La foto scattata da Tami contravviene ad una direttiva del Pentagono che vieta di mostrare bare americane finché queste ultime non hanno raggiunto le famiglie per i funerali. Ma c’è chi pensa che questa regola (in vigore dal ’91), serva al governo per evitare una reazione negativa da parte dell’opinione pubblica, più sensibile alla vista di cinque morti che all’astratta notizia di decine di caduti in battaglia.
Il risultato è che Tami e David sono ora in Kuwait a disposizione del Pentagono, ma verosimilmente torneranno presto in America.
Ma quello che involontariamente la Silicio ha scoperchiato, è un vero vaso di Pandora, e la dimostrazione che nell’era di internet, delle macchine fotografiche digitali e persino dei telefoni in grado di inviare immagini, proibizioni come quella del Pentagono sono quanto di più anacronistico si possa immaginare.
E così, mentre il governo pateticamente impedisce alla stampa di filmare l’arrivo dei caduti alle basi di Ramstein in Germania o di Dover nel Delaware, la rete è inondata di foto che – come vedete – sono probabilmente scattate dagli stessi soldati che si occupano di stivare le bare nei cargo.
Oggi sarà senza lavoro, ma forse, da domani, Tami Silicio sarà ricordata come l’iniziatrice di un vero e proprio mutamento nella storia dell’informazione militare…
maria internet ofre un servizio di contro informazione poderosa....
ieri ho letto che x esempio un fotografo che era sul posto ha detto che x lui la battaglia italiana x i ponti non è costata 15 morti ... ma almeno 150 ...
i morti che ci dicono sono quelli che vengono portati in ospedale dove tra l'atro la maggior parte degli iraqeni non può andare perke son strutture private .