ass.ne Legittima Difesa, non scriverò pubblicamente il mio nome onde evitare ulteriori vessazioni da parte di chi dovrebbe tutelare la gente in difficoltà.
Io chiedo di perdere la cittadinanza italiana e diventare una extracomunitaria, lo chiedo perchè sono stanca di non poter vivere con mio figlio solo perchè italiana e come italiana non ho diritto ad agevolazioni in materia di aiuto..in particolare di punteggio per l’assegnazione di una casa popolare.

Sono attualmente senza lavoro, dopo anni di lavoro saltuario, nell’ultimo anno dopo la separazione ho vissuto a Milano avevo un lavoretto ed una famiglia che mi ospitava…ma mio figlio , che vive con i nonni, ha cominciato a sentire la mia mancanza..sono quindi tornata nella mia città pur di stare qualche ora al giorno con lui, ospite di amici ..una settimana in un posto, poi altro posto..il sacrificio in attesa della casa popolare..ritenevo di avere tutti i requisiti…volevo ricongiungermi a mio figlio….ma non rende punteggio un solo figlio e non nello stato di famiglia…qualcuno dovrà spiegarmi senza una casa come posso dichiarare un nucleo famigliare….non mi spettano aiuti diversamente dalle famiglie straniere..io italiana non sono gradita nella mia terra…l’Italia è un paese fondato sul lavoro…Bugie….il lavoro è prima per gli stranieri…le case popolari prima agli stranieri…i contributi prima agli stranieri…
Non mi uccido perchè non do questa soddisfazione e poi comunque mio figlio ha bisogno di me..ma vi prego con il cuore toglietemi la cittadinanza Italiana e fatemi diventare extracomunitaria, voglio avere una casa per vivere con mio figlio, mi sento discriminata per essere Italiana…chiaramente questo appello è anche alla Sig.ra Ministro pari opportunità….mi dia le stesse opportunità di chi italiano non è.
Fiduciosa di una risposta..anche se dubito…I miei riferimenti personali sono a conoscenza dell’Ass.ne Legittima Difesa che invierà questa mia richiesta ai giornali».
In fede M.M.
 
[...] non scriverò pubblicamente il mio nome onde evitare ulteriori vessazioni da parte di chi dovrebbe tutelare la gente in difficoltà.

Solo questo la dice lunga sulle reali possibilita' di partecipazione democratica alla vita del paese: italietta il paese dei furbi e dei fessi.

O MAFIOSI, O CORNUTI E MAZZIATI.
 
benvenuti in italia, cominciate ad abituarvi anche voi a mantenere dei bifolchi al governo

Anche il riconoscimento della cittadinanza italiana sarà "salato". L'emendamento di Todini stabilisce anche che "i diritti da riscuotere per il trattamento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona maggiorenne" saranno fissata a 300 euro.

n.b. anche per figli di italiani, che presa per il culo :clap:
 
Ultima modifica:
Un suicidio al giorno tra i disoccupati: Lombardia maglia nera della disperazione

Una lunghissima scia di sangue si potrae dall'inizio della crisi economica. Nel 2010 sono stati 362 i suicidi dei disoccupati, un più 44,7% rispetto al 2008. I cosiddetti 'esodati' - 45 e i 64 anni - i più colpiti
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redazione18 aprile 2012
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E' in prevalenza la mancanza del lavoro o comunque di qualche prospettiva economica la ragione del dilagare dei suicidi nel nostro Paese, che ormai ogni giorno miete vittime soprattutto tra i disoccupati e tra i cosiddetti 'esodati', tra coloro cioé che anche per ragioni anagrafiche nutrono meno speranze di altri di trovare un'altra occupazione.

A livello territoriale, al di là delle ragioni più strettamente legate al lavoro, è il Centro-Nord a detenere il triste scettro dei casi di suicidio, con la Lombardia al primo posto. Il fenomeno dei tanti che quotidianamente compiono il gesto estremo è però riconducibile, racconta il Secondo Rapporto dell'Eures ('Il suicidio in Italia al tempo della crisì), soprattutto alla figura maschile.

- BRESCIA, crisi inarrestabile: da inizio anno più di 1.000 licenziamenti al mese

Nel 2010 sono stati 362 i suicidi dei disoccupati, spiega l'Eures, superando così i 357 del 2009, che già rappresentavano una forte impennata rispetto ai 270 accertati in media nel triennio precedente. Il numero dei suicidi tra i disoccupati tra il 2008 e il 2010 si attesta complessivamente al 39,2% del totale, salendo al 44,7% tra quanti hanno perso il lavoro.

Considerando la sola componente maschile, l'aumento dei suicidi dei senza lavoro appare ancora più preoccupante (da 213 casi nel 2008 a 303 nel 2009, a 310 nel 2010), attestandosi a +45,5% tra il 2008 e il 2010, confermando così la centralità della variabile occupazionale nella definizione dell'identità e del ruolo sociale degli uomini.

Ma la crisi si fa sentire soprattutto sui cosiddetti 'esodati', vale a dire tra coloro che hanno tra i 45 e i 64 anni, con un incremento del 12,6% nel 2010 rispetto al 2009 e del 16,8% rispetto al 2008. Ma la disoccupazione, informa l'Eures, è anche alla base dei suicidi nelle fasce di età tra 45 e i 54 anni, aumentati del 13,3% rispetto al 2009, e in quella 55-64 anni (+10,5%); il tutto a fronte di una crescita complessiva dell'8,1%. Tuttavia, come confermano anche le cronache di queste ultime settimane, a sentire il fiato sul collo della gelata economica sono anche gli artigiani e i commercianti.

E secondo l'Eures nel 2010 336 tra questi hanno deciso di farla finita (contro i 343 del 2009). Lo studio definisce "molto alto il rischio suicidario" in questo ambito: in particolare nel 2010 si sono contate 192 vittime tra i lavoratori in proprio (artigiani e commercianti) e 144 tra gli imprenditori e i liberi professionisti (151 nel 2009), nel 90% dei casi uomini.

Secondo la fotografia dell'Eures sono aumentati nel 2010 i suicidi nelle regioni del Centro-Nord; ma a livello territoriale il primato se l'é aggiudicato la Lombardia (con 496 casi, +3% rispetto al 2009), seguita dal Veneto (320, pari al 10,5% del totale, con un aumento del 16,4% sul 2009) e l'Emilia Romagna (278, 9,1%).

Più della metà dei suicidi censiti in Italia si verifica in una regione del Nord (1.628 casi nel 2010, pari al 53,4% del totale), a fronte del 20,5% al Centro (624 casi) e del 26,1% al Sud (796 casi). Anche in termini relativi il Nord conferma i valori più alti, con 5,9 suicidi ogni 100 mila abitanti, contro i 5,3 del Centro e dei 3,8 del Sud. Ma è il Centro Italia a registrare nel 2010 la crescita più consistente, con un +11,2% sul 2009, che sale a +27,3% nel Lazio, con 266 suicidi.
 

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