Reato di clandestinita'

Mandano una bambina a rubare alla LiDL: quattro arresti

E' successo al supermercato di via Tadini a Brescia. Arrestate quattro giovani nomadi: per loro il divieto di dimora nel Bresciano
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Redazione 14 luglio 2014
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Brescia: tentato furto alla LIDL di via Valle Camonica, arrestato 16enne


Mandano una bambina di 10 anni a rubare perché non imputabile. Per questo motivo, quattro giovani nomadi sono state arrestate dalla polizia, a seguito di un furto presso il supermercato LiDL di via Tadini a Brescia.
Il fatto è avvenuto domenica verso le 14:00. La ragazze hanno dapprima strappato le bande magnetiche da alcuni prodotti con un valore di circa 74 euro, sfruttando poi la minorenne per portare a compimento il furto.
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Sono state però fermate dalla vigilanza interna, che le ha poi consegnate agli agenti della Volante. Convalidato l’arresto, per le nomadi è scattato il divieto di dimora nella provincia di Brescia.
 
Carpenedolo: barista aggredita alle spalle e sequestrata

Sorpresa all'orario d'apertura, è stata spinta all'interno del bar e rinchiusa nel bagno. I ladri se ne sono anditi con 1.000 euro di bottino
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Redazione 14 luglio 2014
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Torbole: agguato al bar, titolare legato e imbavagliato
Lonato: furto da migliaia di euro, barista chiuso nel magazzino


Non si ferma l'escalation di criminalità registrata nelle ultime settimane nel Bresciano. L'ultimo episodio è avvenuto lunedì mattina al Bar Dream, presso il complesso commerciale "I meridiani" a Carpenedolo.
Verso le 6:45, la titolare è stata aggredita all'orario di apertura. Sorpresa alle spalle da almeno due persone, è stata spinta all'interno del locale e chiusa a chiave nel bagno. I banditi hanno così iniziato la loro razzia indisturbati, fuggendo poi con mille euro in contanti trovati nelle slot machine e nella borsetta della donna.
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A mezzanotte, sempre a Carpenedlo, ignoti hanno cercato di far saltare la cassa continua del supermercato Eurospin, ma la struttura ha resistito e ladri sono dovuti fuggire a mani vuote.
 
Roma - Sentenza choc della Cassazione. In caso di delitti efferati compiuti da immigrati irregolari, ai fini del riconoscimento delle attenuanti generiche, è giusto tenere in considerazione la "giovane età dell'imputato, la sua arretratezza culturale e la sua situazione di emarginazione sociale conseguente allo stato di clandestino". Lo ha stabilito la Prima sezione penale della Suprema Corte bocciando il ricorso del Procuratore generale della Corte d'Assise di Milano che si era opposto al riconoscimento delle attenuanti generiche ad un ventenne clandestino condannato a 17 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio e rapina.

La vicenda
Nel novembre del 2003 l'imputato uccise un ragazzo italiano rubandogli poi denaro e oggetti. Dalla confessione dell'omicida emerse una particolare efferatezza del delitto: la vittima fu legata e poi uccisa con brutalità. Nonostante le modalità del delitto, nel marzo dello scorso anno, la Corte d'Assise d'Appello di Milano riconobbe le attenuanti generiche, ritenute equivalenti alle aggravanti di crudeltà. Contro la sentenza era ricorso in Cassazione il Pg della corte milanese, convinto che "data l'indifferenza dell'omicida all'agonia della vittima e la brutalità dell'aggressione", non andava riconosciuta alcuna attenuante.

Il verdetto
La Suprema Corte (sentenza 957), dopo aver precisato di non potersi pronunciare sul merito della questione perchè "si risolverebbe in una valutazione del fatto", ha rilevato però che il giudice di merito ha opportunamente considerato le attenuanti, tenendo presente "la giovane età dell'imputato, la sua arretratezza culturale e la sua situazione di emarginazione sociale conseguente allo stato di clandestino, senza uno stabile lavoro e senza uno stabile riferimento in Italia".
 
Roma - Sentenza choc della Cassazione. In caso di delitti efferati compiuti da immigrati irregolari, ai fini del riconoscimento delle attenuanti generiche, è giusto tenere in considerazione la "giovane età dell'imputato, la sua arretratezza culturale e la sua situazione di emarginazione sociale conseguente allo stato di clandestino". Lo ha stabilito la Prima sezione penale della Suprema Corte bocciando il ricorso del Procuratore generale della Corte d'Assise di Milano che si era opposto al riconoscimento delle attenuanti generiche ad un ventenne clandestino condannato a 17 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio e rapina.

