ho cercato di stoppare ucg a 3,34 e non ci sono riuscitoho fatto cilecca con il tastomi sono imbestialito ho fatto saltare sistema operativotempo di riavviare e mi sono ritrovato ucg a3,304questa manfrina mi è costata ,sopratutto mi ha macchiato una settimana perfettaforse mi serve aritornare sulla terra ,e a pensare meno alla borsache nervosociao a tutti a lunedi
VENERDÌ 20 GENNAIO 2012
Diritti Unicredit: ultime ore di negoziabilità.
Da stasera non potranno più essere negoziati i diritti collegati all'aumento di capitale di Unicredit.
Infatti, mentre il periodo di adesione all'operazione scadrà tra una settimana (27 gennaio), i diritti possono essere acquistati o venduti soltanto fino ad oggi.
Da stasera il valore del diritto si azzererà, il che lascia intendere che la maggioranza degli investitori interessati abbia già deciso se aderire o meno.
Mi spiego: se un investitore non è intenzionato all'operazione, ha interesse a vendere entro oggi, perchè dalla prossima settimana non potrà comunque liquidare i diritti.
In buona sostanza, è lecito ritenere che, pur mancando una settimana al termine dell'aumento, la quasi totalità degli investitori abbia già deciso se aderire o meno.
Insomma, i giochi sono quasi fatti.
A rafforzare tale convinzione v'è il fatto che molte banche, nel caso di mancata vendita dei diritti e mancata adesione, procederanno di propria iniziativa alla liquidazione delle opzioni versando il ricavato nei conti dei clienti.
Il 10 gennaio, in riferimento al consorzio di collocamento, s'era scritto: "...in buona sostanza il consorzio si impegna a sottoscrive interamente l'eventuale parte inoptata (quindi i diritti non esercitati).
In parole semplici, in un modo o in un altro Unicredit quei 7,5 miliardi è certa di raccoglierli.
Allora dove sta il problema? semplicemente che con ogni probabilità il consorzio di collocamento, una volta sottoscritto l'inoptato lo andrà a vendere interamente o in gran parte sul mercato, e nel caso in cui l'entità fosse notevole, assisteremo a pesanti ripercussioni negative sulle quotazioni del titolo che, come già detto, pesa molto sul Ftse Mib.".
Le nuove azioni saranno depositate nei portafogli di chi ha aderito non prima del 29 gennaio, per cui, al momento, il consorzio di collocamento anche volendo non può vendere qualcosa di cui non dispone.
Quindi ciò non costituisce ancora un problema.
Invece, un possibile problema piuttosto imminente è il seguente: il consorzio di collocamento, consapevole che entro qualche ora la quasi totalità degli investitori avrà deciso se aderire o meno, non avrà più troppo interesse a sostenere il prezzo di Unicredit.
Insomma, da lunedì prossimo Unicredit si ritroverà a camminare quasi esclusivamente con le proprie gambe, mentre dal 29 gennaio probabilmente dovrà farlo addirittura controvento, a causa delle possibili vendite da parte del consorzio di collocamento.
Sarà abbastanza forte?
Riccardo Fracasso