Eur/usd: target a sei mesi a 1,15. E la colpa non è solo dei debiti sovrani
Parola di Alessandro Capuano, di IG Markets Italia. L'esperto consiglia poi cosa fare sul fronte dell'azionario. A quali settori guardare? E sul petrolio il target, almeno nel breve, è...
Pubblicato il 23 dicembre 2010 | Ora 12:45
Fonte:
WSI
L'euro? Per i prossimi sei mesi ci aspettiamo che il rapporto di cambio contro il dollaro arrivi a scendere a "1,15-1,20". A parlare, intervistato da Class Cnbc, è Alessandro Capuano, di IG Markets Italia. Capuano sottolinea che, anche prescindendo dalle preoccupazioni dei debiti sovrani -cosa impossibile al momento - il punto è che "ifondamentali di crescita sono bassi".
"L'unico caso di crescita riguarda la Germania. Per il resto un po' ovunque i ritmi sono lenti, come anche nel caso dell'Italia. Vedo improbabile in queste condizioni un aumento dei tassi di interesse, che invece si dovrebbe verificare in altre aree".
Di conseguenza, l'euro sarà penalizzato anche dalla sua minore appetibilità, quando i rendimenti di altre valute saliranno a seguito dell'adozione di manovre di politica monetaria restrittiva.
Capuano si dice comunque fiducioso sui mercati azionari, e in particolare sui titoli ciclici. "Escluderemmo invece i finanziari, in quanto i titoli sono troppo volatili e lo stesso rapporto tra rischio e rendimento non è interessante".
Un altro settore nel corso del 2011 a cui guardare è quello minerario: nel breve termine, infatti il petrolio potrà arrivare a superare anche la soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Inoltre lo stesso trend del rame dimostra che il settore delle commodities sta scommettendo su una ripresa economica globale, ma soprattutto sui consumi dei paesi emergenti".