La vicenda
Nel novembre del 2003 l'imputato uccise un ragazzo italiano rubandogli poi denaro e oggetti. Dalla confessione dell'omicida emerse una particolare efferatezza del delitto: la vittima fu legata e poi uccisa con brutalità. Nonostante le modalità del delitto, nel marzo dello scorso anno, la Corte d'Assise d'Appello di Milano riconobbe le attenuanti generiche, ritenute equivalenti alle aggravanti di crudeltà. Contro la sentenza era ricorso in Cassazione il Pg della corte milanese, convinto che "data l'indifferenza dell'omicida all'agonia della vittima e la brutalità dell'aggressione", non andava riconosciuta alcuna attenuante.

Il verdetto
La Suprema Corte (sentenza 957), dopo aver precisato di non potersi pronunciare sul merito della questione perchè "si risolverebbe in una valutazione del fatto", ha rilevato però che il giudice di merito ha opportunamente considerato le attenuanti, tenendo presente "la giovane età dell'imputato, la sua arretratezza culturale e la sua situazione di emarginazione sociale conseguente allo stato di clandestino, senza uno stabile lavoro e senza uno stabile riferimento in Italia".
invece di stupirci dovremmo tener conto della tarda età di questi matusa. della loro arretratezza culturale e insensibilità. oltre che del loro cinismo, asocialità e bassezza morale
 
QUESTA E' BRESCIA:

ANCHE IN QUESTO CASO, l'omicidio del panettiere da parte degli albanesi, il giudice dovrà tener conto:
- poveri albanesi, non si sono inseriti in Italia in 20 anni...
- sono giovani...
- non hanno la laurea...

quindi ok, uccidete pure se è a fine di rapina.
del resto i soldi delle rapine gli servono per pagare il pane e la frutta...
 
Pontoglio: ucciso dai rapinatori, i familiari scrivono a Renzi

Una lettera scritta da familiari e amici del macellaio Pietro Raccagni, ucciso mentre cercava di fermare dei ladri sorpresi in casa, è stata consegnata al premier: "Le nostre case saccheggiate da persone senza scrupoli"
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Redazione 24 luglio 2014
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Il macellaio Pietro Raccagni, ucciso dai ladri a 53 anni
Buongiorno Matteo,

con tutte le nostre forze vogliamo cogliere l’occasione per sensibilizzarti su quanto ultimamente sta accadendo nel territorio Bresciano.

Le nostre case dovrebbero essere il posto più sicuro dove potere vivere la nostra quotidianità, mentre sono diventate obiettivi di saccheggio da parte di persone senza scrupoli.
La notte dell’otto di luglio un padre di famiglia cercando di proteggere i propri familiari viene colpito alla testa in modo molto grave da malviventi entrati in casa.

Il suo corpo con la testa sanguinante rimane a terra per circa un’ora, perché prima di trovare una ambulanza con un medico a bordo si è dovuto attendere che arrivasse dall’ospedale Sarnico (Bg) distante più di 20km ,mentre il nostro ospedale di zona - Mellino Mellini di Chiari (Bs) dista da Pontoglio 5 km. (due ambulanze sono arrivate prima, ma senza il medico indispensabile in casi gravi).
Dopo 11 giorni in rianimazione, purtroppo Pietro Raccagni, commerciante 53enne di Pontoglio, è deceduto lasciando moglie e due figli.

Siamo talmente arrabbiati che non riusciamo ad esprimere i nostri sentimenti per quanto ci è accaduto la notte dell’otto luglio 2014.
Abbiamo dovuto attendere la morte di Pietro per, finalmente, sapere che le forze dell’ordine sono riuscite a fermare questi personaggi squallidi che hanno comunque proseguito nelle loro azioni anche nei giorni seguenti l’accaduto.

Ironia della sorte, non abbiamo potuto nemmeno donare gli organi perché le leggi italiane probabilmente non permettono ad un giudice di accogliere il dono senza l’autopsia, fatta a distanza di tre giorni dalla morte del nostro congiunto.

Matteo, ma che giustizia abbiamo?? Chi stiamo difendendo??
Ma è possibile che non ci si possa difendere da chi entra in casa nostra perché non viene considerata legittima difesa?? Pietro non si è difeso con armi improprie, ma semplicemente fidandosi della sua forza fisica e morale.

