lunedì, 26 aprile 2010
Rischio default per gli Stati ad alto indebitamento
Si discute in questi giorni il default della Grecia, gli aiuti, i prestiti.
Così come già ampiamente esposto, il rischio default nei prossimi anni per gli Stati ad alto indebitamento è assai elevato perché di contro il PIL di questi stessi Stati sarà nell’ordine della crescita intorno allo zero se non negativa, il che determina un impatto sui conti pubblici ancor più alto determinato del pagamento dell’enorme debito pubblico accumulato.
Mentre il PIL può anche fermarsi o decrescere, i debiti vanno pagati sempre e a loro volta incrementano il volume di quelli esistenti, visto che ad ogni scadenza obbligazionaria se ne emettono di nuovi, perlomeno sino a che ci sono compratori di questa carta straccia, quali sono i T-bonds o i Btp o i Bot.
Se pur viviamo nell’era della “carta”, non si può pensare di pagare sempre e solo con carta straccia, visto che all’orizzonte appaiono ora Stati con fondamentali più attrattivi per gli investitori, ovvero mentre i conti pubblici occidentali peggiorano con PIL in diminuzione o dormiente e debito in incremento, dall’altra parte del mondo infatti i conti migliorano, il PIL corre molto meno dei debiti e questo attira i capitali prima investiti in titoli di stato dei paesi occidentali.
I protagonisti di questo secolo sono Cina, India e Brasile, perché rischiare su morti viventi come le economia italiane in cui le aziende restano semi aperte grazie all’intervento statale (nuovi ulteriori debiti) e non per volere dell’imprenditoria che qui trova solo burocrazia, corruzione e ostacoli politici e amministrativi, oltre a un relativamente alto costo del lavoro e un basso livello culturale e spirito di sacrificio?
Un cataclisma economico che tocchi USA e parte dell’Europa, urterebbe anche le suddetta nazioni,ma diverso è scendere da 10 a 2 (in una scala di valori economica) per poi ritornare a 10 nel corso degli anni, mentre diverso è passare da 0 a -10, ritornare a +10 è decisamente più faticoso e quanto costruito sul debito e la dispersione di denaro e potenzialità nazionali si volatilizzerebbero in un sol giorno.
Così come da mesi, quindi ci raccomandiamo di interpretare correttamente questo momento storico, non siamo più negli anni ’90 o ’80, quindi i comportamenti e le azioni devono esser diverse da quelle che allora potevano risultare produttive.
Dando una lettura ad alcuni dei miei vecchi post, avrete molte risposte, di fatto però tutto continua a muoversi in direzione dello scenario previsto da alcuni mesi, e anche più celermente di quanto immaginassi.
In tutto ciò continuo a meravigliarmi di come si parli di Spagna, Irlanda e Portogallo e Grecia e non dell’Italia che ha conti simili a quelli della Grecia, e debito pubblico multiplo di quello greco.
Ma queste storture prima o poi il mercato le trova e le punisce amaramente, come visto per i sub-prime e le società finanziarie/bancarie USA.
Come sempre: Chi vuol capire capisca e si regoli di conseguenza…
ma come si permette questo

