Situazione Ucraina

Vorrei rispondere a chi ha espresso lo stesso concetto,

cioè a chi sostiene con la metafora dell’interventismo in difesa del vicino aggredito da delinquenti

la necessità di mandare armi agli ucraini.


Vorrei ricordare che l’Ucraina non era nella Ue per un ben preciso motivo,

e cioè che il sistema di governo a Kiev non era e non è - a tutti gli effetti -

una democrazia compiuta ma una sua parodia.



L’autoritarismo e la corruzione del governo ucraino avevano e hanno ben poco da invidiare a quello russo,
con una matrice “bruna” assai preoccupante per la Ue (questo almeno fino al momento dell’invasione russa).


Detto questo, il paragone più azzeccato per rappresentare la vicenda mi sembra quindi di poterlo esprimere così:

i miei vicini di casa sono i rappresentanti del cartello messicano di Sonora,

ed improvvisamente vengono attaccati da quello di Tijuana (o di Medellin, Colombia).


Permettetemi, in questo caso, di dire che io mi farei gli affari miei

e certamente non interverrei a favore di nessuna delle due parti
.


Fuor di metafora, la posizione più conveniente per l’Italia, data la situazione e in un’ottica di real politik,

sarebbe stata quella di condannare certamente l’invasione,

ma d’altra parte di offrirsi come intermediario accreditato per la negoziazione di un accordo,

al di là dell’effettiva possibilità di poterlo raggiungere nel breve periodo.


Sicuramente partire lancia in resta contro la Russia,

soprattutto data la dipendenza energetica da essa,

mi è sembrato un clamoroso autogol.
 
Poveri dementi cercano spazio.

"Si parlerà di un nuovo decreto di aiuti all'Ucraina in modo coordinato con gli altri Paesi
al momento opportuno e quando il governo di Kiev manifesterà nuove esigenze.
Laddove ci sarà una nuova richiesta, l'Italia dopo essersi coordinata con la Nato invierà altri armamenti".

Lo afferma il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè ( sottosegretario di Forza Italia )
sull'ipotesi di un nuovo decreto interministeriale per mandare altre armi all'Ucraina.

"Esistono equipaggiamenti non letali come gli elmetti e i giubbotti antiproiettile che l'Italia ha già mandato.

Ma le armi, per loro natura, sono tutte offensive e l'Italia continuerà a mandarle a Kiev
a seconda delle richieste che riceverà e delle disponibilità che abbiamo
".
 
Vorrei rispondere a chi ha espresso lo stesso concetto,

cioè a chi sostiene con la metafora dell’interventismo in difesa del vicino aggredito da delinquenti

la necessità di mandare armi agli ucraini.


Vorrei ricordare che l’Ucraina non era nella Ue per un ben preciso motivo,

e cioè che il sistema di governo a Kiev non era e non è - a tutti gli effetti -

una democrazia compiuta ma una sua parodia.



L’autoritarismo e la corruzione del governo ucraino avevano e hanno ben poco da invidiare a quello russo,
con una matrice “bruna” assai preoccupante per la Ue (questo almeno fino al momento dell’invasione russa).


Detto questo, il paragone più azzeccato per rappresentare la vicenda mi sembra quindi di poterlo esprimere così:

i miei vicini di casa sono i rappresentanti del cartello messicano di Sonora,

ed improvvisamente vengono attaccati da quello di Tijuana (o di Medellin, Colombia).


Permettetemi, in questo caso, di dire che io mi farei gli affari miei

e certamente non interverrei a favore di nessuna delle due parti
.


Fuor di metafora, la posizione più conveniente per l’Italia, data la situazione e in un’ottica di real politik,

sarebbe stata quella di condannare certamente l’invasione,

ma d’altra parte di offrirsi come intermediario accreditato per la negoziazione di un accordo,

al di là dell’effettiva possibilità di poterlo raggiungere nel breve periodo.


Sicuramente partire lancia in resta contro la Russia,

soprattutto data la dipendenza energetica da essa,

mi è sembrato un clamoroso autogol.

Donald Trump Jr.: «Ucraina uno dei Paesi più corrotti al mondo, usare quei 33 miliardi per i bisognosi americani» Il figlio dell'ex presidente Usa commenta così il pacchetto di aiuti da 33 miliardi di dollari richiesto al Congresso da Joe Biden in favore di Kiev.
(Il Messaggero)
 
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Continuate pure a scrivere corbellerie.

Però poi non lamentatevi quando le forze dell'ordine faranno irruzione nelle vostre case per verificare se siete pagati e da chi per scrivere.
 
Continuate pure a scrivere corbellerie.

Però poi non lamentatevi quando le forze dell'ordine faranno irruzione nelle vostre case per verificare se siete pagati e da chi per scrivere.

Ma cosa vuoi che paghino a tutti questi "figli di putin"...sono qui a rilanciare le prime locandine e twittate che trovano in rete.
Non sanno nemmeno affrontare un ragionamento appena sopra il minimo sindacale.
 

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