I cittadini onesti devono vivere queste tragedie per rendersi conto di non essere protetti dallo Stato, così come devono essere perseguiti i delinquenti con celerità ??
Noi tutti insieme alla famiglia chiediamo giustizia per Pietro.

Matteo, prosegui per favore nelle riforme; non possiamo più tollerare di mantenere i vecchi politici che ci hanno portato a questo punto.
Non possiamo tollerare che la politica sia scollegata dai bisogni della gente comune. Vogliamo un cambio generazionale per dare uno spirito nuovo allo Stato!!

Familiari ed amici di Pietro Raccagni
 
La lettera fa riflettere, in 2 sensi:

il 1° quello del sunto sulla situazione di Brescia e dell'episodio che si somma a tutti gli altri...è un massacro qui..invadono case tutti i giorni con una violenza incredibile, senza parlare delle rapine che ormai non si contano piu'.

2° sono comunisti. credono in Renzi....hanno votato Renzi....

allora io mi chiedo: hai votato Renzi...credi in Renzi...e chiedi a Renzi di fare qualchecosa verso questi farabutti?

eh no amci miei...renzi Boldrini e kyenge sono sempre stati chiari: gli extracomunitari non si toccano. cascasse il mondo.

i tre giovani albanesi sono extracomunitari, appena arrestati si sono messi a ridere. perchè? perchè per loro l'Italia è Gardaland, l'Italia è una risata, è un paese da macellare.

sanno che chi governa l'Italia è in prima linea verso tutti loro.

pertanto chiedere a Renzi di fare qualchecosa è come chiedere al boia di farti scappare dal patibolo.

MI chiedo come possano gli italiani non capire questo alto tradimento...come possano credere alla Boldrini...a Napolitano...all'integrazione....

Stiamo diventando come le cittadine del Venezuela o della Colombia...criminalità, disoccupazione e droga.

loro ci sono nati cosi è la loro terra, noi non eravamo cosi e non è piu la nostra terra

non si puo' avere a Brescia il 51% della popolazione extracomunitaria...non è ammissibile...
e le stime parlano che in 2 anni passeremo sopr ail 60%

comodo stare qui da noi....rubare, spacciare, prostituire, evadere, uccidere....comodo davvero....

che riconoscenza verso la terra che VI OSPITA, vi da un lavoro, vi da sanità ed istruzione...vi accoglie...

e voi invece di ripulire, aiutare, ricambiare, ringraziare...ci derubate, ci offendete, ci umiliate, ci fate vivere nel terrore....
 
Giallo a Erbusco: tentano di rapire una donna mentre fa jogging

Aggredita in pieno giorno, nella frazione Zocco mentre fa jogging: ma la giovane donna riesce a divincolarsi e scappare, evitando il peggio. Indagano i Carabinieri: a bordo della macchina forse due stranieri
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Redazione 23 luglio 2014
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Desenzano: pestati a sangue in pieno centro, grave un ragazzo
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Aggredita in pieno giorno, mentre stava facendo la sua sessione quotidiana di jogging a Zocco di Erbusco, una zona molto frequentata da sportivi dell’aria aperta, o semplicemente da chi porta a spasso il cane.
E’ successo poco prima delle 19:00 di martedì: la giovane donna sarebbe stata avvicinata da una Volkswagen, a bordo due persone. Uno di questi avrebbe aperto la portiera, e si sarebbe avvicinato alla vittima con l’intenzione di ‘caricarla’ di forza.
Esclusa l’ipotesi del rapimento, più plausibile quella di una tentata violenza sessuale. La ragazza sarebbe riuscita a divincolarsi in tempo, dopo essere stata strattonata, e ad allontanarsi di corsa, lungo una viuzza in cui la macchina non sarebbe potuta arrivare.
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Poi, il racconto ai Carabinieri. Che ora indagano, seguendo la pista degli aggressori stranieri.
 
La ragazza intervistata è sotto shock....
due stranieri la stavano per rapire...per farle cosa????

per stuprarla...per ucciderla o per ....??

dai non si puo' andare avanti cosi...NON SI PUO' ...il dialogo è finito...SERVONO I FATTI....

VANNO CACCIATI TUTTI E SE NECASSARIO UCCISI...BASTA MEZZE MISURE...

SE SOLO IL PRIMO INIZIASSE...POI A RUOTA TUTTI PRENDEREBBERO CORAGGIO..
 

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